Mentre gli investitori cercano di capire gli sviluppi della guerra in Iran, Wall Street ha chiuso l'ultima seduta in calo di 38 punti base. Le ultime notizie non sono confortanti. Tra Stati Uniti e Iran sono ripresi attacchi incrociati, violando il cessate il fuoco stabilito l'8 aprile.
Secondo il Comando statunitense per il Medio Oriente, gli USA avrebbero intercettato attacchi iraniani non provocati, rispondendo con raid di autodifesa. Nel frattempo, il Pentagono ha bombardato siti strategici nemici. Teheran, però, accusa Washington di aver violato la tregua lanciando aggressioni contro navi nello Stretto di Hormuz. In ogni caso, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato il cessate il fuoco, pur minacciando di colpire con maggiore violenza in assenza di un accordo immediato.
Queste tensioni hanno frenato l'entusiasmo della Borsa americana, che questa settimana aveva aggiornato i propri massimi storici. Gli investitori hanno acquistato massicciamente azioni sulle aspettative di una solida crescita degli utili aziendali, sostenuta dal boom dell'intelligenza artificiale. Molti dubbi sui ritorni economici dei grandi investimenti nella nuova tecnologia sono stati dissipati e ora gli operatori di mercato guardano con maggiore ottimismo alle dinamiche del business delle grandi aziende tech. Restano ancora alcune preoccupazioni per le enormi spese previste, ma i dati delle ultime trimestrali e le guidance sembrano rassicuranti.
Wall Street: quali sono i prossimi obiettivi per l'S&P 500
La resilienza della crescita degli utili e la continua forza dei settori legati all'AI hanno spinto gli strategist di RBC Capital Markets ad alzare gli obiettivi di fine anno dell'indice S&P 500 da 7.750 a 7.900 punti, il che implica un potenziale rialzo del 7,67% rispetto all'ultima chiusura di 7.737 punti.
"Le revisioni positive degli utili, trainate dalle società tecnologiche e legate all'AI, insieme alla forte domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale, hanno sostenuto le valutazioni di mercato", hanno affermato gli esperti della divisione di investment banking e servizi finanziari della banca canadese.
"Le aziende statunitensi si sono dimostrate resilienti all'aumento dei costi e ai rischi geopolitici, mantenendo la leadership concentrata nei titoli growth a grande capitalizzazione". Gli esperti hanno anche sottolineato come il difficile contesto macroeconomico non abbia impedito la prosecuzione del rally di Wall Street. Un contesto caratterizzato da "inflazione persistente, incertezza sui tempi dei tagli dei tassi di interesse e rischi geopolitici sempre presenti", hanno precisato.
RBC non è l'unica banca ad aver alzato le previsioni sulle azioni americane. Il mese scorso anche JP Morgan Chase e Barclays hanno aumentato i propri target, citando alcuni fattori favorevoli, tra cui l'allentamento dei rischi geopolitici e il miglioramento della dinamica degli utili.