Il mercato biotech torna a intravedere nuove opportunità di crescita, ma la vera partita continua a giocarsi sul fronte delle acquisizioni. Secondo i banchieri di JPMorgan, infatti, anche con la riapertura delle IPO per le società più promettenti, le grandi aziende farmaceutiche restano il principale motore del settore grazie alla necessità di rafforzare le pipeline di nuovi farmaci.
Secondo quanto riportato da CNBC, dopo anni di attività ridotta sui mercati azionari, le società biotech di alta qualità stanno tornando a valutare la quotazione, ma gli investitori sono oggi molto più selettivi rispetto al boom del periodo della pandemia di Covid-19.
IPO biotech sì, ma solo per le società migliori
La finestra per le IPO biotech si sta riaprendo, ma il mercato non è più disposto a finanziare indiscriminatamente nuovi progetti.
Secondo Juha Anjala e Roy Wouters, co-responsabili dell’investment banking healthcare di JPMorgan per l’area EMEA, gli investitori stanno privilegiando esclusivamente aziende considerate “best in class” o con tecnologie realmente innovative.
Molte società stanno quindi adottando una strategia a doppio binario: preparano lo sbarco in Borsa mentre parallelamente avviano colloqui con potenziali acquirenti. In diversi casi, aziende pronte alla quotazione sono state rilevate da grandi gruppi farmaceutici prima ancora del debutto sui mercati.
Big Pharma: nuovi farmaci per sostituire i brevetti in scadenza
Alla base della nuova ondata di operazioni c’è la pressione sulle grandi aziende farmaceutiche, chiamate a compensare la perdita di esclusività commerciale di numerosi blockbuster nei prossimi anni.
Le scadenze brevettuali previste tra la fine del decennio e l’inizio degli anni Trenta spingono i big del settore a cercare nuove fonti di crescita attraverso acquisizioni mirate. Secondo JPMorgan, le società farmaceutiche dispongono di ingenti risorse finanziarie e sono sempre più disponibili a investire in asset strategici per ampliare le proprie pipeline.
I settori più contesi sono quelli con maggiore potenziale commerciale, tra cui oncologia, malattie metaboliche e patologie infettive.
Mercato più selettivo dopo gli anni del boom
Il contesto attuale è molto diverso rispetto al 2020 e 2021, quando gli investitori finanziavano numerose aziende biotech impegnate su aree terapeutiche simili.
Oggi il capitale è concentrato su poche società considerate leader nei rispettivi segmenti. Le decisioni di investimento vengono sottoposte a valutazioni più approfondite e gli operatori cercano aziende con tecnologie differenziate e vantaggi competitivi sostenibili.
Questa maggiore selettività, tuttavia, offre alle società più solide nuove possibilità di scelta tra quotazione e vendita.
Biotech: aumentano le dimensioni delle operazioni M&A
La competizione per gli asset migliori sta facendo crescere anche il valore delle acquisizioni. Secondo JPMorgan, nel 2025 sono state sette le operazioni biotech nel segmento tra 5 e 15 miliardi di dollari, mentre nel 2026 sono già sei quelle completate o annunciate in questa fascia.
Un ritmo che potrebbe rendere l’anno in corso superiore al precedente sul fronte delle grandi operazioni. Le aziende farmaceutiche sembrano inoltre più disponibili a pagare premi elevati per assicurarsi farmaci innovativi. I maggiori esborsi iniziali riflettono sia la qualità degli asset sia la crescente concorrenza tra acquirenti.
Un esempio recente è l’acquisizione da parte di GSK di Nuvalent per 10,6 miliardi di dollari, un’operazione superiore alla tradizionale strategia di acquisizioni mirate di piccola dimensione del gruppo britannico.
Biotech: la Cina emerge come nuovo polo
Un altro elemento destinato a influenzare il mercato è il ruolo crescente della Cina. Secondo EY, le società biotech cinesi stanno diventando un’alternativa concreta ai tradizionali hub statunitensi ed europei, grazie all’accelerazione dell’innovazione e dei flussi di capitale.
Per il settore, quindi, il 2026 potrebbe rappresentare un anno di svolta: la riapertura delle IPO offre nuove opportunità di finanziamento, ma è ancora la strategia di acquisizione di Big Pharma a determinare il ritmo della crescita.