La decisione Fed di mercoledì 28 ottobre arriva dopo tre giorni movimentati per le grandi società tecnologiche. Microsoft ha offerto un'uscita volontaria a circa 60.000 dipendenti. Meta ha venduto azioni per 37,5 miliardi di dollari. Anthropic ha depositato il prospetto per la quotazione al Nasdaq. Sono tre notizie diverse con un filo comune. Tutte riguardano il modo di finanziare gli investimenti nell'intelligenza artificiale. Microsoft riduce i costi interni, Meta chiede capitale ai soci, Anthropic lo chiederà al mercato. E il costo del denaro lo fissa la Federal Reserve, che comunica la sua scelta alle 19 ora italiana.
Microsoft offre l'uscita a un dipendente su quattro
Lunedì 26 ottobre la responsabile del personale di Microsoft ha presentato ai dipendenti una "offerta di uscita volontaria". Riguarda circa 60.000 persone negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in India. Secondo GeekWire sono circa un quarto dei 223.000 dipendenti del gruppo. Il pacchetto equivale alla normale buonuscita: stipendio legato all'anzianità, assistenza sanitaria e supporto per la ricerca di un nuovo lavoro.
Secondo CNBC i dipendenti dovranno decidere a inizio dicembre e chi accetta lascerà l'azienda il 31 dicembre. Il dato va letto con attenzione. I 60.000 sono i destinatari dell'offerta, non le uscite previste. Microsoft non ha fornito stime sulle adesioni. In primavera aveva proposto un pensionamento anticipato a circa 9.000 persone, e ha accettato circa una su tre. Quell'offerta, secondo la stessa società, era più generosa.
Un portavoce ha spiegato che l'intelligenza artificiale non è la causa dell'operazione. Il mercato però la legge insieme alla spesa per i data center. Ridurre il costo del personale permette di sostenere gli investimenti senza comprimere troppo i margini. Microsoft pubblica i conti del trimestre stasera, dopo la chiusura di Wall Street.

Meta passa dai riacquisti alla vendita di azioni
Per anni Meta ha usato la cassa in eccesso per ricomprare le proprie azioni. Tra il 2021 e il 2025 ha speso circa 150 miliardi di dollari in riacquisti, secondo i dati raccolti da StockTitan. Nei primi nove mesi del 2026 non ne ha fatti. Questa settimana ha fatto il percorso inverso.
Il gruppo ha collocato 25 miliardi di azioni ordinarie a 625 dollari l'una, con consegna e incasso entro novembre 2027. A queste si aggiungono 12,5 miliardi di azioni privilegiate convertibili. Pagano un dividendo fisso del 6,5% annuo e nel 2029 si trasformano automaticamente in azioni ordinarie. Il totale è di 37,5 miliardi, con una domanda pari a circa cinque volte l'offerta secondo Bloomberg.
Dal 2027 Meta potrà vendere sul mercato fino a 60 miliardi di una nuova classe di azioni, la classe C, senza diritto di voto. In questo modo raccoglie capitale senza ridurre il controllo di Mark Zuckerberg. Il motivo della raccolta sono gli investimenti, previsti tra 135 e 145 miliardi nel 2026. Martedì 27 ottobre il titolo ha chiuso in calo dell'1,7%, intorno a 620 dollari.

Anthropic deposita il prospetto per il Nasdaq
Il 26 ottobre Anthropic ha reso pubblico il modulo S-1, il prospetto richiesto dall'autorità di Borsa americana prima di una quotazione. La società sarà scambiata al Nasdaq con la sigla ANT. Goldman Sachs e Morgan Stanley guidano l'operazione. Il documento non indica ancora prezzo, numero di azioni e data (IPO Anthropic, depositato l’S-1: debutto previsto con ticker ANT).
Secondo il Wall Street Journal gli scambi potrebbero partire la settimana del 16 novembre. Le valutazioni circolate vanno da 1.500 a 2.000 miliardi di dollari. Sono indiscrezioni di mercato, non numeri del prospetto.
Nel primo semestre 2026 Anthropic ha registrato 16,3 miliardi di dollari di ricavi. È più di tre volte il dato di tutto il 2025. La perdita netta è di 80,7 miliardi. Circa 72,4 miliardi però derivano dalla rivalutazione di titoli convertibili emessi in passato. È una voce contabile che non comporta uscite di cassa. Nel secondo trimestre il risultato operativo è stato positivo per circa un miliardo.
Al 30 giugno la società aveva circa 131,7 miliardi tra liquidità e investimenti a breve. Dall'altra parte ci sono gli impegni per la potenza di calcolo. I minimi garantiti ad Amazon e Google superano i 224 miliardi nei prossimi anni, a prescindere dall'uso effettivo. Amazon e Google sono anche azionisti, senza diritto di voto. Il rischio principale, quindi, non è la perdita contabile ma il peso dei contratti.

Decisione Fed: tassi fermi, conta il tono su dicembre
A settembre la Federal Reserve ha alzato i tassi di un quarto di punto, portandoli al 3,75-4%. È stato il primo rialzo in tre anni. L'inflazione americana è al 3,7%, lontana dall'obiettivo del 2%. Secondo CBS News la benzina è sopra i 4 dollari al gallone da tre mesi.
Per la decisione Fed di oggi il mercato prezza tassi fermi con una probabilità tra l'88 e il 90%. Per dicembre le probabilità di un nuovo rialzo vanno dal 71% all'80%, a seconda della fonte. Danske Bank si aspetta due o tre voti contrari a favore di un rialzo immediato. A luglio erano stati tre. Non sono previste nuove proiezioni dei membri, quindi conteranno il comunicato delle 19 e la conferenza stampa del presidente Kevin Warsh alle 19:30.
Lo scenario più probabile è una pausa con toni restrittivi, in gran parte già nei prezzi. Una pausa senza segnali su dicembre potrebbe favorire le azioni e indebolire il dollaro. Un rialzo a sorpresa, stimato intorno al 10%, avrebbe l'effetto opposto. La riunione cade a sei giorni dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Tassi della Fed e Borsa: chi è più esposto
Tassi più alti riducono il valore attuale degli utili attesi tra molti anni. Il primo gradino di esposizione riguarda chi consuma cassa e deve raccogliere capitale adesso. Anthropic fisserà il prezzo della quotazione a novembre. Nello stesso gruppo ci sono le società che costruiscono data center a debito, come CoreWeave, le cui obbligazioni rendono intorno al 15%.
Su un gradino intermedio si trova Meta. Il gruppo resta molto redditizio, ma oggi spende più di quanto incassa e ha scelto di diluire i soci. Il gradino più protetto è quello di chi finanzia gli investimenti con la cassa prodotta e taglia i costi prima di chiedere capitale. È il ruolo che Microsoft prova a consolidare. I conti di stasera, insieme a quelli di Alphabet, diranno se la spesa sta già rendendo.
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