Con il focus degli operatori rivolto sempre verso il Medio Oriente, in attesa di avere conferme su eventuali colloqui tra Usa e Iran per arrivare a un accordo che ponga fine al conflitto, le principali Borse europee hanno chiuso le contrattazioni in ordine sparso. In questo contesto gli acquisti sono tornati sul petrolio, con il Wti in guadagno del 3,7% oltre i 92 dollari, mentre si conferma debole l'oro nei pressi dei 4.400 dollari l'oncia.
Con un Dax e un Cac 40 che hanno terminato la seconda seduta della settimana rispettivamente in calo dello 0,08% e in guadagno dello 0,31%, il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni in salita dello 0,42% a 43.369,53 punti. Dal punto di vista operativo fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta dei 43 mila punti, per proseguire il recupero innescatosi nella giornata di ieri in direzione dei 43.500-43.550 punti e a seguire i 43.750-43-800 punti. Al contrario la violazione dei supporti sopra menzionati tornerebbe a indebolire la struttura grafica, con possibili discese verso i 42.750-42.700 punti e successivamente i 42.500 punti.
Tra le azioni che si sono messe in luce a Piazza Affari troviamo Inwit che, dopo il sell-off della passate giornate, ha chiuso in deciso territorio positivo. Andiamo a scoprire le motivazioni.
Inwit: Opa in arrivo sulla società?
Secondo alcune indiscrezioni di stampa diffuse nelle scorse ore, Inwit potrebbe essere protagonista di una possibile nuova operazione straordinaria nel settore delle telecomunicazioni.
A rendere l'operazione più vantaggiosa sarebbe anche il crollo delle quotazioni del titolo avvenuto durante la scorsa settimana, in scia all'accordo siglato da Tim e Vodafone-Fastweb e riguardante la costruzione e la gestione di nuove torri per la telefonia mobile in Italia.
Ricordiamo che in seguito all'annuncio di questa joint venture, Inwit ha dovuto rivedere al ribasso la guidance sul 2026, in quanto oltre l'80% dei ricavi arriva dai cosidetti "anchor tenant" sottoscritti nel 2020 con i 3 Gruppi e che da contratto scadrebbero nel marzo del 2038.
Tornando ai rumors rilanciati da alcuni quotidiani, il socio Ardian avrebbe aperto delle discussioni con il fondo infrastrutturale canadese Brookfield Asset Management per lanciare un'offerta comune e salire al 100% del gruppo. La cordata potrebbe essere affiancata anche dalla banca d'affari statunitense JP Morgan.
Al momento Ardian detiene tramite una partecipazione indiretta una quota pari al 31% circa nel capitale della tower company, attraverso la holding Daphne e insieme al co-investitore Crédit Agricole Assurance.
Dobbiamo al tempo stesso sottolineare che qualsiasi operazione dovrà però fare i conti con la holding olandese Central Tower Holding Company, azionista di maggioranza di Inwit con il 37,6% del capitale, a sua volta co-controllata da Vodafone e da Oak Consortium, che ha come soci i fondi Gip e Kkr.
Azioni Inwit analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come hanno reagito le azioni Inwit in Borsa italiana e quali sono i possibili scenari nel breve e medio periodo. Con volumi superiori alla media giornaliera mensile è stata una seduta all'insegna dell'euforia per il titolo Inwit che, con un guadagno di quasi il 10%, ha chiuso le contrattazioni a 6,89 euro.
Con un quadro grafico che nelle ultime giornate si è pericolosamente deteriorato, il movimento odierno dobbiamo catalogarlo al momento come un normale rimbalzo tecnico.
Dal punto di vista operativo per dare seguito agli acquisti odierni i prezzi dovrebbero spingersi oltre gli ex minimi toccati nello scorso mese di gennaio in area 7,20-7,25 euro.
Il superamento di questi livelli dovrebbe favorire ulteriori acquisti verso i 7,5 euro e a seguire in direzione degli 8 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 19 marzo.
Oltre queste aree, dove non solo troviamo la media mobile a 50 giorni ma anche l’indicatore daily del Supertrend, Il titolo Inwit andrebbe a rafforzare il trend di breve periodo con prossimi target gli 8,20 euro e in seguito i top del 2026 situati a 8,5 euro.
Al contrario il mancato superamento dei 7,20-7,25 euro verrebbe letto negativamente dal mercato. In questo caso aumenterebbero le possibilità di nuovi ribassi prima in direzione dei 6,5 euro e a seguire i minimi degli ultimi 7 anni situati sulla soglia dei 6 euro.
Nel caso in cui anche questi sostegni dovessero essere violati, si assisterebbe a una prosecuzione delle vendite in direzione dei 5,70 euro e successivamente verso i 5,5 euro.
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