Il dollaro australiano resta vicino ai livelli più alti dal 2013 contro il dollaro neozelandese: il cambio AUD/NZD tratta in area 1,24, poco sotto il massimo dell'anno toccato il 22 settembre, in area 1,247.
A muoverlo non è il dollaro americano, ma la distanza tra due banche centrali vicine di casa che stanno alzando i tassi a velocità diverse. E la sorpresa, più che dall'Australia, è arrivata dalla Nuova Zelanda.
Kiwi in calo nonostante il rialzo dei tassi
Il 2 settembre la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha alzato il tasso ufficiale di 25 punti base, al 2,75%. Di solito un rialzo dei tassi sostiene la valuta. Questa volta è successo il contrario: le proiezioni della banca centrale indicavano un solo altro rialzo entro fine anno, meno di quanto il mercato si aspettasse, e il dollaro neozelandese è stato venduto. Quel giorno il cambio con il dollaro australiano è salito di circa l'1%, fino ai livelli del 2013.
Conta più quello che una banca centrale fa capire del futuro che la decisione del giorno: un rialzo accompagnato dal segnale di una pausa vicina pesa sulla valuta quanto un taglio.
La RBA dà la spinta al dollaro australiano
A fine settembre la Reserve Bank of Australia (RBA) ha alzato il tasso ufficiale di 25 punti base, al 4,60%, il quarto rialzo del 2026 e il livello più alto dal 2011. Tra Australia e Nuova Zelanda il divario dei tassi è così salito a 1,85 punti percentuali.
Chi investe tende a spostarsi verso la valuta che rende di più, e a parità di rischio un deposito in dollari australiani oggi rende quasi due punti in più di uno in dollari neozelandesi. Finché il divario resta così ampio, il dollaro australiano ha un sostegno che non dipende dall'andamento del dollaro americano.
Come sono posizionati i grandi operatori
Il cambio AUD/NZD non contiene il dollaro, quindi le posizioni dei grandi speculatori si leggono con il COT sintetico elaborato da Forecaster.biz, che combina i report delle due valute. Nel report con le posizioni al 29 settembre, i fondi a leva, la parte più attiva degli speculatori, restano compratori netti di dollaro australiano contro il neozelandese, intorno al 15% dei contratti aperti, in calo dal picco di circa il 30% di inizio anno. Gli operatori non commerciali hanno invece quasi azzerato la loro scommessa.
Il Market Mood Meter di Forecaster.biz su AUD/NZD segna +42: il cambio è in ipercomprato moderato, tirato ma non ancora agli estremi. In sintesi, una parte degli speculatori ha già incassato, mentre i più attivi restano dalla stessa parte del movimento.
Cosa guardare adesso?
Il primo appuntamento è la riunione della RBNZ del 28 ottobre. Il mercato si aspetta una pausa, e gli economisti di Westpac collocano il prossimo rialzo a dicembre: una conferma della pausa manterrebbe il divario dei tassi a favore del dollaro australiano. Il secondo è la riunione della RBA di inizio novembre.
Per il cambio la domanda è una sola: se la RBNZ resterà più cauta della RBA, il dollaro australiano avrà ancora un motivo per restare forte; se invece tornerà ad alzare prima del previsto, il divario potrebbe ridursi, e con esso il sostegno all'aussie.