Le ultime tre sedute della scorsa settimana si sono concluse con squilli di tromba per le azioni legate al quantum computing a Wall Street: IonQ ha guadagnato il 31,38%, Quantum Computing il 33,51%, D-Wave Quantum il 61,63% e Rigetti Computing il 65,54%.
Da tempo i titoli di questo settore sono sotto i riflettori degli investitori, sulla scommessa che il quantum computing possa rappresentare una rivoluzione nel campo dell’informatica grazie a una velocità di elaborazione delle informazioni enormemente superiore a quella degli attuali supercomputer.
Il rally della scorsa settimana può essere spiegato principalmente con l’annuncio, avvenuto il 21 maggio, dello stanziamento da parte del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti di circa 2 miliardi di dollari a favore di nove aziende del settore quantistico nell’ambito del programma Chips and Science Act. Le quattro società sopra citate hanno ricevuto ciascuna fino a 100 milioni di dollari.
Quantum rally: Rigetti guida il boom dopo i fondi USA da 2 miliardi
Azioni quantum computing: sono da comprare?
L’informatica quantistica è un tema molto seguito a Wall Street ormai da anni, ma il settore si trova ancora in una fase primordiale. Per quanto le promesse di rivoluzionare il calcolo informatico siano allettanti, gli esperti avvertono che servirà ancora molto tempo prima di arrivare a una vera commercializzazione dei prodotti.
Le aziende più in vista del comparto operano ancora in perdita e resta incerto il momento in cui potrebbero smettere di bruciare liquidità. Tra l'altro, molti investitori professionali non credono in queste aziende, come dimostra l'elevato short interest che, per azioni come Quantum Computing e IonQ, supera abbondantemente i 20 punti percentuali. Tuttavia, i risultati del primo trimestre 2026 di IonQ, pubblicati mercoledì scorso, sono stati incoraggianti. La società ha registrato una crescita del fatturato del 755% su base annua e ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio.
Osservando i fondamentali, non emerge una visione univoca sulla sopravvalutazione o sottovalutazione dei titoli in Borsa. Affidandosi, ad esempio, al fair value elaborato da Forecaster.biz, IonQ, Rigetti e D-Wave risultano sopravvalutate. Il loro "valore equo", rispettivamente pari a 46,41 dollari, 5,96 dollari e 14,15 dollari, risulta inferiore del 27,08%, del 60,71% e del 51,87% rispetto ai prezzi di mercato. Al contrario, il fair value di Quantum Computing, pari a 28,60 dollari, è superiore del 132,33% rispetto al prezzo di mercato, indicando quindi una potenziale sottovalutazione del titolo.
Come investire con i certificati
Per investire su Ionq, Quantum Computing, Rigetti e D Wave, Vontobel mette a disposizione un certificato Multi Cash Collect con barriera, quotato sul Sedex e identificato dal codice Isin
DE000VH8GQ85. Lo strumento segue le performance delle quattro azioni, prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 3,79 euro su un valore nominale di 100 euro, per un
rendimento annuo del 45,48%.
Il meccanismo è di tipo worst-of, quello che condiziona il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale a scadenza alla performance dal titolo che si comporta peggio. Nel caso di questo di questo prodotto, sia la soglia Bonus che la barriera sono fissate al 50% del livello iniziale.
Se, alla datae di rilevazione mensili, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le eventuali cedole - grazie all'effetto memoria - non pagate in precedenti occasioni. Alla scadenza finale (7 maggio 2027), se anche una sola azione scende sotto la barriera, il rimborso segue l’andamento del titolo peggiore, con conseguente perdita del capitale investito.
Qualora, invece, tutti i titoli restino sopra la barriera, il certificato restituisce il valore nominale più l’ultimo premio e i premi rimasti eventualmente in memoria. Attualmente, il prezzo di tutti i titoli si trova abbondantemente sopra la barriera (D-Wave segna un -0,41%, IonQ un +14,4% e Rigetti un -20%).