Immagina di poter effettuare un esame del sangue e una radiografia completa all'andamento delle Borse globali, riuscendo a scovare le fratture nascoste molto prima che il dolore diventi insopportabile per gli investitori. Non si tratta di magia o di sfere di cristallo, ma di un metodo analitico estremamente concreto: lo studio della rotazione settoriale.
Oggi scopriremo come analizzare i flussi di capitale all'interno del listino più importante al mondo, l'S&P 500, per capire quando l'euforia è giustificata e quando, invece, ci troviamo sull'orlo di uno storno importante. Per farlo ci faremo supportare dalle potenzialità del nuovo tool Sector map di Forecaster, uno strumento nato anche dalle specifiche richieste di gestori di hedge fund londinesi e progettato per lasciare a bocca aperta chiunque si occupi di mercati finanziari.
Come guardare sotto il cofano dell'S&P 500 con la Sector map
Spesso si commette l'errore di guardare all'S&P 500 come a un unico monolitico blocco, che sale o scende. La realtà è che questo indice è formato da undici macro-settori distinti. I capitali degli investitori ruotano continuamente tra questi comparti, e tracciare questa rotta significa comprendere in anticipo le aspettative sull'economia reale.
Fonte: Forecaster.biz
La nuova Sector map (l'evoluzione della precedente Macro map) all'interno del Forecaster permette di visualizzare simultaneamente l'indice principale e le singole linee di performance di tutti i settori che lo compongono: dal tecnologico all'healthcare, dai finanziari all'energia, fino alle utilities e ai materiali di base.
Avere a disposizione storici ventennali e il prezioso Market Mood Meter integrato per ogni singolo settore ci permette di vedere a colpo d'occhio, tramite una sorta di tachimetro, quali zone del mercato sono in ipercomprato, quali in fase neutrale e quali in ipervenduto, rivelando dove si nascondono le reali opportunità.
Fonte: Forecaster.biz
I due poli dell'economia: consumer cyclical contro consumer defensive
Per capire davvero la salute dell'economia e anticipare i movimenti, il trucco risiede nello scorporare il grafico e concentrarsi su due settori diametralmente opposti: i consumer cyclical (beni voluttuari o ciclici) e i consumer defensive (beni di prima necessità o difensivi).
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Consumer cyclical (voglia di spendere): Questo settore include aziende che offrono prodotti e servizi non essenziali. Parliamo di auto, intrattenimento, lusso, shopping online. Al suo interno troviamo colossi come Amazon, Tesla, Home Depot o marchi di lusso come Louis Vuitton. Quando questo settore traina il mercato, gli investitori sono ottimisti, l'economia è in espansione e c'è propensione al rischio (fase risk-on). In breve: le persone stanno bene e spendono per cose futili.
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Consumer defensive (necessità di comprare): Qui troviamo i prodotti indispensabili per la sopravvivenza quotidiana: cibo, bevande, detersivi e cura della persona. Le aziende di riferimento sono Walmart, Procter & Gamble, Coca-Cola, Nestlé o L'Oréal. Questo comparto performa meglio quando c'è paura nell'aria. Se le Borse crollano, si rinuncia all'ultimo modello di auto, ma non al sapone o al cibo per la famiglia. È un settore resiliente, noto per la distribuzione di ottimi dividendi, che sale meno nei cicli rialzisti vigorosi ma protegge il capitale durante le crisi.
Fonte: Forecaster.biz
Osservare quale dei due comparti sovraperforma l'altro su un arco temporale di sei mesi ci fornisce un indicatore formidabile. Se, con l'indice sui massimi storici, i consumer defensive iniziano a performare meglio dei ciclici, significa che gli istituzionali stanno "tirando i remi in barca", preferendo la stabilità dei beni di prima necessità e temendo un rallentamento.
E questo è proprio quello che sta accadendo adesso. Negli ultimi 6 mesi il settore defensive ha performato il 6.83% mentre il Cyclical solo il 2,36% e addirittura fino a pochi giorni fa era in negativo, segnando un -1,41%.
Va sottolineato però che questo indice di pessimismo vale appunto per gli ultimi 6 mesi, basta allargare l'orizzonte temporale ad 1 anno per vedere che la cosa si ribalta ed in effetti nel lungo periodo è sempre così, con il consumer defensive che ripaga il rischio maggiore del breve.
