Le ultime settimane hanno rappresentato una prova di nervi per i mercati finanziari, scossi dalle turbolenze derivanti dalla guerra in Medio Oriente e dai dubbi sul fatto che l’intelligenza artificiale possa realmente apportare i benefici economici attesi.
Il conflitto USA-Iran è ancora lontano da una risoluzione, ma oggi si è evitata una deriva pericolosa dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rinviato di cinque giorni l’ultimatum all’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz, minacciando attacchi militari alle infrastrutture energetiche.
L’intelligenza artificiale rappresenta un grande punto interrogativo. Le Big Tech stanno investendo centinaia di miliardi di dollari in data center, infrastrutture di rete e modelli AI, nella speranza che questi investimenti producano un effettivo ritorno in termini di maggiori ricavi e utili.
Gli investitori, però, non ne sono così convinti e hanno penalizzato in Borsa le aziende più esposte. Nel contempo, le società di software sono state pesantemente colpite dopo che la startup AI Anthropic ha presentato soluzioni in grado di rendere superati i modelli di software tradizionali.
Tutte queste pressioni si stanno manifestando insieme ai segnali di indebolimento della spesa dei consumatori e alle crescenti preoccupazioni per un rallentamento dell’economia, in un contesto di tassi di interesse ancora elevati.
L’ultima riunione della Federal Reserve non è stata molto rassicurante da questo punto di vista. Molto probabilmente, il timore di un ritorno dell’inflazione a causa dei rincari energetici impedirà alla Banca centrale statunitense di continuare a tagliare il costo del denaro come ha fatto lo scorso anno. Ciò che preoccupa i mercati, tuttavia, è che la Fed possa decidere una stretta, come ha fatto nel 2022 dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina e i prezzi al consumo sono andati alle stelle.
Mercati: per Fink di BlackRock bisogna mantenere la calma
La situazione attuale non ha scosso i nervi dell’amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, che ha suggerito agli investitori di non farsi prendere dal panico e di rimanere investiti nonostante la volatilità di questi giorni.
"Stiamo vivendo un periodo in cui eventi che avrebbero definito un decennio sono diventati routine: guerre con ripercussioni globali, aziende da mille miliardi di dollari, un riordino fondamentale del commercio internazionale e l’avvento della tecnologia più significativa almeno dai tempi del computer", ha dichiarato Fink nella sua lettera annuale agli azionisti.
Il CEO del più grande gestore patrimoniale al mondo ha osservato che negli ultimi due decenni ogni dollaro investito nell’S&P 500 è cresciuto di oltre otto volte. Quindi, "nel tempo, rimanere investiti è stato molto più importante che azzeccare il momento giusto".
La sua visione si sposa con quella di altri grandi investitori come Warren Buffett e Peter Lynch, secondo cui non esiste un momento ideale per investire quando si punta su aziende solide. Lo stesso vale per il principale benchmark americano: cercare di azzeccare il timing giusto potrebbe far perdere molti rialzi e risultare, alla fine, controproducente.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Larry Fink ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale. Gli analisti ritengono che questa tecnologia stia rimodellando rapidamente i settori, determinando cambiamenti nel mondo del lavoro e nel modo di fare business. Di conseguenza, l’AI potrebbe produrre profondi cambiamenti nei mercati e nell’economia nel prossimo futuro.
Fink ritiene che l’intelligenza artificiale "creerà un valore significativo" e che partecipare a questa crescita rappresenti sia una sfida sia un’opportunità. A suo avviso, la storia suggerisce che le tecnologie trasformative creano grande valore, gran parte del quale va alle aziende che le sviluppano e agli investitori che le possiedono.
Tuttavia, ha avvertito che il boom dell’AI rischia di aumentare il divario di ricchezza tra le persone. "L’enorme ricchezza creata nelle ultime generazioni è andata soprattutto a chi già possedeva attività finanziarie", ha dichiarato Fink. "Ora l’intelligenza artificiale rischia di ripetere questo schema su una scala ancora più ampia".