L’IPO di SpaceX, prevista per quest’anno, potrebbe essere funzionale a realizzare uno storico obiettivo di Elon Musk: sviluppare uno smartphone. Secondo quanto riferito da fonti rilanciate da Reuters, il telefono sfrutterebbe la rete di satelliti della costellazione Starlink per l’accesso a Internet.
Al momento mancano ancora dettagli sul design del prodotto e sui tempi di sviluppo, ma si tratterebbe di un passo ulteriore rispetto alle iniziative degli ultimi anni legate alla collaborazione tra Starlink e T-Mobile per portare Internet direttamente sui telefoni della rete.
SpaceX: un progetto in gestazione da anni
Fonti ben informate hanno riferito che i piani per un telefono cellulare targato SpaceX esistono da tempo. La scorsa settimana è stato lo stesso CEO, Elon Musk, a intervenire sull’argomento su X, affermando che il dispositivo sviluppato dall’azienda spaziale sarebbe “molto diverso dagli attuali telefoni, ottimizzato esclusivamente per eseguire reti neurali ad alte prestazioni per watt”.
Finora SpaceX ha ricoperto un ruolo prevalentemente complementare nel settore. Nel 2025, ad esempio, ha acquistato da EchoStar lo spettro satellitare — ovvero le bande di frequenza autorizzate per le comunicazioni satellitari e cellulari — per 19,6 miliardi di dollari. A ottobre, inoltre, SpaceX ha depositato il marchio “Starlink Mobile” e, nel corso di quest’anno, ha presentato brevetti per tecnologie volte a migliorare la capacità di connessione con piccoli dispositivi in movimento sulla Terra, non limitandosi ai soli terminali Starlink.
Il mercato direct-to-device, ossia dei servizi che consentono agli smartphone di connettersi direttamente ai satelliti, potrebbe valere miliardi di dollari nei prossimi anni, secondo gli esperti. Per questo, Starlink è in prima linea per essere protagonista, in armonia con la genialità visionaria di Elon Musk.
I leader del settore mobile devono tremare?
Uno dei temi centrali riguarda la possibilità che l’ingresso di SpaceX nel settore dei servizi di rete possa rappresentare una minaccia per operatori mobili come Verizon e AT&T. Secondo Armand Musey, presidente di Summit Ridge Group, “probabilmente sarà difficile per Starlink produrre un telefono e competere con i leader del settore”, dal momento che “gli altri operatori eviterebbero di utilizzarlo”. In pratica, “sarebbe come se GM producesse pneumatici e cercasse di venderli agli altri produttori di automobili”, ha aggiunto.
Ciononostante, SpaceX ha ormai avviato un percorso di progressiva espansione della propria gamma di prodotti legati a Starlink. La rete satellitare ha raggiunto in sei anni una costellazione di circa 9.500 satelliti, di cui 650 costruiti per il nascente business direct-to-device, con l’obiettivo di “fornire copertura cellulare completa in tutto il mondo”, come ha dichiarato Musk questa settimana. Per sviluppare il sistema in modo sempre più simile a una rete cellulare, Starlink fa affidamento sul razzo Starship, destinato al lancio di satelliti aggiornati. “Ogni futuro lancio di Starship con satelliti Starlink aumenterà la capacità della costellazione di oltre 20 volte”, ha affermato Musk.
SpaceX: il monito del Pentagono
Quello dei dispositivi mobili è solo uno dei progetti di Elon Musk legati a SpaceX. Con la fusione annunciata tra l’azienda spaziale e la startup di intelligenza artificiale xAI, fondata dallo stesso Musk, l’obiettivo è costruire data center in orbita terrestre. Si tratta di un progetto ambizioso che, secondo alcuni esponenti politici, potrebbe tuttavia sollevare questioni di sicurezza nazionale.
SpaceX acquista xAI per 250 miliardi, fusione record di Musk
Oggi alcuni senatori democratici hanno fatto pressione sul Dipartimento della Difesa statunitense affinché indaghi su indiscrezioni secondo cui investitori cinesi avrebbero segretamente acquisito partecipazioni nel produttore di razzi, convogliando i fondi attraverso entità con sede nelle Isole Cayman e nelle Isole Vergini Britanniche. I legislatori hanno espresso preoccupazione per il fatto che qualsiasi forma di proprietà cinese potrebbe esporre gli Stati Uniti a rischi legati all’accesso a informazioni o tecnologie sensibili.