Nvidia si prepara alla prima emissione obbligazionaria dall’inizio del boom dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di raccogliere almeno 20 miliardi di dollari attraverso un’offerta di debito investment grade.
La società guidata da Jensen Huang ha comunicato alla U.S. Securities and Exchange Commission l’intenzione di procedere con una nuova emissione obbligazionaria, senza indicare però l’ammontare complessivo dell’operazione. Secondo fonti vicine alla società, riporta CNBC, la raccolta potrebbe arrivare fino a 25 miliardi di dollari.
Nvidia: prima emissione obbligazionaria dal 2021
L’operazione rappresenta il primo ritorno di Nvidia sul mercato obbligazionario dal 2021, quando il gruppo aveva raccolto 5 miliardi di dollari. Da allora, la società ha registrato una crescita senza precedenti grazie alla domanda di semiconduttori destinati all’intelligenza artificiale.
Nel 2022 il lancio di ChatGPT ha accelerato gli investimenti dei grandi operatori tecnologici nei data center, aumentando la richiesta delle GPU Nvidia utilizzate per addestrare e far funzionare i modelli AI. Il confronto con il passato evidenzia la trasformazione del gruppo: i ricavi dell’esercizio fiscale 2022 erano pari a circa 27 miliardi di dollari, mentre nell’esercizio fiscale 2026 hanno raggiunto 216 miliardi.
Nvidia: debito per esigenze aziendali e rifinanziamento
Secondo Nvidia, i proventi dell’emissione saranno destinati a finalità aziendali generali, tra cui il rimborso e il rifinanziamento del debito esistente. Attualmente il gruppo dispone di circa 7,5 miliardi di dollari di debito a lungo termine e circa 1 miliardo di debito a breve termine.
La nuova raccolta arriva in una fase di forte espansione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale, con le grandi società tecnologiche impegnate a finanziare infrastrutture, capacità produttiva e approvvigionamento di componenti.
Boom AI spinge le big tech verso mercato dei capitali
Nvidia non è l’unica società tecnologica ad aver scelto di ricorrere ai mercati finanziari per sostenere la crescita. Alphabet ha annunciato nuove operazioni di raccolta per 85 miliardi di dollari attraverso strumenti legati al capitale, dopo aver già ottenuto oltre 55 miliardi di nuovo debito da novembre.
Anche Amazon ha raccolto circa 54 miliardi di dollari attraverso emissioni obbligazionarie negli Stati Uniti e in Europa, mentre ha annunciato ulteriori operazioni sul mercato canadese. La corsa al finanziamento riflette la necessità delle big tech di sostenere gli enormi investimenti richiesti dall’espansione dell’intelligenza artificiale.
Nvidia: resta forte la remunerazione degli azionisti
Nonostante la nuova raccolta di debito, Nvidia continua a mantenere una politica aggressiva di remunerazione degli investitori. A maggio la società ha annunciato un aumento del dividendo, passato da 1 centesimo a 25 centesimi per azione, e un piano di riacquisto di azioni proprie da 80 miliardi di dollari.
Nel trimestre più recente Nvidia ha generato 49 miliardi di dollari di free cash flow, in crescita rispetto ai 35 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, confermando l’obiettivo di destinare circa il 50% della generazione di cassa agli azionisti.