Prima seduta della settimana all'insegna delle vendite per i principali mercati azionari europei, penalizzati dal ritorno delle tensioni politiche e sociali nel Vecchio Continente e dalle incertezze che continuano a caratterizzare il quadro macroeconomico internazionale. A catalizzare l'attenzione degli investitori sono soprattutto gli sviluppi della situazione francese, dove le proteste degli ultimi giorni hanno riacceso i timori sulla stabilità politica e sulla tenuta dei conti pubblici.
Le tensioni hanno interessato tanto il mercato azionario quanto quello obbligazionario, con un nuovo incremento dei rendimenti dei titoli di Stato transalpini. A Parigi il CAC 40 ha lasciato sul terreno lo 0,7%. In questo clima, non si sono salvati dalle vendite nemmeno il DAX e il FTSE Mi, con l'indice italiano che ha subito un calo dell'1,59% a 49.062,66 punti.
Diversa l'impostazione di Wall Street, dove i listini statunitensi tentano un recupero dopo le recenti vendite sul comparto tecnologico. Il mercato americano continua tuttavia a muoversi con particolare attenzione alle prospettive sugli utili, alle aspettative relative alla politica monetaria della Federal Reserve e alle potenziali ricadute politiche legate alle elezioni di Midterm in agenda tra un paio di settimane.
In questo contesto, l'attenzione torna sul settore della difesa europea e su Rheinmetall, protagonista di una nuova acquisizione che ne rafforza il posizionamento nella cantieristica navale. Vediamo la notizia e i livelli da monitorare sul titolo.
Rheinmetall e MSC acquistano il cantiere romeno di Mangalia
Rheinmetall si è aggiudicata insieme al gruppo armatoriale MSC, attraverso un'asta, il cantiere navale di Mangalia, in Romania. Il prezzo complessivo dell'operazione è di circa 138 milioni di euro, a carico dei due partner, mentre il perfezionamento è atteso nelle prossime settimane.
Il progetto prevede l'ampliamento e l'ammodernamento del sito, destinato a ospitare attività di costruzione navale sia civili sia militari. Tra le prime commesse figurano quattro unità ordinate dal governo romeno: due pattugliatori da 96 metri e due navi di supporto ai sommozzatori da 43 metri. La posizione sul Mar Nero attribuisce all'investimento anche un significato strategico, oltre che industriale.
L'operazione si inserisce nella strategia con cui Rheinmetall punta a diventare un fornitore sempre più integrato delle forze armate europee, estendendo la propria presenza dai veicoli corazzati e dalle munizioni al segmento navale. A sostenere il settore è il piano ReArm Europe/Readiness 2030, che mira a mobilitare fino a 800 miliardi di euro per rafforzare la difesa continentale.
La crescita è già visibile nei conti: nel primo semestre 2026 i ricavi di Rheinmetall sono aumentati del 39% a 5,23 miliardi di euro e il risultato operativo del 74% a 786 milioni, con un margine del 15%. Il portafoglio ordini e accordi quadro ha raggiunto 80,5 miliardi. Restano però alcune criticità: dopo la cancellazione del programma delle fregate F126, il gruppo ha ridotto la stima di fatturato 2026 a 13,7-14,2 miliardi, mentre il free cash flow operativo del semestre è stato negativo per 1,62 miliardi. Il prossimo appuntamento sarà il 5 novembre, con la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, importanti per verificare margini, ordini e generazione di cassa.
Azioni Rheinmetall: doppio minimo in formazione?
Dal punto di vista tecnico, il grafico settimanale mostra segnali compatibili con un progressivo esaurimento della fase ribassista. A suggerirlo è anzitutto la tenuta dei minimi di fine giugno e inizio ottobre, che delineano un possibile doppio minimo, figura di inversione ancora da confermare.
Un primo segnale di miglioramento era già arrivato nell'ottava del 27 luglio 2026, quando le quotazioni avevano rotto al rialzo la trendline discendente tracciata sui massimi delle settimane del 2 e del 19 marzo. La scorsa settimana è arrivata un'ulteriore conferma: una chiusura in espansione sopra la linea di tendenza che univa i massimi decrescenti delle settimane del 17 e del 24 agosto.
Questi elementi suggeriscono un progressivo recupero di forza dei compratori. In tale scenario, un eventuale ritracciamento verso le precedenti resistenze statiche di area 988 euro, ora potenziale supporto, potrebbe offrire uno spunto per valutare strategie long. Il primo obiettivo si collocherebbe tra 1.235 e 1.240 euro: il superamento confermato di questa fascia completerebbe il doppio minimo e aprirebbe teoricamente spazio a un'estensione verso 1.650 euro.
Sul fronte opposto, ritorni sotto la soglia psicologica dei 900 euro indebolirebbero l'impostazione rialzista e rappresenterebbero un possibile riferimento per lo stop loss. Il cambio di passo sembra dunque prendere forma, ma soltanto la rottura delle resistenze indicate consentirebbe di parlare di inversione confermata.
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