S&P 500: siamo all’inizio di un nuovo rally? | Investire.biz

S&P 500: siamo all’inizio di un nuovo rally?

16 apr 2026 - 11:00

Da 6.611 a oltre 7mila punti: come abbiamo anticipato il rimbalzo dell'S&P 500 analizzando i dati istituzionali e i fondamentali tramite Forecaster

L'improvviso accordo tra Stati Uniti e Iran per una tregua di due settimane, volta a permettere la riapertura dello Stretto di Hormuz, ha generato un'onda d'urto positiva su tutti i listini azionari mondiali. Le tensioni internazionali sembravano aver gettato un'ombra insormontabile sull'economia globale, ma questo respiro di sollievo ha fatto letteralmente schizzare verso l'alto i listini, con quelli americani in prima linea.

Eppure, per chi sa leggere i dati in profondità, questo rimbalzo non è stato affatto una sorpresa. Solamente pochi giorni fa, esattamente prima che venisse annunciata la tregua, avevamo condotto un'analisi dettagliata sull'indice S&P 500. I numeri parlavano chiaro e suggerivano l'imminenza di un movimento rialzista di grande portata. I fatti ci hanno dato rapidamente ragione: al momento della nostra disamina l'indice stazionava a 6.611 punti, mentre oggi, a distanza di pochissimo tempo, ha già raggiunto la soglia dei 7mila punti (ieri ha chiuso a 7.022,95 punti). 

Vediamo nel dettaglio quali sono stati gli elementi tecnici e fondamentali che ci hanno permesso di anticipare questa eccezionale opportunità di acquisto, analizzando i dati che avevamo a disposizione.

 

 

Analisi dei fondamentali: la divergenza tra prezzi e utili

Il primo campanello d'allarme positivo è arrivato osservando la pagina overview del Forecaster, il nostro software che utilizziamo quotidianamente come base per fare le nostre valutazioni. Qualche giorno fa ci siamo trovati di fronte a una situazione estremamente interessante: per la prima volta dopo molto tempo, la curva dei prezzi dell'indice era scesa al di sotto della linea degli utili.

Forecaster offre la possibilità, molto intuitiva e immediata, di sovrapporre gli utili generati da tutti i componenti dell'S&P 500 direttamente sul grafico delle quotazioni. Empiricamente, è facile notare come l'andamento dei prezzi sia correlato positivamente con quello degli utili: le Borse tendono a salire quando le aziende macinano profitti. Storicamente, tutte le volte che i prezzi sono crollati al di sotto della linea degli utili - pur trattandosi di due scale valoriali diverse quindi si parla appunto di prove empiriche e non fondate matematicamente - si è sempre venuta a creare una straordinaria finestra per gli acquisti. La paura della guerra aveva schiacciato le quotazioni, ma i fondamentali delle aziende continuavano a rimanere solidissimi.

Fonte: Forecaster.biz

 

Azioni a sconto: il ranking delle aziende sottovalutate

Spostando l'attenzione sulla sezione ranking del Forecaster, l'S&P 500 mostrava un quadro altrettanto inequivocabile. Dopo un piccolo ritracciamento dai massimi storici, quantificabile in un calo fisiologico di circa l'8%, l'indice è entrato in una palese area di sconto.

I dati indicavano una sottovalutazione media del 12,41% per le 503 aziende che compongono il paniere (ora essendo salito chiaramente si è ridotta ma siamo pur sempre intorno al 6%). Un territorio in cui chiunque, analizzando i bilanci, si sarebbe reso conto che le aziende sottostanti stavano scambiando a prezzi di saldo.

Questo sconto non riguardava solo le aziende a media capitalizzazione. Andando a isolare esclusivamente la Top 10 dell'indice (colossi del calibro di Nvidia, Apple, Alphabet, Microsoft e Amazon, tutte abbondantemente sopra il trilione di capitalizzazione), la sottovalutazione rimaneva marcata e si attestava intorno all'11%. Una situazione di debolezza dei prezzi straordinariamente omogenea tra le mega-cap e il resto dell'indice, a conferma di un momento ideale per l'ingresso a mercato dal punto di vista fondamentale.