Individuare i massimi storici con esami del sangue e radiografie
La vera potenza dell'analisi settoriale si sprigiona nell'identificazione dei massimi di mercato prima di un crollo. È qui che applichiamo il concetto clinico di "esame del sangue e radiografia".
I financial services (banche e istituti di credito) rappresentano il cuore pulsante e il sistema circolatorio dell'economia. Attraverso di loro passa la liquidità e il credito. I consumer cyclical, invece, rappresentano lo scheletro dell'ottimismo strutturale.
Cosa succede quasi sempre prima che i mercati crollino? Si crea una profonda divergenza:
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S&P 500 segna un nuovo massimo storico.
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I consumer cyclical non confermano questo massimo, creando un picco inferiore (radiografia: ci sono cose che non vanno sotto l'entusiasmo dei consumatori).
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I financial services iniziano a cedere terreno e non seguono il listino (esame del sangue: la liquidità nel sistema inizia a essere malata).
Basta che uno solo di questi due settori non confermi il massimo per far scattare un campanello d'allarme potentissimo. Abbiamo visto questa dinamica ripetersi costantemente:
Fonte: Forecaster.biz
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Massimi pre-Covid (Febbraio 2020): Sebbene i ciclici stessero tenendo, il settore dei finanziari aveva smesso di seguire il rialzo dell'indice già da diverse settimane. Nessuno poteva prevedere una pandemia, ma i flussi di cassa bancari stavano già fiutando un'anomalia sistemica.
Fonte: Forecaster.biz
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Fonte: Forecaster.biz
La sfida dei minimi di mercato e il ruolo dell'intelligenza artificiale
Se scovare i top di mercato è un'operazione quasi chirurgica grazie alle divergenze settoriali, individuare i minimi (i bottom) è paradossalmente più complesso. I crolli nascono dal collasso dell'ottimismo, un processo graduale.
Le ripartenze, invece, nascono dal pessimismo assoluto, quando la fiducia e l'indice di fiducia dei consumatori sono raso al suolo e tutto sembra perduto (il momento in cui si presentano le vere occasioni d'acquisto).
Sui minimi, spesso, le divergenze non sono così nette. Un rialzo può sembrare fragile perché i settori chiave non partono subito a razzo. Ed è proprio per decifrare questi scenari più ambigui che la piattaforma Forecaster ha integrato un sistema di intelligenza artificiale dedicato all'analisi intermarket.
Questo strumento scandaglia le interazioni degli ultimi mesi fornendo report testuali su segnali interni rialzisti o ribassisti, avvisandoci se una ripresa è guidata da settori solidi o se la leadership del mercato è fragile e sensibile a shock esterni (come le fluttuazioni dei prezzi dell'energia o le tensioni geopolitiche).
Fonte: Forecaster.biz
Il peso determinante di tecnologia e comunicazioni
Per completare l'analisi e comprendere se un mercato rialzista (bull market) è sano, è fondamentale guardare i pesi massimi. Nella sezione ranking di Forecaster, è evidente come negli ultimi anni i settori che hanno dominato le performance siano stati Technology e Communication Services (che racchiude colossi come Google, Meta e Netflix).
Attualmente, le prime 10 posizioni dell'S&P 500 sono composte per circa il 40% da titoli tecnologici e per il 30% da servizi di comunicazione. Questo significa che ad esempio se ci troviamo in una fase di rally ma il settore tecnologico sta sottoperformando l'indice generale, siamo di fronte a un rialzo estremamente vulnerabile, una potenziale "trappola per tori". Affinché il trend sia duraturo, i motori principali del mercato devono girare a pieni regimi.
Ingredienti semplici per una lettura complessa
Interpretare l'andamento delle Borse non richiede necessariamente formule esoteriche, ma la capacità di mettere in relazione elementi essenziali in modo logico. Analizzare i flussi tra chi vende lusso e chi vende saponette, o tra le banche e l'indice globale, è come unire acqua e farina per creare la pizza migliore del mondo.
La rotazione dei settori è, ad oggi, uno degli strumenti più limpidi e oggettivi per comprendere la psicologia del mercato. Utilizzando strumenti avanzati per incrociare questi dati con l'analisi della stagionalità e degli ipercomprati, è possibile navigare l'S&P 500 con la consapevolezza di chi non si limita a guardare il prezzo, ma ne comprende le reali fondamenta.
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