Negli ultimi mesi la fotonica è diventata uno dei temi più discussi nel mondo della tecnologia e degli investimenti. Molti analisti la considerano una delle innovazioni più promettenti per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale, sempre più affamata di potenza di calcolo ed energia. A differenza dei sistemi tradizionali, che utilizzano l’elettricità per trasmettere le informazioni, la fotonica sfrutta la luce e i fotoni per elaborare e trasferire dati. Questo approccio consente velocità superiori e una maggiore efficienza energetica (Fotonica: cos'è la tecnologia che può cambiare l'AI).
Non sorprende quindi che colossi come Nvidia, Google, Microsoft e AMD stiano investendo fior di miliardi nel settore, puntando soprattutto su aziende promettenti specializzate in questa nuova tecnologia.
Fotonica: il connubio con l’intelligenza artificiale
L’impatto della fotonica sull’intelligenza artificiale potrebbe essere significativo. I modelli AI richiedono infatti enormi quantità di dati che devono essere trasferiti rapidamente tra chip, memorie e data center. Utilizzando la luce al posto degli impulsi elettrici, i sistemi fotonici possono ridurre i tempi di elaborazione e diminuire il consumo energetico, uno dei principali limiti dell’attuale sviluppo dell’AI. Inoltre, questa tecnologia aiuta a eliminare molti dei colli di bottiglia presenti nelle infrastrutture informatiche moderne, migliorando le prestazioni complessive dei sistemi.
In prospettiva, la fotonica potrebbe rendere l’intelligenza artificiale più veloce, sostenibile e scalabile, contribuendo alla realizzazione di modelli sempre più avanzati e potenti. Tuttavia, ci sono alcuni limiti da considerare, derivanti dalla maggiore complessità e onerosità dei chip fotonici rispetto ai tradizionali semiconduttori elettronici. Inoltre, assemblare i componenti ottici richiede processi particolarmente sofisticati e difficili da scalare a livello industriale. Questi problemi potranno essere superati nel tempo, ma nel frattempo si punta a una integrazione tra fotonica ed elettronica.
Ecco 5 azioni in rally
Le società in qualche modo legate alla fotonica hanno accresciuto in maniera considerevole la loro capitalizzazione di Borsa negli ultimi mesi, proprio perché gli investitori vedono la potenzialità della tecnologia nel boom dell’intelligenza artificiale. Tra le azioni che vale la pena mettere in evidenza figurano:
- Lumentum
- Coherent
- Soitec
- Marvell Technology
- Corning
Lumentum
Lumentum è un’azienda californiana specializzata in tecnologie ottiche e fotoniche che oggi beneficia soprattutto della forte domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, in particolare nei data center. Negli ultimi anni il mercato ha iniziato a considerarla una protagonista del boom dell’AI, spingendo il titolo a crescere molto in Borsa. Quest’anno, fino all’ultima chiusura di fine maggio, le azioni Lumentum hanno guadagnato circa il 132% al Nasdaq.
Dal punto di vista finanziario la situazione è meno lineare: il bilancio è migliorato, la liquidità è buona, ma la società ha ancora una struttura finanziaria complessa, con molte obbligazioni convertibili e potenziale diluizione per gli azionisti. La riclassificazione del debito non indica una crisi di liquidità, ma riflette soprattutto la possibilità per gli obbligazionisti di convertire i bond in azioni.
Investire oggi in Lumentum significa quindi puntare sulla prosecuzione del superciclo dell’AI, accettando però il rischio che aspettative molto elevate possano rendere il titolo particolarmente volatile in caso di delusione. Osservando i fondamentali espressi dal fair value di Forecaster.biz, le azioni Lumentum sembrano sopravvalutate: il valore equo, infatti, risulta di 626,90 dollari, inferiore di quasi il 27% rispetto al prezzo di mercato.
Coherent
Coherent è un’azienda B2B che produce laser, componenti ottici e tecnologie fotoniche utilizzate nei data center, nelle telecomunicazioni e nella produzione di semiconduttori. Il titolo è salito molto (+95,84% da inizio 2026) grazie al boom dell’intelligenza artificiale, che ha aumentato la domanda di connessioni ottiche ad alta velocità per i grandi data center.
