Meta Platforms potrebbe superare Google nella gerarchia dell'intelligenza artificiale più avanzata. A sostenerlo è un rapporto della società di ricerca SemiAnalysis, secondo cui la "superintelligenza" sbandierata dall'amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, sarà in grado di scavalcare l'AI del colosso di Mountain View nell'arco di sei mesi.
I punti di forza che rendono il leader dei social network più avanti rispetto agli altri, secondo il report, sono la ricerca continua di "dati proprietari, talenti d'élite e un'infrastruttura di calcolo senza precedenti". In questo contesto, precisa lo studio, Google è venuta meno. Meta ha saputo costruire una catena di approvvigionamento interna, realizzando un'infrastruttura di apprendimento e monitorando costantemente il flusso di lavoro del personale, finalizzata a fornire a Meta Superintelligence una serie di dati proprietari per addestrare gli agenti AI. Questa struttura è "impossibile da replicare", sottolinea SemiAnalysis.
Non finisce qui, perché, secondo la società di ricerca, Meta riuscirà a superare sia OpenAI sia Anthropic nella capacità di calcolo dell'AI entro la fine del 2026. Ciò avverrà grazie alla costruzione, in parallelo, di "cinque cluster di datacenter Titan su larga scala da un gigawatt", si legge nel rapporto.
Meta Platforms: ma quanto costa la "superintelligenza"?
Zuckerberg sta puntando molto sulla superintelligenza, di cui ha parlato a lungo durante le ultime conference call sui risultati, mettendone in evidenza le enormi potenzialità. Al riguardo, l'azienda sta investendo molto per sostenere tutta l'infrastruttura necessaria. Secondo quanto riportato da Reuters, quest'anno saranno spesi fino a 145 miliardi di dollari, che serviranno, tra l'altro, a portare la potenza di calcolo a 7 gigawatt, destinati a raddoppiare a 14 l'anno prossimo.
Con l'obiettivo di ridurre i costi dell'hardware, Meta punterà sul suo chip AI personalizzato, denominato Iris e progettato insieme a Broadcom, che dovrebbe entrare in produzione a settembre per mano del gigante taiwanese TSMC.
Meta sta spendendo molto denaro anche per acquisire talenti. Ad esempio, ha investito ben 14,3 miliardi di dollari per sottrarre ricercatori all'avanguardia ad aziende leader del settore come OpenAI e Anthropic. L'obiettivo è creare una sorta di superteam in grado di fare di Meta il dominus assoluto nella capacità di calcolo.
Intelligenza artificiale: pressioni su OpenAI e Google
OpenAI e Google potrebbero subire conseguenze sul piano regolamentare, se le indiscrezioni riportate dal Financial Times dovessero rivelarsi fondate. Il quotidiano economico-finanziario britannico ha riferito che le due società avrebbero fornito servizi AI a filiali singaporiane di Alibaba, Baidu e Tencent Holdings, nonostante queste siano presenti nella lista nera del Pentagono.
Il report precisa che le restrizioni statunitensi non vietano in maniera generalizzata alle società cinesi di accedere ai modelli AI più avanzati al di fuori della Cina. Pertanto, le vendite non violano alcuna norma. Ciononostante, Washington potrebbe intensificare i controlli sulle esportazioni di software di AI di frontiera, così come ha già fatto con i chip di fascia alta.
OpenAI avrebbe dichiarato che l'accesso diretto ai propri modelli è bloccato in Cina, ma che i suoi servizi possono essere utilizzati da alcune società di proprietà cinese in giurisdizioni dove esistono adeguate misure di salvaguardia. La startup guidata da Sam Altman ha inoltre affermato di aver sempre segnalato tale attività alle autorità statunitensi.
Quanto a Google, la società si è dichiarata conforme alle proprie politiche d'uso, affermando che i suoi servizi AI sono disponibili in mercati come Singapore e Hong Kong. Tuttavia, ha riconosciuto che gli utenti più sofisticati sono in grado di aggirare le restrizioni geografiche.