L'escalation del conflitto in Medio Oriente, con l'entrata in guerra degli Houthi al fianco dell'Iran, impatta negativamente sui mercati azionari europei che aprono la nuova settimana all'insegna delle vendite. Il sentiment negativo ha colpito anche le Borse asiatiche, con i listini cinesi in contrazione dello 0,8% e il Nikkey in forte calo di oltre il 3%.
In questo contesto tornano a salire i prezzi del petrolio, con il Wti oltre i 100 dollari e il Brent che si porta sopra i 107 dollari. Tutto questo aumenta le possibilità di Banche Centrali pronte ad alzare i tassi di interesse per frenare l'inflzione.
Con i futures di Wall Street che si muovono nei pressi della parità, il FTSE Mib apre le contrattazioni in discesa dello 0,4% in area 43.200 punti. Con un trend di breve termine al ribasso, fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta dei prossimi supporti situati sui 43 mila punti.
L'eventuale perdita di questi livelli, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, dovrebbe far proseguire la fase correttiva prima in direzione dei 42.800-42.700 punti e a seguire i 42.550-42.500 punti.
Al contrario la ripresa dei 44 mila punti, tornerebbe a rafforzare il quadro grafico di breve periodo, con possibili allunghi verso i 44.517 punti, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 19 marzo.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Tim, con il Gruppo che ha comunicato a Inwit la disdetta dei contratti in essere. Andiamo a scoprire i le novità in merito.
Tim dice addio a Inwit
Dopo la disdetta arrivata durante la scorsa settimana da Fastweb+Vodafone, anche Tim ha comunicato nella serata di ieri a Inwit il recesso del master service agreement in essere, con efficacia alla scadenza contrattuale di agosto 2030.
La decisione arriva dopo che lo scorso 18 marzo il Gruppo guidato da Pietro Labriola ha raggiunto un accordo con Vodafone e Fastweb per la costruzione e la gestione di nuove torri per la telefonia mobile in Italia.
Con la possibile realizzazione di 6 mila nuove torri, l'obiettivo da parte della joint venture non è quello di accelerare la diffusione sul territorio del 5G, ma anche di migliorare l'efficienza operativa ma anche quello di equiparare i prezzi alla media europea.
Per Tim la decisione è coerente con il nuovo percorso intrapreso dall'azienda di ottimizzazione della struttura dei costi infrastrutturali e rientra in quelle opzioni operative e industriali nell'ambito della gestione del proprio perimetro e delle proprie relazioni commerciali.
Il gruppo ha inoltre sottolineato che non solo cercherà di concordare con Inwit un piano di migrazione pluriennale che assicuri la continuità operativa una volta scaduto in contratto, ma che resta disponibile a valutare una revisione complessiva delle condizioni economiche e di servizio.
Dalla parte opposta Inwit ha confermato che il contratto rimarrà valido fino al 2038 a seguito dell’esercizio della clausola di protezione “Change of Control”. Di conseguenza, la società ritiene la disdetta priva di fondamento giuridico e come tale la contrasterà in ogni sede competente.
Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si potranno muovere le azioni Tim durante le prossime giornate. E' stata una settimana positiva quella appena passata per il titolo Tim che, con un guadagno settimanale del 2,74%, ha chiuso le contrattazioni a 0,592 euro.
Con un'impostazione di fondo che rimane al rialzo, il superamento degli 0,6 euro dovrebbe spingere i pressi sui top delle ultime settimane in area 0,63 euro. Oltre questi livelli dovremmo assistere a una continuazione del trend ascendente verso gli 0,65 euro e a seguire i top degli ultimi 4 anni a 0,665 euro.
L'eventuale superamento di queste aree, dove troviamo l'indicatore giornaliero del Supertrend, andrebbe a rafforzare la struttura grafica del titolo. In questo caso si dovrebbe assistere a una nuova accelerazione rialzista prima verso gli 0,7 euro e a seguire gli 0,75 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 8 anni.
Al contrario la perdita degli 0,58 euro, dove transita la trendline rialzista che parte dai minimi di aprile 2024, potrebbe aprire la strada a una fase correttiva di breve periodo più marcata. Il primo target sarebbe situato sugli 0,557 euro, minimi degli ultimi due mesi e a seguire gli 0,55 euro.
La perdita di tali livelli andrebbe a indebolire il quadro grafico di breve periodo con prossimi obiettivi gli 0,525-0,52 euro e a seguire gli 0,49 euro. L'eventuale violazione di queste aree dove troviamo la media mobile di lungo periodo, andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi obiettivi i minimi degli ultimi 4 mesi situati nei pressi degli 0,47 euro.
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