Mai come adesso l'industria delle criptovalute è minacciata sul fronte della sicurezza. Il pericolo proviene da uno strumento molto potente che gli hacker potrebbero utilizzare per violare i sistemi crittografici che proteggono le transazioni e i wallet digitali: i computer quantistici.
Rispetto ai computer tradizionali più avanzati, i computer quantistici possono risolvere problemi matematici estremamente complessi con una velocità infinitamente superiore. Per questo motivo potrebbero essere utilizzati per decifrare gli attuali metodi impiegati dalla blockchain per proteggere i dati digitali.
Attualmente, la blockchain utilizza la cosiddetta crittografia a curve ellittiche per generare le chiavi pubbliche e private e le firme digitali necessarie a verificare la proprietà degli asset e autorizzare le transazioni. In molte blockchain, una chiave pubblica diventa visibile una volta che gli asset vengono movimentati o trasferiti, mentre una chiave privata è praticamente impossibile da ricavare utilizzando un computer tradizionale.
Questo ostacolo potrebbe essere superato da un computer quantistico sufficientemente potente. In questo modo, gli hacker potrebbero falsificare firme digitali e autorizzare transazioni fraudolente. "Le criptovalute sono particolarmente esposte perché le blockchain sono trasparenti e permanenti", spiega Utkarsh Ahuja, managing partner del fondo specializzato Moon Pursuit Capital.
In particolare, Bitcoin risulta particolarmente vulnerabile, in quanto è la più longeva tra le criptovalute e presenta un enorme numero di chiavi pubbliche visibili. A confermare questa ipotesi è uno studio condotto dal ricercatore indipendente Ahmed Raza Muhammad Umer, secondo cui circa il 35% dei Bitcoin oggi in circolazione potrebbe essere esposto a un attacco tramite computer quantistici.
Criptovalute: la minaccia Quantum è sempre più vicina
La tecnologia del Quantum Computing è ancora in una fase sperimentale, ma alcuni studi pubblicati quest'anno hanno già messo in preallarme il mondo della blockchain. Una ricerca di Google pubblicata a marzo, ad esempio, ha messo in luce come i computer quantistici potrebbero violare gli attuali sistemi di crittografia molto prima del previsto.
La società del gruppo Alphabet ha stimato nel 2029 l'anno in cui un computer di questo tipo potrebbe compromettere gli attuali standard di cifratura, mentre in precedenza si riteneva che ciò sarebbe avvenuto solo verso la fine del prossimo decennio.
Anche alcuni studi più recenti di Citigroup hanno evidenziato come i tempi potrebbero ridursi ulteriormente, alla luce dei progressi del calcolo quantistico e delle innovazioni legate all'intelligenza artificiale.
"È la minaccia più diretta ed esistenziale per le criptovalute e le reti blockchain", afferma Chris Tam, responsabile dell'innovazione quantistica di BTQ Technologies, società specializzata nella sicurezza quantistica.
Come si stanno muovendo le aziende
Di fronte a questa minaccia, le società del settore delle criptovalute e gli sviluppatori di blockchain stanno studiando contromisure per dotare i propri sistemi crittografici di difese più resistenti agli attacchi quantistici. Il processo, però, potrebbe richiedere anni, comportando modifiche molto profonde a un'infrastruttura ormai vecchia di decenni.
Ad ogni modo, gli esperti del settore ritengono che saranno necessari ancora alcuni anni prima che la blockchain possa essere compromessa dal calcolo quantistico. Nel frattempo, il settore dovrebbe riuscire ad adottare nuovi sistemi di crittografia in grado di resistere alla tecnologia quantistica.
Alcuni operatori, come la Ethereum Foundation, che sostiene lo sviluppo della blockchain di Ethereum, puntano a tagliare il traguardo di una protezione completa già entro il 2029. "Lo scenario peggiore sarebbe che questa tecnologia diventi operativa molto prima di quanto immaginiamo", afferma Christopher Smith, Amministratore delegato di Quantus, una blockchain che utilizza già sistemi di crittografia post-quantistica.