L’Europa rischia di perdere terreno nella corsa globale all’intelligenza artificiale a causa dell’elevato costo dell’energia, un fattore sempre più centrale nello sviluppo dei data center necessari per alimentare i modelli AI di nuova generazione.
Secondo diversi esperti citati da CNBC, il prezzo dell’elettricità nel Vecchio Continente rappresenta oggi uno dei principali ostacoli alla competitività europea rispetto a Stati Uniti e Cina, proprio mentre governi e big tech accelerano gli investimenti nell’infrastruttura AI.
Data center ed energia troppo cara: Europa meno competitiva di USA e Cina
I data center destinati all’intelligenza artificiale richiedono enormi quantità di energia elettrica, rendendo il costo dell’elettricità un elemento decisivo nella scelta delle aree dove investire.
Secondo l’International Energy Agency (IEA), nel 2025 i prezzi energetici per le industrie ad alta intensità energetica in Europa risultavano mediamente circa il doppio rispetto agli Stati Uniti e superiori del 50% rispetto a Cina e India.
Michael Brown, global investment strategist di Franklin Templeton, ha sottolineato che gli investimenti più energivori tenderanno inevitabilmente a spostarsi verso le aree con energia più economica. “Se dovessi costruire oggi un nuovo data center da 7 miliardi di dollari, sceglierei Stati Uniti o Cina”, ha dichiarato.
Guerra USA-Iran riaccende le pressioni sull’elettricità
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno aggravando ulteriormente il quadro. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha riportato sotto pressione i prezzi energetici globali, aumentando i timori legati all’inflazione energetica e ai costi di approvvigionamento.
Secondo Olivier Darmouni, professore associato presso HEC Paris specializzato in transizione energetica, la rapida crescita dei data center potrebbe far aumentare i costi regionali dell’elettricità tra il 20% e il 40% nelle aree già più stressate dalla domanda energetica.
L’esperto ha definito l’AI un vero e proprio “campanello d’allarme” sulla necessità di considerare il sistema energetico come un tema di sovranità economica e tecnologica.
La domanda di capacità computazionale continua infatti ad accelerare. Secondo l’International Data Center Authority (IDCA), i data center consumano oggi circa il 2% dell’elettricità mondiale, rispetto all’1,7% del 2024.
Negli Stati Uniti il consumo energetico dei data center è ormai vicino al 6% della domanda nazionale, mentre nel Regno Unito si attesta intorno al 5,8%. A Singapore il dato sfiora addirittura il 20%. Il boom dell’intelligenza artificiale sta quindi trasformando il tema energetico in una variabile strategica per lo sviluppo tecnologico globale.
Data center: Europa in ritardo sulla capacità AI
Gli esperti evidenziano come il continente europeo sia ancora nettamente indietro rispetto agli Stati Uniti nella costruzione di infrastrutture AI e capacità computazionale.
Secondo Chris Seiple, vicepresidente della divisione power & renewables di Wood Mackenzie, l’Europa soffre tre problemi principali: costo dell’energia elevato, minore prossimità geografica ai grandi hyperscaler tecnologici e tempi più lunghi per autorizzazioni e connessioni alla rete elettrica.
Olivier Darmouni ha sottolineato che la scala degli investimenti AI negli Stati Uniti è “da 1 a 100” rispetto all’Europa, evidenziando la necessità di accelerare drasticamente gli investimenti infrastrutturali se il continente vuole mantenere ambizioni di leadership tecnologica.
Nord Europa e Francia i vincitori
All’interno dell’Europa stanno però emergendo vincitori e perdenti. I Paesi nordici e la Francia vengono considerati le aree meglio posizionate per attrarre investimenti nei data center AI grazie ai costi energetici relativamente bassi e a mix energetici più efficienti.
La Norvegia viene indicata come uno degli hub più promettenti, seguita da Danimarca e Svezia. Microsoft, ad esempio, sta investendo miliardi di dollari nella regione nordica per espandere le infrastrutture AI. La Francia beneficia invece del forte peso dell’energia nucleare, che consente prezzi dell’elettricità più competitivi rispetto ad altri grandi Paesi europei come Germania e Regno Unito.
Il nodo strategico dell’integrazione energetica europea
Secondo gli analisti, la sfida non riguarda soltanto il costo dell’energia, ma anche la capacità europea di costruire una rete energetica più integrata ed efficiente. L’obiettivo sarebbe uniformare maggiormente i prezzi dell’elettricità tra i vari Paesi europei attraverso investimenti in trasmissione, accumulo energetico e interconnessioni transfrontaliere.
Nel frattempo, però, il costo della capacità per i data center nei principali mercati europei - Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino - è atteso aumentare di circa il 12% nel 2026 secondo CBRE, aumentando ulteriormente la pressione competitiva sul settore europeo dell’AI.