Dopo il picco a 7.620 punti raggiunto a inizio giugno, l'indice S&P 500 ha perso slancio a Wall Street. La Borsa americana era stata trainata dalle aziende legate ai semiconduttori, ma a un certo punto gli investitori hanno iniziato a preoccuparsi delle valutazioni molto elevate raggiunte dal settore.
In particolare, gli operatori temono che il boom dell'intelligenza artificiale, che ha alimentato il rally delle azioni dei produttori di chip, possa esaurirsi a breve, cancellando così gran parte dei guadagni accumulati in Borsa.
Dal massimo storico toccato il mese scorso, il Philadelphia Semiconductor Index ha perso quasi il 14%, anche se, dallo scorso settembre, l'indice ha più che raddoppiato il proprio valore. Gli investitori non si sono lasciati galvanizzare nemmeno dall'eccellente trimestrale e dalle solide prospettive fornite da Micron Technology, l'unico produttore statunitense di chip di memoria.
Micron Technology scaccia la paura sull'AI, trimestrale da sogno
Ora l'attenzione è concentrata sulla prossima trimestrale di Nvidia, dalla quale emergeranno indicazioni sullo stato di salute del settore e, soprattutto, sui piani di spesa degli hyperscaler nell'intelligenza artificiale, che sostengono la domanda di semiconduttori.
Wall Street: Morgan Stanley vede una rotazione settoriale
Se gli investitori iniziano a prendere profitto sulle operazioni tecnologiche più redditizie, come potranno le azioni statunitensi raggiungere nuovi massimi? Gli strategist di Morgan Stanley ritengono che l'S&P 500 farà fatica ad aggiornare i propri record, proprio perché lo slancio delle società dei semiconduttori sta perdendo forza. Al tempo stesso, però, stanno tornando sotto i riflettori alcuni titoli rimasti indietro, come gli hyperscaler dell'intelligenza artificiale, tra cui Microsoft, Amazon e Meta Platforms.
Secondo il team guidato da Michael Wilson, questo gruppo rappresenta "una delle aree più interessanti dell'ecosistema dell'AI grazie alla solidità dei rispettivi business principali". In ogni caso, la banca d'affari statunitense ritiene che, nel breve termine, i principali indici azionari statunitensi rimarranno sotto pressione a causa della "perdita di momentum di alcune società a maggiore capitalizzazione".
Nel breve periodo, quindi, gli strategist di Morgan Stanley preferiscono le azioni degli hyperscaler a quelle legate ai semiconduttori. A loro giudizio, queste società potrebbero inoltre iniziare a ridimensionare le aspettative sui propri piani di investimento, alla luce della recente sottoperformance del comparto.
La tesi degli strategist di Morgan Stanley è condivisa anche da Mislav Matejka, strategist di JP Morgan Chase, secondo il quale il rialzo dei mercati si estenderà oltre il settore tecnologico nella seconda parte dell'anno e "l'intelligenza artificiale difficilmente sarà l'unica storia capace di guidare i mercati".
Per quanto riguarda l'obiettivo di fine anno dell'S&P 500, Wilson e il suo team mantengono un target di 8.000 punti, che implica un potenziale rialzo di circa il 7% rispetto ai livelli attuali.