MPS sfida Intesa: doppia OPS da 34 mld su Banco BPM e Banca Generali | Investire.biz

MPS sfida Intesa: doppia OPS da 34 mld su Banco BPM e Banca Generali

21 ago 2026 - 10:30

21 ago 2026 - 11:14

Doppia offerta pubblica di scambio di MPS su Banco BPM e Banca Generali per 34 mld. Nuovo polo bancario da 810 mld di attivi e sinergie per 2,6 mld

Banca Monte dei Paschi di Siena alza il tiro nel risiko bancario e lancia due offerte pubbliche di scambio parallele su Banco BPM e Banca Generali, per un controvalore complessivo che supera i 34 miliardi di euro.

La mossa, messa a punto dall'AD Luigi Lovaglio, ha un duplice obiettivo: rispondere all'operazione di Intesa Sanpaolo sulla banca senese e trasformare MPS in un gruppo più diversificato, meno esposto al margine di interesse e più orientato ai servizi di consulenza e gestione del risparmio.

Le due OPS sono volontarie, contestuali, parallele e prevedono un corrispettivo interamente in azioni. Per Banco BPM, l'offerta valorizza la banca circa 25,3 miliardi di euro, senza alcun premio rispetto alle quotazioni del 19 agosto. Il concambio prevede 1,567 nuove azioni MPS per ogni titolo Banco BPM.

Per Banca Generali, invece, il rapporto di cambio è di 6,958 azioni MPS per ogni azione della società del Leone, per un valore complessivo di circa 8,72 miliardi di euro, con un premio del 10% rispetto ai prezzi del 19 agosto.

 

Nuovo polo del banking e del wealth management

L'ambizione dichiarata è dare vita a un nuovo gruppo bancario nazionale con una solida presenza in tre aree: banking tradizionale, advisory e wealth management. Il perimetro risultante dalle aggregazioni supererebbe i 466 miliardi di euro di attivi e oltre 810 miliardi di attività finanziarie complessive, includendo anche il contributo di Mediobanca.

La strategia punta a riequilibrare il mix di ricavi, aumentando il peso delle commissioni e delle attività a basso assorbimento di capitale. Banco BPM porterebbe scala commerciale e capillarità territoriale. Banca Generali rafforzerebbe il comparto della gestione patrimoniale e della consulenza finanziaria.

Mediobanca, già destinata a entrare nel perimetro MPS, contribuirebbe con corporate banking, investment banking e capital markets. Secondo l’AD Lovaglio, la doppia operazione consentirebbe al gruppo di ridurre la dipendenza dall'andamento dei tassi d'interesse e di ampliare le fonti di ricavo.

 

Maxi distribuzione da 4 miliardi di euro

Uno degli elementi di maggior richiamo della proposta è una distribuzione straordinaria da 4 miliardi di euro in favore degli azionisti MPS, pari a 1,208 euro per azione.

La remunerazione sarebbe composta da 1 miliardo di euro in contanti e da circa 3 miliardi in azioni Generali, distribuite attraverso la partecipazione detenuta indirettamente da MPS tramite Mediobanca. Sulla base dei prezzi del 19 agosto, il pacchetto in azioni Generali corrisponderebbe a circa il 4,5% del capitale del Leone.

La distribuzione dovrà ottenere il via libera dall'assemblea MPS convocata per il 29 ottobre e sarà riservata agli azionisti presenti prima dell'efficacia dell'offerta. Il progetto prevede anche una riduzione del capitale sociale della banca per creare una riserva destinata a sostenere la distribuzione.

 

Un nuovo equilibrio azionario

In caso di adesione integrale alle due OPS e considerando l'integrazione di Mediobanca, gli attuali azionisti MPS manterrebbero circa il 50,1% del capitale del nuovo gruppo. Ai soci di Banco BPM andrebbe il 37,2%, mentre quelli di Banca Generali riceverebbero il restante 12,7%.

Generali, dal canto suo, acquisirebbe un ruolo di primo piano nel nuovo azionariato. In cambio della cessione della partecipazione di controllo in Banca Generali, il gruppo assicurativo diventerebbe un azionista di rilievo di MPS, con una quota stimata intorno al 6,4%.

 

Sinergie per 2,6 miliardi all'anno

MPS stima sinergie ante imposte per circa 2,6 miliardi di euro annui a regime. Di questi, circa 800 milioni deriverebbero dall'integrazione di Mediobanca, mentre i restanti 1,8 miliardi sarebbero legati alle aggregazioni con Banco BPM e Banca Generali.

Il gruppo prevede costi di integrazione una tantum per circa 2,5 miliardi di euro tra il 2027 e il 2029. Secondo il piano industriale, il cost-income ratio del gruppo combinato potrebbe scendere al 36%, rispetto al 46% di MPS standalone, mentre il ritorno sul patrimonio netto tangibile potrebbe superare il 19% nel 2029.

Sul fronte patrimoniale, il CET1 ratio è previsto sopra il 13% per tutto il periodo 2026-2030. La banca punta inoltre a mantenere una politica di distribuzione molto generosa, con oltre 15 miliardi di euro di remunerazione complessiva agli azionisti tra il 2026 e il 2030, sulla base di un payout ratio atteso del 100%.

 

Banca MPS: la partita con Intesa Sanpaolo

La doppia OPS rappresenta soprattutto una risposta all'operazione di Intesa Sanpaolo su MPS. La strategia scelta da Lovaglio è però molto più complessa e presenta diversi ostacoli. Sul Banco BPM, MPS deve fare i conti con Crédit Agricole, primo azionista con circa il 29,3%, che ha già espresso perplessità su una combinazione con la banca senese.

La soglia iniziale dell'offerta è fissata al 50% più un'azione, ma per Banco BPM MPS si riserva la possibilità di rinunciare a questa condizione. Più rigida è invece la struttura dell'OPS su Banca Generali, per la quale la soglia del 50% più un'azione viene definita fin d'ora irrinunciabile.

L'operazione, inoltre, richiederà il via libera dell'assemblea del 29 ottobre e una serie di autorizzazioni societarie e regolamentari.

 

Doppia OPS di MPS: i dubbi degli analisti

Equita SIM ha accolto la notizia con prudenza, definendo la doppia operazione prevalentemente difensiva e sottolineando l'elevato rischio di esecuzione.

MPS si troverebbe infatti a gestire contemporaneamente l'integrazione di Mediobanca, l'eventuale acquisizione di Banco BPM e quella di Banca Generali. Secondo la SIM, l'operazione di Intesa Sanpaolo rimane l'alternativa più solida per gli azionisti MPS, grazie a una maggiore visibilità sui benefici e a un rischio di esecuzione inferiore.

La doppia OPS cambia comunque radicalmente la partita del risiko bancario italiano. MPS non si limita a difendersi dall'offerta di Intesa, ma propone un progetto industriale molto più ambizioso, basato sulla creazione di un grande gruppo bancario con una forte componente di wealth management.

 

 

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