La Bank of England si prepara a mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione di oggi, con il mercato che si attende una conferma del costo del denaro al 3,75%. La decisione arriva in un contesto complesso per l’economia britannica, alle prese con il rallentamento della crescita e con nuove pressioni inflazionistiche legate alla crisi energetica e alle tensioni geopolitiche.
Gli operatori guarderanno soprattutto alla comunicazione della Banca centrale e alla composizione del voto del Monetary Policy Committee (MPC), alla ricerca di indicazioni sulla possibile traiettoria dei tassi nei prossimi mesi (Calendario riunioni BoE 2026: i meeting della Bank of England).
Bank of England: inflazione al centro dell’attenzione
L’impatto del conflitto tra Stati Uniti e Iran rappresenta il principale elemento di incertezza per la politica monetaria britannica. L’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe infatti alimentare nuovamente l’inflazione dopo il rallentamento registrato nei mesi precedenti.
Ad aprile, l’indice dei prezzi al consumo britannico è sceso al 2,8% dal 3,3%, ma gli analisti ritengono che il dato possa essere temporaneamente influenzato dal meccanismo del tetto alle bollette energetiche. Il prossimo aggiornamento sull’inflazione di maggio, atteso alla vigilia della riunione della BoE, potrebbe mostrare una nuova accelerazione, con il consenso degli economisti che indica un ritorno al 3%.
BoE: il dilemma della Banca centrale
La BoE deve quindi bilanciare due rischi contrapposti: da un lato la necessità di contenere nuove pressioni sui prezzi, dall’altro il pericolo di indebolire ulteriormente un’economia già sotto pressione.
Il PIL britannico è infatti diminuito dello 0,1% ad aprile, anche se su base annua la crescita resta positiva all’1,2%. Secondo diversi analisti, un rialzo dei tassi in questa fase potrebbe aggravare le difficoltà del mercato del lavoro e frenare la ripresa.
Per questo motivo, molti osservatori ritengono probabile una decisione invariata a giugno, con la banca centrale pronta però a lasciare aperta la possibilità di interventi più restrittivi nei prossimi mesi.
BoE: il mercato guarda al voto del comitato
L’attenzione sarà rivolta soprattutto alla divisione interna all’MPC. Secondo gli analisti di ING, la decisione potrebbe arrivare con un voto 7-2 a favore del mantenimento dei tassi, anche se alcuni membri potrebbero spingere per un aumento fino al 4%.
Una posizione più aggressiva potrebbe emergere se i dati sull’inflazione dovessero confermare un nuovo aumento delle pressioni sui prezzi. In questo scenario, il mercato potrebbe iniziare a scontare rialzi già nelle prossime riunioni.
Bank of England: possibili rialzi nel secondo semestre
Nonostante i futures sui tassi non prezzino attualmente aumenti per il resto dell’anno, alcuni economisti ritengono ancora possibile una stretta monetaria nel corso del 2026. Gli analisti di Bank of America prevedono infatti che la BoE possa valutare rialzi dei tassi già a luglio e settembre, soprattutto se l’inflazione dovesse rimanere elevata e il prezzo del petrolio non dovesse rientrare.
Al contrario, una stabilizzazione dei prezzi energetici grazie a un eventuale accordo sul conflitto in Medio Oriente o un ulteriore deterioramento del mercato del lavoro potrebbero spingere la banca centrale a mantenere un approccio più prudente.