L'ultima seduta a Wall Street delle azioni Lucid Group è stata da incubo. Il titolo della casa automobilistica statunitense, specializzata nella progettazione e produzione di veicoli elettrici di lusso e nelle tecnologie per la mobilità elettrica, è sprofondato del 16,15%, arrivando a perdere fino al 57% prima di recuperare parte delle perdite. Anche oggi si attende una sessione molto travagliata, con il titolo che nel pre-market arretra di oltre 3 punti percentuali.
La valanga di vendite è arrivata dopo che il blog specializzato eletric-vehicles.com ha pubblicato un report in cui ipotizzava che Lucid stesse valutando il ricorso alla procedura di bancarotta ai sensi del Chapter 11 oppure un'operazione di privatizzazione. Secondo le indiscrezioni, la società avrebbe incaricato il consulente specializzato nelle ristrutturazioni AlixPartners di studiare le possibili opzioni.
Lucid, tuttavia, si è affrettata a smentire la notizia, pur confermando la collaborazione con la società di consulenza. Secondo un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission, il produttore con sede a Newark, in California, ha affermato che il mandato conferito ad AlixPartners si limita al miglioramento dell'efficienza operativa e che non è mai stata presa in considerazione un'ipotesi di bancarotta.
La società ha inoltre precisato che la continuità operativa non è in discussione, in quanto dispone di liquidità sufficiente a sostenere le attività almeno fino al prossimo anno.
Azioni Lucid Group: un titolo ormai condannato?
La smentita della società è servita a calmare la furia delle vendite, ma non ha rassicurato gli investitori. Il quadro finanziario di Lucid Group resta preoccupante. Nel primo trimestre dell'anno ha accelerato il consumo di liquidità, registrando una perdita netta di circa 1 miliardo di dollari. Ora si attendono i risultati del secondo trimestre, in pubblicazione il 4 agosto, ma le prospettive non sono delle migliori dopo che il management ha ritirato la guidance per il 2026.
Nel giro di quattro mesi la società ha inoltre tagliato il personale per due volte, con l'ultima riduzione, annunciata a giugno, che ha interessato il 18% della forza lavoro. Ad aggravare la situazione si sono aggiunti anche i problemi legati al SUV Gravity durante la fase di avvio della produzione.
Le criticità hanno riguardato soprattutto l'assemblaggio, alcuni componenti e i controlli qualitativi, rallentando le consegne e aumentando i costi industriali. L'azienda ha dichiarato di essere al lavoro per risolvere questi inconvenienti e riportare la produzione a pieno regime, ma ciò ha contribuito ad appesantire il sentiment degli investitori.
Nel frattempo, Lucid ha anche cambiato Amministratore delegato. Peter Rawlinson, fondatore e CEO della società fin dalla nascita del marchio, ha lasciato l'incarico nel febbraio 2025, mantenendo un ruolo di consulente tecnico.
Al suo posto è stato nominato Marc Winterhoff, in precedenza Chief Operating Officer (COO), con il compito di accelerare l'aumento della produzione, migliorare l'efficienza operativa e guidare il lancio del SUV Gravity. In tal senso, indicazioni più significative potrebbero arrivare il prossimo mese con la pubblicazione dei risultati finanziari relativi al trimestre chiuso a giugno.