Banca MPS procede con la riorganizzazione del gruppo. I Consigli di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, di Mediobanca Premier e di Wise Dialog Bank hanno approvato all'unanimità il seguente piano:
- scorporo di BMPS a favore di BM Premier;
- scissione parziale di MB Premier a favore di Banca Widiba.
Il tutto rientra nell'ambito del progetto della banca senese, iniziato il 17 febbraio 2026 con la fusione per incorporazione di Mediobanca. Di conseguenza, è prevista l'assegnazione delle attività di corporate & investment banking e di private banking a servizio della clientela di fascia alta a favore di una società non quotata, posseduta al 100% da BMPS, che assumerà la denominazione di "Mediobanca S.p.A.". In quest'ultima avverrà il trasferimento della partecipazione in Assicurazioni Generali. Inoltre, è prevista l'integrazione delle reti di consulenti finanziari di MB Premier e Banca Widiba.
La conclusione di tutte le operazioni è stimata entro il quarto trimestre dell'anno in corso.
Banca MPS valuta le proposte di integrazione
Intanto, Banca MPS sta valutando l'interesse manifestato da Banco BPM e Intesa Sanpaolo per una possibile acquisizione. Quest'ultima, due settimane fa, ha lanciato un'offerta pubblica di acquisto e scambio. Secondo quanto riferito da fonti rilanciate da Adnkronos, non si dovrebbe andare per le lunghe.
Già il prossimo mese potrebbe essere data una risposta alle proposte sul tavolo. L'analista economico Angelo Di Mattia ritiene che una prima valutazione potrebbe arrivare dopo la prossima riunione di Montepaschi. Procrastinare la decisione "non sarebbe un bene per gli offerenti, gli azionisti e MPS", in quanto ciò si presterebbe alle più "svariate interpretazioni", ha aggiunto.
La prima a mostrare interesse per Rocca Salimbeni è stata Banco BPM, che il 7 giugno 2026 ha proposto una fusione "tra pari", con l'obiettivo di creare il secondo gruppo bancario italiano. L'operazione è stata valutata in oltre 50 miliardi di euro, con sinergie stimate superiori a 1,1 miliardi di euro annui. La mossa di Banco BPM mirava a rafforzare il proprio posizionamento nel risiko bancario nazionale, anche grazie alla partecipazione del 3,7% già detenuta in MPS.
Pronta, però, è stata la risposta di Intesa Sanpaolo che, appena un giorno dopo, è scesa in campo con un'Opas totalitaria da 30,6 miliardi di euro, offrendo 1,6 nuove azioni Intesa più 1 euro in contanti per ogni azione MPS. L'operazione di Intesa prevede inoltre la cessione a Unipol di 635 filiali MPS, al fine di superare i vincoli Antitrust e consolidare la leadership nel settore bancario italiano.
Le azioni in Borsa
Dopo i primi scambi a Piazza Affari, oggi le azioni MPS salgono di circa un punto percentuale, portando la performance da inizio anno a +20%. Gli investitori acquistano il titolo della banca più antica del mondo perché ormai si tratta di un'azienda completamente risanata dopo i vari salvataggi statali intervenuti nell'arco di circa un decennio. A ciò si aggiunge il fatto che MPS è al centro del risiko bancario che si sta consumando in Italia e che vede coinvolti i maggiori istituti di credito nazionali.
Le azioni MPS risultano comunque ancora leggermente sottovalutate, considerando il fair value espresso da Forecaster.biz. Il valore equo di 11,11 euro è superiore di oltre 2 punti percentuali rispetto all'attuale prezzo di mercato.