Ogni volta che si fa una domanda a ChatGPT, si consuma circa dieci volte l'energia di una normale ricerca su Google. Presa singolarmente, sembra una cosa irrilevante, ma moltiplicata per i miliardi di query quotidiane in tutto il mondo, questa abitudine sta scatenando una vera e propria tempesta energetica globale. I data center, che per anni sono rimasti nell'ombra consumando sempre la stessa quantità di elettricità, stanno cambiando pelle. Trainati dal boom dell'intelligenza artificiale, i giganti del tech hanno fame di energia.
Secondo gli analisti di Goldman Sachs, la loro domanda elettrica salirà del 160% entro il 2030, ridisegnando le mappe dei consumi di Stati Uniti ed Europa. È la fine di un equilibrio perfetto. Fino a ieri, il mondo digitale era riuscito in un piccolo miracolo: i carichi di lavoro aumentavano, ma i consumi restavano piatti grazie a computer sempre più efficienti. Tra il 2015 e il 2019 il traffico dati è triplicato senza chiedere un kilowatt in più. Dal 2020 questo incantesimo si è rotto.
L'intelligenza artificiale è così complessa che divora potenza di calcolo molto più velocemente di quanto gli ingegneri riescano a ottimizzare i chip. Entro la fine del decennio, i data center passeranno a pesare dal 2% a oltre il 4% dei consumi mondiali, e l'AI da sola si prenderà un quinto di tutta questa elettricità.
Questo shock energetico colpirà il pianeta in modo diverso a seconda delle aree geografiche, sottolineano gli analisti di Goldman Sachs. Negli Stati Uniti, dopo dieci anni di consumi stabili, la domanda di elettricità tornerà a impennarsi come non si vedeva da inizio secolo, spingendo le utility a investire miliardi in nuove centrali e gasdotti.
In Europa, la situazione è persino più critica. Con una rete elettrica tra le più vecchie al mondo, il Vecchio Continente vedrà la domanda decollare del 40-50% in dieci anni. Per non rimanere al buio, serviranno investimenti stratosferici, tra nuove reti e impianti rinnovabili.
La fame di energia sta cambiando anche la geografia dei data center. Le grandi aziende tecnologiche stanno traslocando i propri server in due direzioni: dove l'energia costa meno ed è più pulita, come in Francia o nei Paesi Nordici, ricchi di nucleare e idroelettrico, oppure dove i governi offrono forti sconti fiscali, come nel Regno Unito, in Germania e in Irlanda.
La grande sfida del futuro non sarà solo creare algoritmi più intelligenti, ma trovare il modo di alimentarli. Governi, aziende elettriche e giganti del tech si trovano davanti a un bivio: il futuro digitale sarà sostenibile solo se il sistema energetico riuscirà a reggere il passo della rivoluzione tecnologica.
AI ed elettricità: la riscossa del nucleare
Di fronte a questo scenario preoccupante, si sta facendo strada una forma di energia che per anni è stata accantonata dai Paesi di tutto il mondo in seguito al
disastro di Fukushima del 2011. Stiamo parlando dell'
energia nucleare, che oggi è considerata più sicura, ecologicamente sostenibile e soprattutto in grado di sopperire al mancato soddisfacimento del fabbisogno da parte delle rinnovabili come l'eolico e il solare.
Oggi, l'atomica appare sempre meno come una scelta controversa e sempre più come una necessità strategica. Le nuove tecnologie, come i piccoli reattori modulari, stanno inoltre cambiando la percezione pubblica e industriale di questo settore. permettendo di ridurre drasticamente i tempi di attesa per le nuove costruzioni e di trovare una collocazione in prossimità degli impianti industriali. Negli ultimi anni sono emerse quattro realtà che vale la pena di considerare:
- Constellation Energy
- NuScale Power
- Oklo
- Vistra Energy
Constellation Energy è tra le principali utility riferiti all'energia nucleare negli Stati Uniti. L'azienda è in possesso di una flotta molto ampia di reattori e nel 2025 ha siglato un accordo ventennale con Meta Platforms per fornire energia prodotta dalla centrale Clinton Clean Energy Center in Illinois.
