Doveroso aggiornamento per le due valute Pacifiche dopo l’articolo che avevo pubblicato a fine marzo qui su investire.biz (Dalle valute Pacifiche segnali di recessione asiatica?). Il motivo sono recenti aggiornamenti tecnici ma non solo che mettono in luce una certa forza del dollaro australiano, con il dollaro neozelandese che potrebbe prendere idealmente il testimone nella seconda parte dell’anno.
In Australia l’inflazione sta cominciando a mordere, mettendo pressione sulla RBA, la Banca centrale australiana. Il dato di marzo ha fatto segnare un rialzo dei prezzi del 4,6%, ma anche su base trimestrale è stata superata l’asticella del 4%, in netta salita rispetto al 3,6% di fine 2025. In aumento anche il meno volatile dato core con un +3,5%.
Percentuali queste che ancora devono incorporare in pieno gli effetti dello scontro tra Iran e USA e soprattutto gli effetti sui prezzi energetici collegati alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Probabile che i prezzi al consumo proseguano quindi la loro marcia rialzista anche nel prossimo mese.
Ieri la Banca centrale australiana ha aumentato il costo del denaro dal 4,1% al 4,35% precedente, manovra che il mercato valutario ha anticipato da tempo con un eccellente movimento bullish di rotture tecniche formalizzate dall’AUD.
Dollaro Australiano: AUD/USD in direzione 0,8
AUD/USD ha effettuato il break delle resistenze comprese tra 0,68 e 0,695 a febbraio, quasi in contemporanea con lo scoppio della guerra nel Golfo. Un pull back ad aprile sulle precedenti resistenze, ora supporti, ha agito in modo esemplare da trampolino di lancio per far ripartire AUD/USD verso l’alto e superare anche i massimi del precedente massimo salendo sopra 0,72.

Tecnicamente non vedo grandi margini di opposizione prima di area 0,80, il che confermerebbe non solo una forza relativa importante dell’intero mondo commodities, ma anche di un persistere di uno stato di tensione sull’inflazione che l’Australia, produttore di materie prime ma importatore di semilavorati e prodotti finiti, dovrà contrastare con l’aumento dei tassi.
Dollaro neozelandese: un supporto arriverà dalla Banca centrale
Anche per il dollaro neozelandese si è visto recentemente un ripensamento del mercato con il ritorno di qualche acquisto più convinto. Qui siamo più indietro sul fronte della politica di rialzo dei tassi, ma appare un passaggio inevitabile per la Banca centrale locale vista la dinamica inflazionistica in corso nell’intera area Pacifica.

NZD/USD ha saputo reagire molto bene negli ultimi anni ogni volta che è arrivato a ridosso dei supporti di 0,55. Dal Liberation Day, i minimi hanno cominciato a mostrare un profilo crescente e ora il vero banco di prova si pone in area 0,61. Superare quella resistenza aprirebbe le porte ad un rialzo misurabile per il Kiwi in almeno 3-4 figurare proiettandolo in zona 0,64.
Momento che appare comunque favorevole, nonostante tutto, alle due divise dell’area Pacifica.