Sul piano economico-finanziario l’azienda è tornata in utile, ha una buona liquidità e una situazione patrimoniale sotto controllo, anche se resta appesantita da circa 3,5 miliardi di debito e dai dividendi sulle azioni privilegiate. L’opportunità per gli investitori è che la crescita dell’infrastruttura AI continui a sostenere ricavi e margini per diversi anni. Il rischio è che molte aspettative positive siano già incorporate nel prezzo e che eventuali rallentamenti negli investimenti AI o problemi di esecuzione industriale pesino sul titolo.
Il fair value dell’azienda è di 331,21 dollari per azione, il che indica una sopravvalutazione dell’8,37% rispetto al prezzo di mercato di 361,47 dollari.
Soitec
Soitec produce wafer semiconduttori avanzati (SOI) utilizzati da produttori di chip per smartphone, automotive, IoT e, sempre più, applicazioni legate all’intelligenza artificiale. Il titolo è cresciuto molto negli anni grazie alla sua leadership tecnologica, al boom del 5G e alle aspettative sulla silicon photonics per i data center AI.
La situazione economico-finanziaria dell’azienda francese è complessa. Nel bilancio chiuso a marzo 2026, ricavi, margini e utili sono crollati, portando a una perdita significativa. La situazione finanziaria resta comunque solida, con molta liquidità, debito contenuto e una buona patrimonializzazione.
Investire oggi nel titolo Soitec significa scommettere sulla ripresa del ciclo dei semiconduttori e sul successo delle tecnologie AI, accettando però il rischio che la ripresa richieda più tempo del previsto. Da inizio anno le azioni alla Borsa di Parigi sono aumentate del 665% e ora quotano del 59,27% al di sopra del fair value di 72,31 euro.
Marvell Technology
Marvell Technology è un’azienda di semiconduttori specializzata in infrastrutture per data center, networking e chip personalizzati per i grandi operatori cloud, un modello di business che l’ha resa uno dei principali beneficiari del boom dell’intelligenza artificiale. Un tassello strategico fondamentale è la fotonica, rafforzata dall’acquisizione di Celestial AI, società specializzata nel settore.
Nell’ultimo esercizio fiscale, Marvell ha mostrato una crescita molto forte di ricavi, redditività e flussi di cassa, accompagnata da una struttura finanziaria solida, con un patrimonio netto elevato e un livello di indebitamento gestibile.
Questi risultati hanno sostenuto una notevole rivalutazione del titolo in Borsa (+141% da inizio anno), alimentata dalle aspettative di ulteriore espansione nei mercati dell’AI e delle interconnessioni ottiche. Il titolo ora sembra molto sopravvalutato, con un fair value di 205 dollari inferiore del 47% rispetto al prezzo di mercato.
Corning
Corning è un’azienda di materiali avanzati con un modello di business basato su vetri speciali, fibra ottica e componenti industriali, dove oggi la fotonica e le infrastrutture ottiche per i data center AI stanno diventando sempre più centrali.
Negli ultimi anni questa trasformazione si è riflessa anche nei numeri, con crescita di fatturato, margini e utili, accompagnata da una buona liquidità ma anche da un indebitamento non trascurabile e da politiche di buyback aggressive. La forte esposizione al boom della fibra ottica e dell’AI ha contribuito al rally del titolo in Borsa, perché il mercato ha iniziato a rivedere Corning non più come un’azienda matura, ma come un beneficiario chiave dell’infrastruttura digitale.
Tra i vantaggi dell’investimento ci sono la posizione quasi infrastrutturale nel mondo dell’AI, la solidità industriale e il miglioramento del mix verso business più redditizi. D’altra parte, i rischi riguardano la ciclicità di alcune divisioni, la dipendenza dagli investimenti dei big tech e una struttura finanziaria che potrebbe diventare più vulnerabile se il ciclo dell’AI rallentasse.
Da inizio anno, le azioni Corning hanno più che raddoppiato il loro valore, mentre il fair value di 89,82 dollari per azione si colloca al di sotto del prezzo di mercato di circa il 40%, suggerendo una sopravvalutazione del titolo.