Nel corso della giornata i mercati azionari europei si sono nuovamente indeboliti che, dopo un'apertura in leggero territorio positivo, hanno chiuso l'ultima seduta della settimana in generale ribasso.
Sul sentiment hanno pesato sia i segnali contraddittori provenienti dal fronte geopolitico, dove sembra allargarsi il conflitto in Medio Oriente, che le nuove pressioni su energia e inflazione.
In questo contesto tornano a salire i prezzi del petrolio, con il Brent che si porta in direzione dei 104 dollari e il WTI sui 98 dollari al barile.
Con un Dax e un Cac 40 che hanno terminato le contrattazioni in discesa dell'1,29% e dello 0,85%, il FTSE Mib ha chiuso la giornata in discesa dello 0,74% a 43.379,10 punti.
Dal punto di vista operativo la perdita dei 43.500 punti, dovrebbe far proseguire la fase correttiva dell'indice italiano verso la soglia dei 43 mila punti, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Al contrario, la ripresa dei 44 mila punti, tornerebbe a rafforzare il quadro grafico di breve periodo, con possibili allunghi verso i 44.517 punti, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 19 marzo.
Tra le azioni che a Wall Strett stanno registrando nuovi minimi di periodo troviamo Sony, con il titolo insensibile all'aumento da parte dell'azienda dei prezzi della Playstation 5. Andiamo a leggere le ultime novità in merito.
Sony: aumentano i prezzi della PlayStation
Per fronteggiare l'aumento dei costi dei chip di memoria causato dalla corsa dell'intelligenza artificiale, che sta spingendo i produttori di memorie a privilegiare i chip per data center a più alto margine, Sony è pronta per la seconda volta nel corso degli ultimi 12 mesi ad aumentare i prezzi delle sue PlayStation 5.
Nello specifico, il prossimo 2 aprile i prezzi Oltreoceano passeranno per la PS5 standard da 549,99 dollari a 649,99 dollari, quelli della Digital Edition a 599,99 dollari, mentre la PS5 Pro di fascia alta costerà 899,99 dollari. Anche il prezzo del lettore remoto PlayStation Portal salirà da 199,99 dollari a 249,99 dollari, mentre non è chiaro se la console entry level, la PS5 Slim Digital Edition, ovvero senza lettore ottico, sarà coinvolta nell'aumento dei prezzi.
Aumenti della stessa portata saranno applicati anche in Europa e Giappone.
Le notizie di queste ore sono in contrasto con quanto l'azienda giapponese aveva dichiarato nei mesi passati, quando il CFO, Lin Tao, aveva sottolineato di come l’azienda si era preparata alla crisi dei chip facendo scorte molto abbondanti di DRAM.
Secondo alcune case d'affari, gli aumenti dei prezzi delle console probabilmente freneranno la crescita del mercato dei videogiochi nel corso del 2027.
A questo proposito anche Epic Games, il produttore di "Fortnite", aveva sottolineato come il rallentamento delle vendite di console era stato tra i motivi che avevano portato al taglio di 1.000 posti di lavoro annunciato dall'azienda all'inizio della settimana.
Ricordiamo infine che nel trimestre ottobre-dicembre, caratterizzato dalle festività natalizie, le vendite della PlayStation 5 di Sony sono diminuite del 16% rispetto all'anno precedente, raggiungendo 8 milioni di unità.
Azioni Sony: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si stanno muovendo le azioni Sony sulla Borsa statunitense.
È un finale di settimana all'insegna della rinnovata debolezza per il titolo Sony che, con un calo dello 0,2%, si porta in direzione dei 20 dollari che rappresentano i minimi degli ultimi 15 mesi.
Con tutti i time frame impostati al ribasso, la perdita dei livelli sopra menzionati dovrebbe far proseguire le vendite prima verso i 19 dollari e a seguire i 18,5 euro.
La mancata tenuta di tali supporti aprirebbe le porte per ulteriori discese verso i 18 dollari e successivamente i 17,4 dollari. Sotto queste aree il titolo vedrebbe aumentare le possibilità di un test sui minimi di agosto 2024 situati nei pressi dei 16 dollari.
In questo contesto tutti i rimbalzi che non dovessero superare le prime resistenze situate sui 21 dollari, potrebbero essere sfruttati per aprire posizioni ribassiste.
Al contrario, con il superamento dei 21 dollari, che rappresentano i massimi settimanali, il titolo Sony invierebbe almeno nel breve periodo un segnale di forza.
In questo caso un primo obiettivo sarebbe situato sui 21,7 dollari e a seguire i 22,10 dollari. Oltre queste aree dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti verso i 22,70-22,80 dollari e a seguire in direzione dei massimi degli ultimi 2 mesi in area 23,5 dollari.
Dal punto di vista operativo sopra tali aree si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con ulteriori allunghi verso i 24,9-25 dollari e a seguire sui top del 2026 posizionati sulla soglia dei 26 dollari.
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