Dopo una partenza all'insegna della debolezza hanno recuperato terreno le Borse europee, con in vari indici che hanno terminato le contrattazioni in leggero territorio positivo.
Sul sentiment degli operatori continuano a pesare i rinnovati timori riguardanti le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, mentre crescono le attese per quanto riguarda le trimestrali in arrivo dalle aziende tecnologiche a stelle e strisce.
In questo contesto il Dax e il Cac 40 hanno terminato la prima seduta della settimana in rialzo rispettivamente dello 0,04% e 0,02%. Con l'S&P 500 e il Nasdaq che a metà seduta viaggiano in guadagno dello 0,28% e dello 0,78%, il FTSE Mib ha chiuso la giornata in calo dello 0,04% a 51.862,79 punti. Sulla performance odierna ha pesato lo stacco di alcuni dividendi, tra cui quello di Enel.
Dal punto di vista operativo non cambia la view sull'indice italiano, dove fondamentale rimane la ripresa dei 52 mila punti, per evitare una ripresa della fase correttiva di breve periodo. In questo caso i prossimi obiettivi ribassisti sarebbero situati sui 51.750-51.700 punti e successivamente i 51.550-51.500 punti.
Tra le azioni che nella seduta odeirna hanno registrato una performance negativa a Piazza Affari troviamo Poste Italiane, nel giorno in cui il gruppo italiano ha dato il via all'Opas su TIM. Andiamo a vedere i dettagli dell'operazione.
Poste: parte l'offerta su TIM
Dopo averla lanciata lo scorso 23 marzo, oggi è partita ufficialmente l'offerta da oltre 13 miliardi di euro di Poste Italiane su TIM. L'obiettivo da parte del Gruppo guidato da Matteo Del Fante è quello di creare una delle principali piattaforme integrate in Italia nei servizi di connettività e tecnologici, finanziari, assicurativi e di logistica. Il periodo d’adesione durerà 40 giorni e si concluderà l’11 settembre, con regolamento previsto per il 18 dello stesso mese, salvo eventuali proroghe.
Poste punta a raggiungere almeno il 66,67% delle azioni di TIM, anche se il vero obiettivo è conquistare il totale controllo dell’azienda per poi procedere al delisting. Nel dettaglio l’operazione prevede una componente in denaro pari a 1,67 euro e un’altra in 0,218 azioni Poste di nuova emissione.
Ricordiamo che durante lo scorso weekend il consiglio di amministrazione di TIM ha approvato all’unanimità l'offerta, ritenendo congruo il corrispettivo dell’offerta dal punto di vista finanziario. Inoltre ha valutato positivamente le prospettive industriali dell’operazione, in coerenza con il percorso di trasformazione intrapreso dal gruppo.
Se l’Opas dovesse andare a buon fine, dalle nozze tra i due gruppi nascerà un colosso con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi di euro, un Ebit aggregato pro-forma di circa 4,8 miliardi, oltre 140 mila dipendenti e sinergie che secondo le previsioni dovrebbero arrivare a 700 milioni su base annua.
Per quanto riguarda l’azionariato, oggi Poste è al 20,1% di Tim, mentre il 29,26% del gruppo postale è in mano al MEF e il 35% a CDP. Nel documento di offerta, si calcola che nel caso in cui Poste arrivasse al 100% di Tim, CDP scenderebbe al 27,24% e il MEF al 22,77% del capitale del gruppo guidato da Matteo Del Fante. Con il 67% di TIM Cassa Depositi e Prestiti sarà al 30%, mentre il Ministero dell’economia si attesterebbe al 25%.
Poste: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a scoprire come si sono comportate le azioni Poste Italiane alla Borsa di Milano. E' stato un inizio di settimana all'insegna della rinnovata debolezza per il titolo Poste che, con un calo dello 0,9%, ha chiuso le contrattazioni a 27,59 euro. Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta dei 27,5 euro, minimi dell'ultimo mese, per evitare una continuazione della fase correttiva partita dai top toccati nello scorso mese di giugno.
Con la perdita di queste aree, dove troviamo sia l'indicatore daily del Supertrend che la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nello scorso mese di marzo, i prossimi obiettivi sarebbero situati sui 27,2-27,15 euro e a seguire i 26,30 euro.
La mancata tenuta di questi livelli dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 25,80 euro e in seguito la soglia dei 25 euro. La violazione di tali aree andrebbe a indebolire la struttura grafica di medio periodo, con possibili nuovi obiettivi ribassisti sui 24 euro, ex massimi toccati nello scorso mese di febbraio.
Al contrario con la tenuta dei 27,6 euro il titolo dovrebbe porre le basi per il ritorno degli acquisti. Il primo obiettivo rialzista sarebbe situato sui 28,20-28,3 euro e a seguire i 28,75 euro.
Il superamento di queste aree dovrebbe spingere i corsi verso i massimi assoluti in area 29,40-29,45 euro. Oltre queste aree si assisterebbe a un rafforzamento della struttura grafica di fondo, con prossimi obiettivi i 30 euro e successivamente i 31-31,50 euro.
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