Guerra USA-Iran: è ora di investire nelle aziende energetiche europee? | Investire.biz

Guerra USA-Iran: è ora di investire nelle aziende energetiche europee?

02 mar 2026 - 15:03

02 mar 2026 - 15:03

Le tensioni in Medio Oriente spingono petrolio e gas, mentre le azioni energetiche europee salgono fino al 10%. Ecco i titoli preferiti dagli analisti

In un mercato azionario europeo caratterizzato da forti vendite, le poche azioni in rialzo sono quelle energetiche. Aziende come Equinor, Galp, Var Energi e Repsol stanno guadagnando tra il 5% e il 10%.

Gli investitori si stanno concentrando sui benefici che potrebbero ottenere le compagnie del petrolio e del gas con la chiusura dello Stretto di Hormuz, in seguito alle ritorsioni dell’Iran per gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. La guerra scoppiata in Medio Oriente ha messo in subbuglio i mercati finanziari, spingendo alle stelle le quotazioni di gas e petrolio.

Si teme che l’Iran possa compiere una mossa azzardata con l'interruzione delle comunicazioni dalla foce del Golfo, da cui transita circa un quinto del greggio e del gas naturale destinato a importatori come Cina, India e Unione Europea. Con il blocco, l’offerta subirebbe una contrazione rilevante, tenuto conto che l’Iran è il quarto esportatore mondiale di petrolio che passa da Hormuz.

Di conseguenza, il prezzo dei combustibili potrebbe schizzare a livelli visti l’ultima volta durante la grande crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Secondo gli analisti di Citigroup, il prezzo del Brent potrebbe salire fino a 120 dollari al barile, dagli attuali circa 80 dollari, con una probabilità del 20% che si verifichi questo scenario. Gli analisti di Goldman Sachs, invece, ritengono che, in caso di chiusura dello Stretto di Hormuz, i prezzi del gas naturale in Europa e in Asia potrebbero balzare del 130%.

 

 

Azioni energetiche europee: i titoli su cui investire

Un aumento delle quotazioni di gas e petrolio rappresenterebbe un vantaggio per le azioni energetiche europee. Secondo Matthew Lofting e Tianyu Wu, analisti di JP Morgan, le grandi compagnie del Vecchio Continente offrono "valutazioni efficienti [...] in un periodo in cui la geopolitica è destinata a determinare le loro performance nel breve termine".

In sostanza, il team della banca americana afferma che gli investitori intenzionati ad aumentare l’esposizione al settore energetico dovrebbero guardare alle aziende europee, poiché presentano valutazioni più convenienti rispetto ai concorrenti e traggono beneficio quando il prezzo del greggio sale. Secondo le loro stime, ogni aumento di 10 dollari al barile del prezzo del greggio si traduce per le major europee in circa due punti percentuali in più di rendimento del free cash flow.

Ma quali sono le compagnie su cui puntare? JP Morgan indica la britannica Shell e la portoghese Galp Energia, sulle quali mantiene un giudizio "overweight", con potenziali rialzi rispettivamente del 17% e del 15% rispetto ai prezzi di chiusura di venerdì scorso; l’italiana ENI e la francese TotalEnergies, entrambe promosse a "overweight", con uno spazio di rialzo rispettivamente del 12% e dell’11% rispetto all’ultima chiusura settimanale.

 

 

 

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