A volte non serve cambiare casa: basta cambiare la porta d’ingresso. Novo Nordisk resta profondamente danese, ma il suo baricentro commerciale e finanziario è sempre più spostato verso gli Stati Uniti. E ora anche l’accesso a Wall Street potrebbe essere ripensato.
In un’intervista al Financial Times, l’Amministratore delegato Mike Doustdar ha aperto alla possibilità di sostituire gli ADR quotati negli USA con una quotazione diretta delle azioni ordinarie al New York Stock Exchange. Nessun dossier è formalmente sul tavolo, ha precisato il manager, ma l’ipotesi non è più un tabù.
Novo Nordisk: da Copenhagen a New York, senza traslocare
Oggi Novo Nordisk ha la sua quotazione principale al Nasdaq Copenhagen, mentre negli Stati Uniti gli investitori acquistano ADR, certificati che rappresentano le azioni della società danese (ADR Novo Nordisk A/S: ecco tutto quello che c’è da da sapere). Una quotazione diretta al NYSE semplificherebbe questo passaggio, dando agli investitori americani accesso alle azioni ordinarie.
È una strada già percorsa da AstraZeneca. Dal 2 febbraio 2026 il gruppo britannico ha sostituito gli American Depositary Shares con azioni ordinarie direttamente negoziate al NYSE, mantenendo contemporaneamente le quotazioni di Londra e Stoccolma. L’obiettivo dichiarato: ampliare l’accesso degli investitori al mercato dei capitali più profondo al mondo.
Nel caso di Novo (Novo Nordisk cambia pelle: per fermare la corsa di Lilly nasce Novo), nel 2025 le attività statunitensi hanno generato 173,2 miliardi di corone danesi di vendite su 309,1 miliardi complessivi, circa il 56% del totale. Anche la composizione dell’azionariato è cambiata. “La nostra comunità di investitori si è spostata negli ultimi vent’anni fuori dalla Scandinavia”, ha spiegato Doustdar, sottolineando il crescente dialogo con gli investitori USA.
C’è però un dettaglio importante: Novo non sta oggi lavorando attivamente alla nuova quotazione. Doustdar ha ricordato che il tema era già stato discusso in passato e ha sintetizzato il proprio approccio con un prudente “maybe”: nessuna decisione, ma neppure una porta chiusa.
Novo Nordisk: il problema è tornare a crescere
Il momento rende l’indiscrezione ancora più interessante. Novo arriva da un Capital Markets Day accolto freddamente dal mercato: lunedì il titolo ha perso oltre il 7% e dai massimi del 2024 la flessione supera ormai il 70%. Due anni fa la capitalizzazione aveva superato i 600 miliardi di dollari, trasformando Novo nella società quotata di maggior valore in Europa.
Eli Lilly ha eroso il vantaggio competitivo nel mercato dei farmaci anti-obesità e, secondo dati LSEG citati da Reuters, quest’anno le vendite di Zepbound dovrebbero superare quelle di Wegovy di oltre 7 miliardi di dollari. Novo mantiene punti di forza importanti, soprattutto nelle formulazioni orali, ma non può più permettersi di vivere soltanto della rendita di Ozempic e Wegovy.
Per questo la società ha promesso il lancio di oltre cinque nuovi “multi-blockbuster” entro il 2030 e punta a generare più di 150 miliardi di corone di vendite dalla pipeline entro il 2035. Nel frattempo ha ridotto la forza lavoro di circa 13.000 unità nell’ultimo anno e ha aperto a nuove acquisizioni.
Wall Street può aiutare, ma non prescrivere la cura
Una quotazione diretta a New York non risolverebbe naturalmente i problemi della pipeline e non rallenterebbe Eli Lilly. Potrebbe però aumentare la visibilità del titolo negli Stati Uniti, allargare ulteriormente la platea degli investitori e rendere la struttura di quotazione più coerente con una società che ormai realizza oltre Atlantico la maggioranza del proprio business.
Ed è qui che torna la porta d’ingresso. Novo non sembra avere alcuna intenzione di lasciare Copenhagen o di rinnegare le proprie radici danesi. Ma quando clienti, ricavi, concorrenti e una quota crescente degli investitori si trovano dall’altra parte dell’Atlantico, rendere più largo l’ingresso americano può diventare una scelta quasi naturale. Sempre che, una volta aperta la porta di Wall Street, Novo abbia abbastanza nuovi farmaci da mostrare agli ospiti.