L'IPO di Anthropic si prepara a diventare uno dei passaggi più delicati della corsa all'intelligenza artificiale. La società che sviluppa Claude punta a una valutazione superiore a 2.000 miliardi di dollari, più del doppio dei 965 miliardi attribuiti al gruppo a maggio.
Il debutto, secondo quanto riportato da Reuters, potrebbe slittare oltre le elezioni di Mid-term statunitensi di novembre. Una finestra che porterebbe sul mercato uno dei principali pure player dell'AI proprio quando gli investitori stanno diventando più selettivi sul rapporto tra crescita, investimenti e capacità di generare cassa.
Il confronto sarà inevitabile con le altre grandi protagoniste della nuova economia dell'intelligenza artificiale. Anthropic compete direttamente con OpenAI e con i laboratori di Alphabet, Meta e xAI e può offrire al mercato qualcosa che finora è mancato: un benchmark quotato quasi interamente esposto allo sviluppo dei modelli AI di frontiera.
Amazon e Google sono già tra i principali partner e finanziatori della società. Per Wall Street, quindi, il prezzo assegnato ad Anthropic potrebbe diventare un riferimento per valutare l'intera filiera.
Sommario
Borse frenate da petrolio e rendimenti, IPO Anthropic guarda ai Treasury
Il timing dell'operazione è tutt'altro che neutrale. Ieri il Treasury decennale è salito sui top dal 2002 mentre il biennale è vicino al 5%. Pressione anche sulle scadenze lunghe europee. Il Bund decennale ha recentemente raggiunto il 3,645%, massimo dal 2009.
Tra i fattori che contribuiscono a complicare il quadro c'è il Brent, tornato in area 107 dollari al barile sulla persistente incertezza nei rapporti tra Stati Uniti e Iran e sui flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il petrolio caro alimenta nuovamente le aspettative di inflazione e riduce lo spazio di manovra delle Banche centrali. Negli Stati Uniti l'attenzione si sposta ora sul PCE e sui dati del mercato del lavoro, due passaggi destinati a pesare sulle prossime decisioni della Fed (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026).
Per l'IPO di Anthropic questo passaggio è cruciale. Un Treasury sopra il 5% aumenta il tasso con cui il mercato sconta gli utili futuri e rende più difficile sostenere multipli estremi. Ed è proprio sulle aspettative di crescita futura che poggia una parte rilevante della valutazione del gruppo.
Anthropic cresce a tripla cifra, ma il conto dell'AI è enorme
I numeri spiegano perché Anthropic possa chiedere una valutazione fuori scala e, allo stesso tempo, perché il mercato avrà parecchio da discutere. Nel 2025 i ricavi sono saliti a circa 4,6 miliardi di dollari, circa dodici volte quelli dell'anno precedente. La perdita operativa ha però superato gli 8 miliardi, con 7,33 miliardi assorbiti da capacità di calcolo e infrastrutture, oltre la metà dei 12,65 miliardi di costi operativi complessivi.
Il dato da 42 miliardi di dollari di perdita netta è ancora più impressionante, ma va letto con cautela: circa 34 miliardi derivano da un onere contabile collegato alla rivalutazione di strumenti convertibili e non rappresentano denaro bruciato dall'attività ordinaria. A fine 2025 Anthropic disponeva inoltre di 20,28 miliardi tra cassa, equivalenti e investimenti a breve termine.
La vera cifra da osservare è un'altra: 518 miliardi di dollari. È l'ammontare degli impegni previsti negli anni a venire per cloud, capacità computazionale e infrastrutture. Una dimensione che fotografa la nuova economia dell'AI meglio di qualsiasi multiplo. Per restare sulla frontiera servono modelli più potenti, chip, data center, energia e continui aggiornamenti. Fermarsi significa rischiare di perdere rapidamente terreno sui concorrenti.
C'è poi una concentrazione commerciale da monitorare. Quasi un quarto dei ricavi 2025 è arrivato da appena due clienti e diversi grandi utilizzatori non risultano vincolati da contratti di lungo periodo. Per chi dovrà valutare l'IPO Anthropic, crescita e qualità dei ricavi finiranno quindi sullo stesso piatto della bilancia.
Claude e i rischi AI: 80 pagine che Wall Street dovrà prezzare
Nel suo prospetto di quotazione, Anthropic dedica circa 80 delle 261 pagine del corpo principale del documento ai fattori di rischio, contro le 48 riservate alla descrizione del business. La società avverte che modelli sempre più avanzati potrebbero sviluppare comportamenti inattesi, tentare di evitare lo spegnimento, occultare o manipolare informazioni e, nei test, mostrare condotte assimilabili al ricatto.
Il problema finanziario nasce dall'intreccio tra sicurezza e competizione. Anthropic sostiene che gli investimenti per rendere i modelli più affidabili sono costosi e che il loro ritorno economico resta difficile da misurare. Allo stesso tempo i ricavi dipendono dal lancio di nuovi modelli e la società considera necessaria una sequenza continua di release per restare alla frontiera tecnologica.
Rallentare può ridurre alcuni rischi, ma significa lasciare spazio a OpenAI, Google, Meta e agli altri concorrenti. Accelerare aumenta invece fabbisogno di capitale e complessità tecnologica.
È una tensione che arriva sui mercati nel momento meno semplice. Il rally dell'AI ha continuato a sostenere investimenti ed earnings, ma il finanziamento dell'infrastruttura sta diventando più costoso. Le emissioni obbligazionarie degli hyperscaler hanno già raggiunto circa 220 miliardi di dollari nel 2026 e gli spread sul debito di alcuni grandi gruppi tecnologici hanno iniziato ad allargarsi.
L'IPO di Anthropic può quindi trasformarsi in un referendum finanziario sulla fase successiva dell'intelligenza artificiale. Il mercato dovrà stabilire quanto pagare oggi per una crescita eccezionale che richiede centinaia di miliardi di investimenti futuri, in un mondo nel quale il rendimento privo di rischio statunitense è tornato sopra il 5%.
Se la domanda nell'IPO di Anthropic reggerà a una valutazione nell'ordine dei 2.000 miliardi, il debutto offrirà un nuovo riferimento per l'intero comparto AI. Se gli investitori chiederanno uno sconto, sarà invece il segnale che per la prossima fase del ciclo tecnologico la crescita dei ricavi, da sola, non basta più.