Marzo si è chiuso nel segno della volatilità. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha dominato la scena per settimane, spingendo il prezzo del petrolio più volte oltre la soglia dei cento dollari al barile, riaccendendo i timori sull'inflazione e ridisegnando i flussi di capitale globali. I titoli della difesa e del settore energetico hanno incassato i guadagni maggiori, mentre i comparti dei viaggi e dei consumi discrezionali hanno sofferto sotto il peso dell'incertezza geopolitica.
In questo contesto già fragile, si è innestato un ulteriore elemento di pressione: il timore della disruption tecnologica legata all'intelligenza artificiale ha continuato ad aleggiare sui mercati, frenando il recupero di molte grandi società del tech e del software, che hanno faticato a ritrovare slancio.
Con l'inizio del nuovo mese, JP Morgan aggiornato la propria lista di azioni preferite. L'aggiornamento di aprile porta con sé tre nuovi ingressi nel settore tecnologico e l'uscita di tre titoli appartenenti a comparti differenti: un grande operatore della distribuzione discount, un produttore di gas naturale e una società attiva nell'educazione infantile.
Azioni da acquistare per JP Morgan: tecnologia, AI e il ritorno di Aramark
Tra le new entry di aprile spicca JFrog, società specializzata nella gestione del ciclo di vita del software. L'analista Ken Goldman ha scritto che la società è "ben posizionata per beneficiare di significativi venti favorevoli legati all'AI". Nonostante l'outlook positivo della banca, il titolo accusa un calo del 19% da inizio anno, una sottoperformance che Goldman attribuisce al "timore di una disruption tecnologica di lungo periodo legata all'intelligenza artificiale".
Il consenso degli analisti, tuttavia, è largamente costruttivo: stando ai dati LSEG, quasi tutti coloro che coprono il titolo esprimono un giudizio di acquisto o acquisto forte, con un potenziale di rialzo medio stimato intorno al 42%.
Il secondo ingresso nel tech è Palo Alto Networks, colosso della cybersecurity che ha vissuto un primo trimestre accidentato ma che JP Morgan giudica con crescente favore. La banca si dice "progressivamente più positiva" sul titolo, riconoscendo alla società la capacità di guadagnare quote di mercato e di posizionarsi come beneficiaria diretta dell'adozione dell'intelligenza artificiale.
Il sentiment del mercato è allineato: su 56 analisti che seguono Palo Alto Networks, 44 esprimono un rating di acquisto o acquisto forte, e il prezzo obiettivo medio implica un ulteriore potenziale di apprezzamento del 31,5%.
Il terzo nome è Aramark, gruppo attivo nella fornitura di servizi di ristorazione, divise e gestione di strutture. Il suo reinserimento nella lista di JP Morgan segue la pubblicazione di un outlook 2026 definito "ben ancorato" dagli analisti della banca.
A differenza dei titoli legati all'AI, Aramark ha già dimostrato solidità operativa: il titolo guadagna il 12% da inizio anno. La fiducia del mercato è diffusa - 14 dei 16 analisti che coprono il titolo consigliano l'acquisto - e il target di prezzo medio indica un ulteriore margine di crescita del 12%.
Le uscite: Five Below, EQT e Bright Horizons lasciano la lista
Sul fronte delle uscite, JP Morgan ha rimosso tre titoli che, per ragioni diverse, non soddisfano più i criteri di selezione della banca. Five Below, la catena di negozi discount, viene depennata dopo aver sovraperformato l'S&P 500 di meno del 20% dalla sua inclusione nella lista - una soglia evidentemente insufficiente rispetto alle attese della banca.
EQT, produttore di gas naturale, cede il passo a nomi del settore petrolifero - specificatamente quelli legati allo shale oil - che JP Morgan identifica come "vincitori relativi" nel contesto del conflitto in Medio Oriente. La rotazione riflette l'intenzione di privilegiare i titoli energetici più direttamente avvantaggiati da uno scenario geopolitico ancora instabile e da prezzi del greggio strutturalmente elevati.
Infine, Bright Horizons, operatore nel settore dei servizi per l'infanzia, esce dalla lista per via di una debolezza nella domanda di iscrizioni ai servizi di childcare che, secondo JP Morgan, investe l'intero settore. Non si tratta di una storia specifica all'azienda, quanto di un vento contrario di natura strutturale.
Vale la pena sottolineare che, nonostante la rimozione dalla lista delle preferite, JP Morgan ha confermato su ciascuno dei tre titoli un giudizio di sovrappeso. L'uscita dalla top list non equivale a una bocciatura, ma piuttosto a una riallocazione strategica delle priorità in un contesto di mercato che si è fatto, nel giro di poche settimane, molto più complesso da navigare.