Il Parlamento europeo ha votato a favore dell'euro digitale. Si tratta di un importante passo avanti per la moneta elettronica progettata dalla Banca Centrale Europea e oggetto di dibattito da sei anni. L'euro digitale è, di fatto, un portafoglio elettronico garantito dalla BCE, ma commercializzato da banche o società fintech. Tamite l'euro digitale, tutti i residenti dell'Eurozona potranno effettuare pagamenti online e di persona.
"L'introduzione dell'euro digitale ridurrebbe l'eccessiva dipendenza da fornitori non europei, diventando un mezzo di pagamento paneuropeo, e porterebbe la moneta unica nell'era digitale, offrendo ai cittadini dell'Unione la libertà di scegliere di pagare con la moneta della Banca centrale nelle loro transazioni quotidiane", si legge nella bozza di regolamento UE.
Se non vi saranno ostacoli nella seduta plenaria del Parlamento in occasione di un'ulteriore votazione, il mese prossimo verranno avviate le discussioni con i governi dell'Unione europea e la Commissione europea. Con ogni probabilità, l'approvazione definitiva non arriverà prima della fine dell'anno. Una volta ottenuto il via libera legislativo, la BCE avvierà un progetto pilota della durata di 12 mesi a partire dalla seconda metà del 2027, con l'obiettivo di lanciare definitivamente l'euro digitale nel 2029.
Euro Digitale: origine e sviluppi
Il progetto dell'euro digitale è nato ufficialmente nel 2020, quando la Banca centrale europea ha avviato una riflessione su una valuta digitale emessa direttamente dall'Eurosistema. L'obiettivo era offrire ai cittadini uno strumento di pagamento elettronico sicuro, gratuito e complementare al contante, preservando al contempo la sovranità monetaria europea di fronte all'avanzata delle criptovalute e delle soluzioni di pagamento private.
Nel 2021 l'Eurotower ha iniziato la fase di indagine, seguita nel 2023 dalla fase preparatoria finalizzata a definirne gli aspetti tecnici e normativi. Il progetto ha però incontrato l'opposizione di molte banche commerciali, preoccupate che i clienti possano trasferire parte dei propri depositi verso l'euro digitale, riducendo così la raccolta e la capacità degli istituti di erogare credito. Per questo motivo, le banche hanno cercato di limitare la portata del progetto.
L'obiettivo è ridurre la dipendenza dagli USA
La moneta digitale è diventata negli ultimi tempi una questione ancora più urgente, dal momento che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha acceso lo scontro con l'Europa imponendo dazi commerciali e minacciando di utilizzare i circuiti di pagamento dei colossi americani Visa e Mastercard come arma di pressione geopolitica.
In sostanza, l'euro digitale permetterebbe al Vecchio Continente di dotarsi di uno strumento di pagamento elettronico in grado di rendere l'Eurozona meno dipendente dai sistemi di pagamento statunitensi, in un contesto in cui le relazioni transatlantiche mostrano crescenti segnali di deterioramento.
In definitiva, l'euro digitale rappresenta un'innovazione tecnologica, ma anche una scelta strategica volta a rafforzare l'autonomia finanziaria dell'Europa. Il progetto dovrà tuttavia trovare un equilibrio tra le esigenze di sovranità monetaria, la tutela della privacy dei cittadini e la salvaguardia del ruolo delle banche commerciali.
I prossimi anni saranno decisivi per capire se l'euro digitale riuscirà a conquistare la fiducia di cittadini, imprese e operatori finanziari, affermandosi come uno strumento di pagamento ampiamente diffuso nell'economia europea.