Negli ultimi tre anni, la società ha quasi
triplicato il suo valore di mercato al Nasdaq, anche se quest'anno è in calo di circa 28 punti percentuali fino alla chiusura della prima settimana borsistica di giugno. Considerando il
fair value elaborato da Forecaster.biz, il titolo appare sottovalutato. Il valore equo, infatti, risulta di 325,09 dollari, superiore di circa il 28% rispetto al prezzo di mercato.
NuScale Power è specializzata nello sviluppo degli Small Modular Reactor (SMR), reattori nucleari di nuova generazione progettati per essere più flessibili e scalabili rispetto agli impianti tradizionali. L’azienda ha firmato accordi con partner come Tennessee Valley Authority e ENTRA1 Energy per alcuni importanti progetti nucleari. Le azioni NuScale hanno perso circa un terzo del loro valore quest'anno e il mercato ora le sta sottovalutando, per effetto di un fair value di 11,95 dollari superiore di circa il 10% rispetto al prezzo di Borsa.
Oklo è una startup il cui business è orientato sui reattori avanzati. La società ha avviato progetti insieme a hyperscaler tecnologici come Meta Platforms per sviluppare un campus nucleare da circa 1,2 gigawatt in Ohio. Il titolo, quotato a luglio 2021, è rimasto piatto per anni, prima di un balzo importante a partire dalla fine del 2024. Da inizio 2026, ha perso circa il 23%.
Vistra Energy si è distinta per aver firmato accordi di lungo periodo per la fornitura di energia nucleare a grandi operatori tecnologici. I contratti, che coprono oltre 2,6 gigawatt di capacità proveniente da diversi impianti negli Stati Uniti, permettono di integrare la produzione nucleare esistente con la crescente domanda energetica del settore digitale. Dal massimo di settembre di 219,82 dollari, le azioni Vistra sono scivolate del 27,82% a 158,65 dollari.
Vistra Energy è una delle maggiori utility elettriche statunitensi e uno dei principali operatori privati di centrali nucleari negli USA, con impianti in Texas, Ohio e Pennsylvania. L'azienda ha firmato due accordi molto rilevanti legati al boom dell'AI: un PPA (Power Purchase Agreement) ventennale con Meta per oltre 2,6 GW di energia nucleare proveniente dagli impianti Perry, Davis-Besse e Beaver Valley, e un PPA ventennale con Amazon Web Services (AWS) per fino a 1,2 GW dalla centrale nucleare di Comanche Peak in Texas.
Nell'ultimo triennio, le azioni al Nasdaq sono cresciute di quasi cinque volte, mentre quest'anno sono arretrate di circa 10 punti percentuali. Il fair value di 87,46 dollari è inferiore di circa il 40% rispetto al prezzo di mercato e quindi indica una sopravvalutazione del titolo.
Investire nel settore con un certificato
Oltre ad acquistare direttamente le azioni citate, Vontobel dà la possibilità di investire anche attraverso un
certificato. Si tratta del Multi Cash Collect con Barriera quotato sul SeDeX di Borsa Italiana e identificato dal codice ISIN
DE000VJ1AW03. Il prodotto ha come sottostanti Constellation Energy, NuScale Power, Oklo e Vistra Energy Corp.
Lo strumento prevede il pagamento di una cedola mensile lorda di 2,33 euro per certificato su un valore nominale di 100 euro, offrendo un rendimento potenziale annuo lordo del 27,96%. Il meccanismo è di tipo worst-of, ossia richiede che nessuna delle azioni scenda sotto la barriera fissata al 50% del livello iniziale.
Se, alla data di autocall, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate in precedenti occasioni.
Alla scadenza finale (15 dicembre 2027), se anche un solo titolo scende sotto la sua barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore (worst-of), con conseguente perdita del capitale investito. Qualora, invece, tutti i titoli restino sopra la barriera, il certificato restituisce il valore nominale più l’ultimo premio e i premi rimasti eventualmente in memoria.