 

Fonte: Forecaster.biz

 

Segui i grandi: cosa stanno facendo gli istituzionali

Per avere la conferma definitiva della bontà dell'analisi, è fondamentale capire dove stanno andando i "Big Money". Filtrando momentaneamente i fondi speculativi (non-commercial) per concentrarci sugli investitori di lungo termine, abbiamo analizzato il comportamento degli asset manager durante le due settimane di ribasso scatenate dai timori per la guerra in Medio Oriente.

Il responso del COT Report integrato su Forecaster è stato chiarissimo: gli istituzionali, i fondi di investimento e i fondi pensione hanno comprato. Non hanno ceduto al panico, non hanno liquidato le posizioni, ma hanno sfruttato la discesa per accumulare. Le posizioni nette sono aumentate, allargando a dismisura la differenza tra long e short. Questo forte incremento ci ha confermato che la parte degli "smart money" si era perfettamente accorta della presenza di aziende sottovalutate all'interno dell'S&P 500.

Inoltre, allargando lo sguardo anche ai fondi speculativi, la situazione non è cambiata: anche i non-commercial hanno approfittato della volatilità e della paura per fare incetta di azioni. Quando fondi di investimento tradizionali ed hedge fund si muovono nella stessa direzione, comprando aggressivamente sui minimi, la probabilità di un rimbalzo diventa una quasi certezza.

Fonte: Forecaster.biz

 

Indicatori tecnici: ipervenduto e divergenze storiche

Il quadro fondamentale e i flussi di capitale trovavano perfetto allineamento anche nella tecnica. L'ormai prezioso tachimetro del Forecaster, nella sezione dedicata alle letture di Overbought/Oversold, segnalava che i prezzi erano entrati in un profondo stato di ipervenduto. Storicamente, questa condizione coincide con la formazione di minimi di mercato importanti.

In concomitanza, l'indicatore di prezzo si era colorato di verde, evidenziando valori statisticamente anomali verso il basso. Ma il dato forse più clamoroso riguardava la comparsa di una massiccia divergenza rialzista. Un pattern di questo tipo in una zona così reattiva non si materializzava sui grafici dal 2019 (e in precedenza solo nel 2016). Vedere una simile configurazione tecnica, unita alla forza degli utili aziendali, ci ha convinto che ci trovassimo di fronte a un'occasione d'acquisto epocale, capace di durare ben oltre il breve termine.

Fonte: Forecaster.biz

 

Il fattore tempo: stagionalità e proiezioni statistiche

Infine, abbiamo aggiunto il tassello del tempo. La sezione stagionalità di Forecaster ci ricordava che, proprio in quei giorni di paura, stavamo entrando in una delle finestre temporali più propizie in assoluto per il mercato azionario.

Guardando alle statistiche degli ultimi 15 e 20 anni, il periodo che va da aprile fino alla fine di luglio rappresenta storicamente il quadrimestre migliore dell'anno per l'S&P 500. Aggiungendo a questo le correlazioni grafiche, l'andamento del mercato ricalcava quasi perfettamente i movimenti visti lo scorso anno e nel 2001, proiettando pattern rialzisti estremamente solidi almeno fino al mese di maggio.

Fonte: Forecaster.biz

Conclusioni

In conclusione, la guerra e le tensioni geopolitiche non hanno intaccato la struttura rialzista di fondo, fungendo solo da pretesto per scaricare gli oscillatori e generare un movimento ribassista di breve durata. Mettendo a sistema fondamentali sani, forti acquisti istituzionali, estremo ipervenduto e una stagionalità favorevole, la previsione era chiara. Dai 6.611 punti di allora ai circa 7mila di oggi, il mercato ha dato la sua inappellabile sentenza: chi ha saputo leggere i dati e comprare la paura, oggi sta raccogliendo i frutti.

 

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