Gli ennesimi record rinnovati da Wall Street nella giornata di ieri non scaldano più di tanto le Borse europee del Vecchio Continente, che aprono la terza seduta della settimana all'insegna della debolezza.
Sul sentiment degli operatori pesano non solo i nuovi attacchi dell'Iran verso Kuwait e Bahrein, ma anche la proposta avanzata dall'amministrazione Trump di nuovi dazi tra il 10-12,5% verso 60 Paesi tra sui l'Unione Europea.
In questo contesto non si è invece arrestato il trend ascendente sui listini asiatici che, grazie al rally del settore dei chip, hanno chiuso le contrattazioni all'insegna dei record. Con il Kospi coreano fermo per festività, Tokyo ha terminato in crescita del 2,76%, mentre Shanghai ha perso lo 0,3%.
Con i futures di Wall Street che in attesta del dato occupazione degli ADP anticipano un inizio di seduta in calo dello 0,1%, il FTSE Mib apre le contrattazioni in ribasso dello 0,4% in area 50.400 punti.
Con una tendenza primaria che rimane confermata al rialzo, il superamento dei 50.500 punti dovrebbe favorire ulteriori acquisti sull'indice italiano, con prossimi target i 50.700-50.750 punti e a seguire la soglia dei 51 mila punti.
Al contrario segnali di debolezza si avrebbero con la perdita dei minimi delle ultime 3 settimane situati sui 48 mila punti, dove peraltro transita l'indicatore giornaliero del Supertrend.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo UniCredit, dopo che la banca milanese si è portata sopra il 50% di Commerbank. Andiamo a leggere le novità al riguardo e ad analizzare il titolo dal punto di vista tecnico.
UniCredit oltre il 50% del capitale di Commerzbank
L'Ops lanciata nello scorso mese di maggio su Commerzbank e che scadrà il prossimo 16 giugno, inizia a dare i suoi frutti a UniCredit che si attesta oramai a una quota potenziale superiore al 50% del capitale della banca tedesca.
Nello specifico le azioni consegnate all'offerta sono salite al 7,6% e si andranno ad aggiungere al 26,8% di azioni dirette Commerzbank, al 3,2% in derivati regolabili in azioni e alla quota detenuta da UniCredit in derivati pari al 13,2%.
Negli ultimi giorni la quota potrebbe aumentare ulteriormente grazie all'apporto dei fondi istituzionali, come BlackRock, Norges Bank e Vanguard che, nell'assemblea dello scorso 4 maggio, hanno approvato l'aumento di capitale al servizio dell'operazione.
Ricordiamo che nella sua offerta sulla banca tedesca UniCredit ha messo sul piatto 0,485 azioni proprie per ogni azione di Commerzbank, valutando l'istituto guidato da Bettina Orlopp circa 35,75 euro per azione sulla base del prezzo di chiusura di Unicredit nella giornata di ieri, che equivale a poco piu del 3% in meno rispetto alla chiusura di Commerzbank.
Con una valutazione complessiva della banca di circa 38,6 miliardi di euro, l'offerta di Unicredit non prevede alcuna soglia minima e sarebbe valida in ogni caso.
Dobbiamo sottolineare che il superamento della soglia diretta del 30% rappresenta per la banca di Andrea Orcel una tappa significativa, in quanto rende sempre più difficile per la banca tedesca respingere il tentativo di acquisizione, nonostante la forte opposizione del governo tedesco all’offerta.
ll numero uno della banca milanese ha piùvolte ricordato che l'acquisizione non solo sarà priva di svantaggi, ma che l'operazione non avrà impatti sia sul dividendo che sul buyback.
Azioni UniCredit: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni UniCredit nel breve e medio periodo. Con volumi in aumento rispetto alla media giornaliera mensile è stata una seduta all'insegna degli acquisti quella di ieri per il titolo UniCredit che, con un guadagno dell'1,64%, ha chiuso a 74,93 euro.
Con un'impostazioni di fondo al rialzo il superamento dei 75 euro, massimi degli ultimi 4 mesi, dovrebbe favorire ulteriori apprezzamenti verso i 77-77,5 euro e a seguire i massimi degli ultimi anni posti sugli 80 euro.
Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico. I prossimi target sarebbero situati sugli 82-83 euro e successivamente gli 85 euro.
In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso i 67 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita di tali livelli aprirebbe le porte a una fase correttiva di breve periodo. Il primo target sarebbe situato sui 68,19 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 6 maggio, e a seguire i minimi degli ultimi due mesi posti sui 63 euro.
La mancata tenuta di tali aree andrebbe a indebolire il trend di breve periodo. I prossimi target sarebbero situati sui 60,5-60 euro e successivamente i minimi degli ultimi 9 mesi toccati lo scorso mese di marzo a 57,5 euro.
La perdita di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i 58,28 euro, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 23 luglio, e a seguire i 55,5-55 euro.
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