La nuova risalita dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari impatta negativamente sulle Borse europee, che inaugurano le contrattazioni in generale ribasso.Le vendite hanno caratterizzato anche la giornata dei listini asiatici che, appesantite dal settore tecnologico, hanno terminato le contrattazioni in generale ribasso. Il Nikkei ha perso l'1,34%, il Kospi coreano è sceso di quasi il 4%.
Con i futures statunitensi che si muovono nei pressi della parità, il FTSE Mib apre le contrattazioni in calo dello 0,4%, in area 48.900 punti. Dal punto di vista operativo, il mancato recupero dei 49.200 punti, dove transita la media mobile di lungo periodo, dovrebbe favorire la prosecuzione della discesa dell'indice italiano. In questo caso, sono possibili ulteriori cali, dapprima verso i 48.500 punti e successivamente verso i 48 mila punti, minimi degli ultimi 5 mesi.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Eni, con il gruppo che potrebbe beneficiare sia dei rialzi del petrolio che del completamento del Bouri Gas Utilization Project. Vediamo di cosa si tratta.
Eni: completato il Bouri GUP
Il gruppo guidato da Claudio Descalzi, in partnership con la National Oil Corporation della Libia attraverso la joint venture Mellitah Oil & Gas, ha comunicato il completamento del Bouri Gas Utilization Project e l'avvio della messa in servizio. In questo modo sarà possibile recuperare il gas associato prodotto dal giacimento di Bouri, situato al largo della costa occidentale della Libia.
La realizzazione e l'installazione del nuovo Bouri Gas Recovery Module e delle relative infrastrutture di collegamento consentiranno di recuperare e trattare il gas che in precedenza veniva bruciato senza alcun recupero energetico.
Si tratta di uno degli interventi più importanti per la riduzione delle emissioni nel settore energetico libico, che contribuirà a migliorare le performance ambientali del sistema produttivo del Paese. In questo modo, le emissioni di gas serra saranno ridotte di circa 1,5 milioni di tonnellate di CO₂ all'anno.
Il gas recuperato sarà destinato da una parte al mercato domestico, con una produzione incrementale di circa 700 milioni di metri cubi all'anno; dall'altra consentirà di aumentare i volumi destinabili all'esportazione verso l'Europa attraverso il gasdotto GreenStream.
L'avvio del progetto Bouri GUP conferma l'impegno congiunto di Eni e della NOC a favore dello sviluppo del settore energetico libico, attraverso iniziative che combinano crescita della produzione, efficienza operativa e tutela dell'ambiente.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Analizziamo il quadro grafico delle azioni Eni nel breve e medio termine. È stato un inizio di settimana all'insegna degli acquisti per il titolo Eni che, con un guadagno dello 0,69%, ha terminato le contrattazioni rinnovando i massimi degli ultimi anni a 26,135 euro.
Con un'impostazione grafica rialzista su tutti i time frame, scopriamo quali sono i livelli da osservare, sia al rialzo sia al ribasso.
Scenario rialzista
Con una struttura grafica che si è decisamente rafforzata nel corso degli ultimi mesi, le attese sul titolo Eni sono orientate a una continuazione degli acquisti. Osservando il grafico giornaliero, sono possibibili ulteriori allunghi verso i 27 euro, prima di un eventuale test dei massimi intraday del 2006, a 28,95 euro.
Nel caso in cui anche questi livelli venissero superati, si assisterebbe a un ulteriore rafforzamento della struttura grafica di lungo periodo. In questo caso, il successivo obiettivo sarebbe individuabile sulla soglia psicologica dei 30 euro.
In questo contesto, eventuali prese di beneficio che dovessero riportare le quotazioni verso i 25 euro, corrispondenti ai massimi dello scorso mese di marzo e in prossimità dei quali transita l'indicatore giornaliero Supertrend, potrebbero rappresentare nuove occasioni di acquisto.
Scenario ribassista
Viceversa, la perdita dei supporti sopra menzionati dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva più accentuata. Il movimento discendente potrebbe spingere le quotazioni in prima battuta verso i 24,12 euro, dove il titolo metterebbe sotto pressione la media mobile a 50 giorni.
La violazione di questo livello aumenterebbe le probabilità di nuove discese verso i 23 euro, in corrispondenza dei minimi degli ultimi due mesi, e successivamente in direzione dei 22,47 euro, dove verrebbe chiuso il gap up lasciato aperto lo scorso 29 luglio. L'eventuale perdita di quest'ultimo supporto potrebbe spingere le quotazioni verso i 22,03 euro, dove transita la media mobile di lungo periodo.
Il mancato mantenimento di quest'ultimo livello dovrebbe favorire la prosecuzione delle vendite verso la soglia dei 21 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi del 9 aprile 2025 e congiunge quelli di ottobre 2025. Sarà fondamentale non perdere questi supporti per evitare ulteriori discese fin verso i 20 euro, minimi dello scorso mese di giugno.
DISCLAIMER
Investire.biz non offre servizi finanziari, regolamentati o di investimento. Le informazioni presenti sul sito non devono essere considerate consigli di investimento personalizzati e sono disseminate sul sito e accessibili al pubblico in generale. Tutti i link e i banner sui siti web della società puntano verso società finanziarie, fornitori di servizi di investimento o banche regolamentate in Europa. Si prega di leggere Dichiarazione di non responsabilità, Informativa sui rischi, Informativa sul trattamento dei dati personali e Termini e condizioni prima di utilizzare questo sito Web. Qui è invece possibile trovare le informazioni sul produttore dell'analisi