L’indice Intermonte Valore Italia nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle PMI italiane nel mercato dei capitali e, allo stesso tempo, far emergere il potenziale ancora inespresso del tessuto imprenditoriale nazionale.
L’iniziativa si propone di creare un ponte tra economia reale e mercati finanziari, migliorando la visibilità delle società quotate spesso meno seguite dagli investitori istituzionali ma centrali per la competitività del Paese.
L’indice è un paniere proprietario composto da 100 aziende quotate su Borsa Italiana, selezionate con criteri rigorosi che mirano a costruire un universo investibile coerente, trasparente e rappresentativo delle eccellenze italiane. Vediamo tutto quello che c’è da sapere.
Intermonte Valore Italia: un paniere di 100 PMI italiane selezionate
Il cuore del progetto è la costruzione di un indice di 100 società protagoniste del mercato italiano, appartenenti a settori diversi e rappresentative dell’economia reale del Paese.
Le aziende incluse sono selezionate tra le PMI con capitalizzazione inferiore a 1 miliardo di euro e devono soddisfare requisiti specifici di liquidità, flottante e qualità societaria. L’obiettivo non è solo rappresentare il mercato, ma costruire un paniere investibile che consenta agli investitori di accedere a un segmento dinamico, ma spesso poco coperto dagli analisti.
Intermonte Valore Italia: i criteri di selezione dell’indice
La selezione delle società avviene attraverso una serie di filtri quantitativi e qualitativi che definiscono l’universo dell’indice. Le aziende devono presentare una capitalizzazione di mercato pari o inferiore a 1 miliardo di euro, un flottante minimo del 30% e un flottante in valore non inferiore a 5 milioni di euro.
A questi requisiti si aggiunge un vincolo di sostenibilità finanziaria, con un leverage ratio massimo pari a 5 volte. Un ulteriore elemento chiave riguarda la qualità della copertura informativa: è richiesta almeno una ricerca analitica attiva sul titolo negli ultimi 18 mesi, a garanzia di una maggiore trasparenza verso il mercato.
Sul fronte della governance, è previsto che il CdA includa almeno un membro indipendente, elemento che contribuisce a rafforzare la solidità del modello societario. Sono invece escluse dall’indice le società appartenenti al comparto bancario e quelle in stato di crisi o insolvenza, così come i titoli caratterizzati da criticità strutturali.
Intermonte Valore Italia: un indice rappresentativo dell’economia reale del Paese
L’Intermonte Valore Italia si distingue per una composizione settoriale profondamente diversa rispetto ai principali indici tradizionali italiani come il FTSE Mib.
Circa il 60% dell’indice è concentrato nei settori industria, beni discrezionali e salute, a testimonianza della forte vocazione produttiva e manifatturiera del tessuto imprenditoriale italiano. Questa impostazione riduce la dipendenza dal comparto finanziario e consente una rappresentazione più fedele dell’economia reale.
La composizione include inoltre settori come tecnologia, automotive, finanza, beni e servizi non ciclici, trasporti, media, materiali, energia e telecomunicazioni, contribuendo a una diversificazione ampia e strutturata.
Intermonte Valore Italia: le principali società dell’indice
Il paniere comprende 100 società italiane distribuite tra diversi settori industriali e tecnologici, molte delle quali rappresentano eccellenze nei rispettivi ambiti.
Tra queste figurano, ad esempio, Mare Group, insieme ad altre realtà come Biesse, D’Amico, Cy4Gate, Pharmanutra, El.En., LU-VE, WIIT, TXT e-solutions, Esprinet, Digital Bros e molte altre società attive in ambiti che spaziano dall’industria alla tecnologia, dalla salute ai servizi finanziari.
L’insieme delle componenti riflette una forte eterogeneità settoriale e una chiara esposizione al mid e small cap italiano, segmento spesso caratterizzato da maggiore crescita potenziale ma anche da minore copertura analitica rispetto ai grandi titoli del FTSE Mib.
Intermonte Valore Italia: composizione settoriale e struttura dell’indice
L’indice presenta una struttura settoriale equilibrata che riflette la natura diversificata dell’economia italiana. Il settore salute rappresenta circa il 22,2% del paniere, seguito dall’industria con il 14,1% e dal tech con il 12,1%.
A questi si aggiungono beni e servizi ciclici e finanza, entrambi al 10,1%, automotive al 7,1%, beni e servizi non ciclici al 7,1%, trasporti al 7,1%, media al 4%, materiali al 3%, energia al 2% e telecomunicazioni all’1%.
Intermonte Valore Italia: non solo indice, ma iniziativa per visibilità e sviluppo delle PMI
Il progetto Intermonte Valore Italia non si limita a costruire un indice, ma punta a creare un ecosistema in grado di aumentare la visibilità delle PMI italiane sui mercati finanziari. Molte delle società incluse sono realtà ancora poco conosciute dal grande pubblico degli investitori, ma con un ruolo centrale nello sviluppo economico del Paese.
L’obiettivo è quindi duplice: da un lato favorire la crescita delle imprese attraverso una maggiore attenzione del mercato, dall’altro offrire agli investitori un universo più trasparente e strutturato su cui allocare capitale. L’iniziativa mira inoltre a rafforzare la connessione tra imprese e investitori, contribuendo alla creazione di valore all’interno dell’intero ecosistema produttivo italiano.
Intermonte Valore Italia, l’ETF collegato: Investlinx Valore Italia Active PIR
A supporto dell’indice è stato sviluppato l’Investlinx Intermonte Valore Italia Active PIR UCITS ETF (ISIN IE000EDOZV89, ticker WITA), uno strumento a gestione attiva che investe nell’universo delle società incluse nel paniere.
L’ETF è progettato per offrire esposizione alle PMI italiane selezionate secondo criteri di liquidità, governance e solidità finanziaria, consentendo agli investitori di accedere in modo efficiente a questo segmento di mercato.
Il prodotto è inoltre PIR compliant, caratteristica che lo rende particolarmente adatto a investimenti di lungo periodo orientati al mercato domestico e alla valorizzazione dell’economia italiana.