E' stato un inizio di settimana nel segno della cautela per le Borse europee, con i principali indici che hanno chiuso vicini ai livelli di venerdì scorso. Sul sentiment degli operatori rimangono le incognite legate all’evoluzione delle tensioni geopolitiche, ma soprattutto, le prossime mosse delle banche centrali in tema di politica monetaria. In questo contesto l’attenzione è già rivolta ai verbali che verranno pubblicate nei prossimi giorni da Fed e Bce.
In questo clima Francoforte e Parigi hanno terminato la prima seduta della settimana rispettivamente in rialzo dello 0,08% e in calo dello 0,33%
Con Wall Street che al giro di boa vede l'S&P 500 in guadagno dello 0,57% e il Nasdaq in rialzo dell'1,27% , il FTSE Mib ha chiuso le contrattazioni in ascesa dello 0,27% a 52.959,14 punti.
Dal punto di vista operativo le attese sono per il superamento dei 53 mila punti e a seguire verso i massimi assoluti situati sui 53.150 punti. Oltre queste aree si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target sui 53.500 punti e a seguire i 52.750-53.800 punti. Al contrario la perdita dei 51 mila punti indebolirebbe la struttura grafica di breve periodo, con primi target ribassisti sui 50.800-50.750 punti e a seguire i 50.550-50.500 punti.
Tra le azioni che a Piazza Affari hanno inaugurato la nuova ottava all'insegna della debolezza troviamo Eni, su cui poco impatto ha avuto l'avvio del nuovo progetto per batterie stazionarie. Andiamo a leggere nei dettagli di cosa si tratta.
Eni avvia a Brindisi fabbrica per sviluppo batterie
Seguendo quanto era stato comunicato nello scorso mese di aprile, il cane a sei zampe tramite la controllata Eni Storage Systems ha avviato nel sito industriale di Brindisi il cantiere per il nuovo polo italiano ed europeo dedicato alla produzione di batterie litio-ferro-fosfato per sistemi di accumulo stazionario.
Il progetto sviluppato con il gruppo Seri Industrial punta a sostenere la crescita dei sistemi Bess, fondamentali per accumulare l’energia prodotta da fonti rinnovabili e rilasciarla quando necessario, favorendo stabilità delle reti e decarbonizzazione.
Il piano prevede a Brindisi una gigafactory per celle e moduli di batterie e un impianto di assemblaggio di pacchi batteria. In una seconda fase saranno integrate anche la produzione di materia attiva catodica LFP e le attività di riciclo. La capacità complessiva prevista è di 16 GWh l’anno entro il 2030, divisa tra Brindisi e lo stabilimento Seri Industrial di Teverola, pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari.
La domanda europea di tali sistemi è stimata in crescita da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh al 2030 Per Eni il progetto segna l’ingresso in un nuovo business ad alto potenziale, legato alla transizione energetica e alla sicurezza delle forniture.
Inoltre entro il 2029 è prevista la realizzazione della seconda Gigafactory del polo Teverola-Brindisi, la cui capacità produttiva dovrebbe essere superiore agli 8 GWh annui.
Nell’ambito dell’operazione Eni Industrial Evolution acquisirà per 55 milioni di euro il 30% di una nuova società costituita da Seri, che manterrà il rimanente 70%. La nuova realtà si occuperà dello sviluppo commerciale del progetto e delle attività di approvvigionamento e ingegneria.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni Eni nel breve e medio periodo. Con volumi in decisa contrazione se confrontati alla media giornaliera mensile è stato una seduta all'insegna della debolezza per il titolo Eni che, con un calo dello 0,27%, ha terminato le contrattazioni a 20,39 euro.
Con un trend di medio periodo confermato al ribasso, nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei 20 euro che rappresentano i minimi degli ultimi 3 mesi.
Sopra questi livelli è possibile una ripresa degli acquisti prima in direzione dei 20,5-20,6 euro e a seguire la soglia dei 21 euro. Il superamento di tali aree dovrebbe far proseguire il recupero delle azioni verso i 21,60 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend, e successivamente i 22 euro.
Oltre queste aree resistenziali si assisterebbe a ulteriori allunghi fin verso i 22,70 euro, dove transita la trendline discendente che parte dai massimi di periodo.
Nel caso in cui questi livelli dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i top degli ultimi 2 mesi in area 23,80-24 euro.
Al contrario il mancato ritorno oltre le prime aree resistenziali situati sui 21,5 euro, andrebbe a il trend discendente con prossimi obiettivi i minimi della passata settimana e degli ultimi 4 mesi a 19,87 euro.
La violazione di tali supporti farebbe proseguire la fase correttiva verso i 18,50 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline rialzista che parte dai minimi di aprile 2025 e congiunge quelli di ottobre dello scorso anno.
La mancata tenuta di questi ultimi livelli andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica di medio termine, con prossimi target i 17,5 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 5 mesi.
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