Il Consiglio di amministrazione di EasyJet ha dato il suo benestare alla quinta offerta presentata dal fondo americano Castlelake per acquisire la compagnia aerea low cost. Il board ha ritenuto che la proposta, una volta formalmente resa vincolante, possa essere raccomandata agli azionisti affinché vi aderiscano.
Castlelake gestisce asset per circa 37 miliardi di dollari e, dal 2005, ha investito oltre 24 miliardi di dollari nel settore dell'aviazione. L'obiettivo dell'investimento è rilanciare una compagnia temporaneamente in difficoltà, ma caratterizzata da fondamentali solidi e da buone prospettive di crescita.
Nel comunicato diffuso congiuntamente dalle due parti si legge che la società con sede a Minneapolis intende sostenere "la futura crescita e trasformazione della compagnia in un vettore europeo più solido e resiliente". Inoltre, punta a rafforzarne la competitività, l'efficienza operativa e la sostenibilità nel lungo periodo attraverso il finanziamento del programma di rinnovo della flotta, considerato strategico.
EasyJet: i termini dell'offerta di Castlelake
La proposta accettata di Castlelake è pari a 6,90 sterline per azione, in aumento rispetto all'ultima offerta respinta di 6,50 sterline. Si tratta di un premio del 73% rispetto al prezzo del titolo EasyJet del 29 maggio, giorno in cui il fondo americano aveva reso noto il proprio interesse per la compagnia. Rispetto all'ultima chiusura settimanale, pari a 5,58 sterline, il premio riconosciuto è di quasi il 24%.
Considerando l'intero capitale sociale, l'intesa attribuisce a EasyJet una valutazione di circa 5,5 miliardi di sterline. Occorre precisare che l'accordo non è ancora definitivo, poiché deve essere formulata un'offerta formale. Per questo motivo, le parti hanno fissato alle ore 17.00 di Londra del 3 agosto il termine ultimo entro il quale Castlelake dovrà presentare ufficialmente la proposta oppure ritirarsi.
Nel frattempo, il fondo effettuerà le consuete attività di due diligence, accedendo alle informazioni riservate della compagnia. Castlelake aveva comunque già ottenuto l'accesso ai dati commerciali, nonostante il rifiuto delle precedenti offerte, circostanza che lasciava intendere la volontà della società britannica di mantenere aperto il dialogo per arrivare a un'intesa.
Restano tuttavia alcuni nodi da sciogliere, tra cui quello relativo alla struttura proprietaria. La normativa europea sull'aviazione prevede infatti che le compagnie aeree del continente siano controllate a maggioranza da cittadini europei. Per superare questo ostacolo, Castlelake ha stretto una partnership con Peter Bellew e Mark Breen, manager che hanno ricoperto ruoli di primo piano in diverse compagnie aeree. "La struttura prevista per la proprietà di EasyJet è coerente con quelle adottate da altre compagnie europee e garantisce la piena conformità ai requisiti normativi", aveva affermato la società finanziaria il mese scorso. Si tratta di una soluzione già adottata da altri fondi in situazioni analoghe, ma che dovrà comunque essere esaminata e valutata caso per caso dalle autorità europee.
Castlelake sta inoltre valutando la possibilità di consentire agli attuali azionisti di mantenere il proprio investimento nella compagnia anche in caso di delisting, grazie a una partnership che permetterebbe tale opportunità entro un limite massimo di partecipazione. L'iniziativa è finalizzata a incentivare gli azionisti ad aderire all'offerta.
Resta però uno scoglio importante rappresentato da Stelios Haji-Ioannou, fondatore di EasyJet, che detiene il 15% del capitale e beneficia di una royalty pari allo 0,25% dei ricavi della compagnia. Un'eventuale opposizione da parte sua potrebbe complicare i piani dell'operazione.
Come si è arrivati all'accordo
Tutto è iniziato il 16 giugno, quando Castlelake ha presentato un'offerta da 560 pence per azione per EasyJet. Il Consiglio di amministrazione della compagnia londinese, però, si è opposto, giudicando quella proposta, così come le successive, "altamente opportunistica", in quanto formulata approfittando della debolezza del titolo. Le azioni EasyJet avevano perso molto terreno dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente, a causa del rincaro del carburante provocato dall'impennata dei prezzi del petrolio.
Il secondo tentativo è arrivato appena quattro giorni dopo, con un'offerta portata a 600 pence per azione, anch'essa respinta perché ritenuta ancora inadeguata. Stesso esito per la terza proposta, avanzata il 22 giugno a 625 pence. In quell'occasione, Castlelake si era rivolta direttamente agli azionisti, lasciando intendere la possibilità di procedere con un'offerta ostile, scavalcando il board.
EasyJet: offerta di acquisto da Castlelake, premio del 57%
Anche il quarto tentativo, pari a 650 pence per azione, si è concluso con un nulla di fatto. La svolta è arrivata quando Castlelake ha ottenuto un accesso limitato ai dati commerciali riservati di EasyJet, segnale che, al giusto prezzo, la compagnia sarebbe stata disponibile a valutare una cessione.
Con l'offerta di 690 pence per azione, il Consiglio di amministrazione ha infine dato il proprio via libera e l'operazione può ora proseguire verso la fase formale.