Il boom dell’intelligenza artificiale ha prodotto molti vincitori in Borsa tra le aziende legate a questa tecnologia. Tra queste spiccano i produttori di componenti ottici. I guadagni realizzati da società come Applied Optoelectronics, Lumentum Holdings e Coherent sono impressionanti. Nello specifico, Lumentum ha aumentato di circa 11 volte il suo valore negli ultimi 12 mesi, Applied Optoelectronics di oltre 4,7 volte e Coherent di 2,7 volte.
Contestualmente, anche i ricavi delle tre società sono cresciuti in modo significativo. In particolare, le vendite di Applied Optoelectronics hanno registrato un balzo di oltre l’80% lo scorso anno e le stime sono aumentate del 56% solo nell’ultimo mese, mentre si prevede che quest’anno supereranno il 110%, per arrivare a un +142% nel 2027.
Azioni dei produttori ottici: le ragioni del rally
Il motivo principale degli acquisti massicci delle azioni dei produttori ottici è il ruolo cruciale che i loro prodotti svolgono nei data center, poiché l’aumento dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale richiede una banda sempre maggiore. Le centinaia di miliardi di dollari investiti nelle infrastrutture AI da parte delle grandi aziende tech hanno scatenato una domanda frenetica di questi componenti.
Un esempio su tutti è quello di Nvidia, principale protagonista del boom AI grazie ai suoi potenti chip di fascia alta. Il colosso di Santa Clara sta ora puntando sulla fotonica al silicio per trasferire i dati con maggiore velocità ed efficienza. Si tratta di una tecnologia che utilizza la luce al posto dell’elettricità nei tradizionali cavi in rame. Questo sistema non è nuovo, essendo presente da decenni, ma non si è diffuso finora perché il rame è stato più economico. Oggi, però, gli enormi data center, che devono gestire una quantità enorme di dati legati all’intelligenza artificiale, richiedono componenti in grado di comunicare a velocità impensabili fino a poco tempo fa. È qui che entrano in gioco i componenti ottici.
Nvidia ha annunciato il mese scorso investimenti per 2 miliardi di dollari sia in Lumentum sia in Coherent, nell’ambito di accordi pluriennali. Tali accordi “sottolineano quanto questi componenti siano diventati cruciali”, ha dichiarato Ted Mortonson, strategist tecnologico di Robert W. Baird.
Cosa aspettarsi ora?
Mortonson ha sottolineato come, in questo momento, l’ecosistema sia ristretto, con pochi nomi diventati “i nuovi oggetti luccicanti del mercato”. A suo avviso, “c’è molta speculazione, eccesso di entusiasmo e nessuna paura o preoccupazione”.
Tuttavia, ci si chiede se i guadagni in Borsa dei produttori di componenti ottici siano sostenibili nel lungo periodo, soprattutto considerando l’elevata volatilità e la natura ciclica del settore, che alterna fasi di boom ad altre di crollo.
Mortonson resta ottimista. “Nella mia carriera non ho mai visto una crescita della spesa così esplosiva”, ha dichiarato, riferendosi agli hyperscaler che stanno investendo cifre enormi nelle infrastrutture AI. “Questo, insieme al passaggio verso una maggiore banda, mi fa pensare che si tratti di un trend strutturale, non ciclico. Questa crescita durerà anni”, ha aggiunto.
La crescita esplosiva, però, ha reso costose le azioni. Lumentum, ad esempio, è scambiata a circa 60 volte gli utili attesi, oltre tre volte la media degli ultimi 10 anni, mentre Coherent ha un rapporto price/earnings di 35, circa il doppio della sua media decennale.
Anche osservando i fondamentali espressi dal fair value di Forecaster.biz, i titoli sembrano sopravvalutati. Tale fair value è calcolato sulla base di quattro parametri: Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales. Il valore intrinseco di Lumentum è di 393,90 dollari, oltre il 48% sopra l’attuale prezzo di mercato al Nasdaq. Applied Optoelectronics ha un fair value di 56,94 dollari, superiore di circa il 34% rispetto al prezzo di mercato. Solo Coherent è attualmente scambiata a un valore in linea con il suo fair value di 249,36 dollari.
Queste valutazioni rappresentano un motivo di cautela, secondo David Russell, responsabile globale della strategia di mercato di TradeStation, soprattutto in un contesto macroeconomico volatile e incerto a causa della guerra in Iran. “Al momento i fondamentali del settore sono solidi, se non si verifica uno scenario peggiore, ma più a lungo durerà l’incertezza, più gli investitori rivedranno le valutazioni”, ha affermato. “Se non ci sarà una risoluzione del conflitto, i grandi operatori cloud potrebbero ridurre gli investimenti, con conseguenze sulla crescita e sulle valutazioni del settore”.
Una tesi, però, respinta da Mortonson. “Se si considera cosa potrebbero guadagnare le aziende tra tre anni, i prezzi attuali sembrano davvero così alti?”, ha detto. “No. Si muoveranno in modo irregolare? Sì. Potrebbe emergere un nuovo concorrente? Sì. Ma resto convinto che chi non le possiede resterà indietro”.