In un momento nel quale l’euro sta perdendo terreno soprattutto contro dollaro americano, ma non solo, spicca la forza della moneta unica europea contro il franco svizzero.
La fine del conflitto bellico o quanto meno l’avanzata di una via diplomatica nel Golfo Persico, ha fatto perdere un po' di interesse per tipici asset difensivi come il franco svizzero oppure l’oro. La moneta elvetica non ha rendimenti da offrire in cambio, parificandola a oro e bitcoin, almeno oggi che la SNB persiste nella sua politica del tasso zero. E difficilmente cambierà qualcosa nel breve termine.
Franco svizzero: è il momento delle prese di beneficio
Dopo il tumultuoso periodo dei maxi dazi di Trump diretti contro le merci elvetiche, faticosamente l’economia svizzera ha ricominciato a riprendersi con le previsioni di crescita per questo 2026 che indicano in 1% il tasso di aumento del Pil che dovrebbe diventare 1,5% nel 2027.
L’inflazione rimane per ora un miraggio e questo consente alla SNB di perseguire una politica di tasso zero che difficilmente sfocerà nel tasso negativo, almeno per ora, ma nemmeno in rialzi qualora i prezzi al consumo continuassero a mostrare questa apatia. Visti i cali nel prezzo del petrolio, tornato ai livelli pre guerra, questa previsione appare probabile.
Essendo una valuta priva di rendimento e tra le più care al mondo, lo svizzero sta quindi subendo le prese di beneficio da parte di mercati che stanno spostando la loro attenzione soprattutto sul dollaro americano con USD/CHF diretto verso gli importanti livelli di resistenza di 0,84. Il possibile aumento del costo del denaro in America rende più appetibile il carry trade short CHF long USD.
Analisi EUR/CHF: la fase ribassista è ormai finità?
Ma il franco perde qualche posizione anche contro euro e il grafico ci viene in aiuto per comprendere quale contesto tecnico potrebbe accompagnare il cross EUR/CHF nei prossimi mesi.
Da maggio 2024 EUR/CHF è in downtrend con una serie di massimi decrescenti che ora sono sotto pressione e che il definitivo superamento di 0,93 potrebbero definitivamente accantonare aprendo le porte ad un rally che in prima battuta porterebbe EUR/CHF più in alto. Dove di preciso? I ritracciamenti tipici di Fibonacci offrono un qualche indizio. Rispettivamente dal 38,2% al 61,8% di recupero della discesa, il range futuro del cross più probabile potrebbe stare tra 0,936 a 0,957 nella migliore delle ipotesi.

Considerando che area 0,93 è anche la base di numerosi minimi realizzati dal cross negli ultimi 15 mesi, il break sarebbe significativo in ottica bullish. Da monitorare con attenzione quindi nelle prossime sedute la possibilità di un disimpegno dal franco svizzero da sfruttare più avanti in ottica di nuovo ingresso a copertura di futuri scenari di conflitto o crisi sui mercati.