Chiusura in territorio positivo per i listini azionari europei, che sfruttano a loro vantaggio il traino giunto dal Nikkei ai nuovi massimi storici e capitalizzano il newsflow propositivo rispetto ai dialoghi in atto tra USA e Iran. In un clima di generale ritorno del risk on gli investitori tornano così a comprare gran parte dei settori.
Un clima che potrebbe avere un ulteriore impulso, o viceversa uno stop pesante, nell'evento clou di quest'oggi: la diffusione a mercati chiusi della trimestrale di NVIDIA. Il colosso americano dei chip attende con favore i conti mostrando un atteggiamento propositivo del mercato. Il titolo ha rotto al rialzo le resistenze statiche poste nell'intorno dei 193/194 dollari e in quesot momento viaggia su valori che non si vedevano dal 10 novembre scorso.
In questo contesto, a Piazza Affari l'indice FTSE Mib italiano, grazie alla buona intonazione presente sul settore finanziario, ha terminato la terza seduta della settimana in guadagno dell'1,11% a 47.170,44 punti, che rappresentano i nuovi massimi degli ultimi 25 anni. Dal punto di vista operativo il superamento dei 47 mila ha rafforzato ulteriormente il quadro grafico di fondo dell'indice italiano. Sopra questi livelli le attese sono per una continuazione degli acquisti, con prossimi obiettivi i 47.500 punti. Al contrario segnali di debolezza si avrebbero solo con la violazione dei minimi dell'ultimo mese situati sui 45 mila punti.
Guardando al mercato americano, con gli indici di Wall Street in generale rialzo, da seguire quest'oggi le azioni HP. Dopo i conti riguardanti il primo trimestre 2025 e le indicazioni fornite dalla società per i mesi a venire, il titolo sta vivendo una seduta all'insegna della volatilità con le quotazioni che si sono portate sui minimi dall'ottobre 2020. Approfondiamo la notizia e vediamo il quadro grafico.
HP: ricavi trimestrali in aumento del 6,9%
La società dei personal computer, da poco orfana di Enrique Lores e momentaneamente guidata da Bruce Broussard, ha chiuso il primo trimestre fiscale con ricavi in aumento del 6,9% a 14,4 miliardi di dollari.
Nello specifico le vendite nel settore Personal Systems sono aumentate dell'11% a 10,3 miliardi di dollari. Il fatturato netto del segmento Consumer è aumentato del 16% e quello Commercial del 9%. Le unità totali sono aumentate del 12%, con le unità Consumer in crescita del 14% e le unità Commercial dell'11%.
Per quanto riguarda le vendite del settore stampa sono scese del 2% a 4,2 miliardi di dollari. Il segmento consumer è sceso dell'8%, mentre quello commerciale ha visto un calo del 3%. Performance negativa dell'1% anche per il settore forniture. Il totale delle unità hardware è sceso del 6%, con cali simili sia nel settore stampa consumer che in quello stampa commerciale.
L'utile netto è passato dai 700 milioni di dollari dell'anno precedente, agli attuali 800 milioni di dollari. In crescita del 9,4% è risultato l'utile per azione che si è attestato a 0,81 dollari, sopra il consenso posto a 0,77 dollari.
Nel corso della presentazione dei dati il management si è soffermato sulla crescita vicina al 100% dei prezzi di Dram e Nand, che riflettono la forte tensione sul lato dell'offerta. L'incremento è legato in larga parte alla priorità che viene data dai produttori di memoria alla domanda proveniente dal comparto AI.
Per attenuare l'impatto dei costi in aumento, HP ha attivato una serie di contromisure. Sul fronte approvvigionamenti ha siglato degli accordi di lungo periodo, per coprire il fabbisogno di memoria durante l'anno fiscale, qualificato nuovi fornitori e aumentato le scorte per le principali piattaforme.
Allo stesso tempo ha avviato misure di contenimento dei costi a livello aziendale e introdotto aumenti selettivi dei prezzi, per compensare parte dell'incremento dei costi dei componenti.
Su queste basi HP si è mostrata molto cauta per quanto riguarda la view sia sul trimestre in corso che sull'intero 2026. Nello specifico l'utile per azione del 2° trimestre fiscale dovrebbe attestarsi nel range 0,70-0,76 dollari, rispetto a un consensus di 0,74$.
Per quanto riguarda l'intero 2026 l'utile per azione è visto tra i 2,90-3,20 dollari contro il consensus di 3,12$. Per l'anno fiscale 2026 la società prevede di generare un flusso di cassa libero compreso tra 2,8 e 3,0 miliardi di dollari.
A livello generale la società ha dettodi aspettarsi che la volatilità dei prezzi dei chip di memoria persista anche l'anno prossimo e in questo scenario prevedere un crollo delle spedizioni di PC
Azioni HP: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni HP sulla Borsa americana. Con volumi già superiori alla media giornaliera mensile è una prima parte di seduta in leggero guadagno per il titolo HP che, con un guadagno dello 0,75%, si porta in direzione dei 18,3 dollari.
Con un'impostazione che su tutti i time frame è al ribasso, le attese sono di una continuazione del trend discendente. In questo caso i prossimi obiettivi sono situati sui 18 dollari e successivamente i minimi degli ultimi 5 anni in area 17,5 dollari.
Nel caso in cui anche questi supporti dovessero essere violati al ribasso, si avrebbe un ulteriore indebolimento del quadro grafico. I prossimi target sarebbero posti prima sui 17,25-17,2 dollari e a seguire la soglia dei 16 euro. In questo contesto eventuali rimbalzi che dovessero rimanere sotto i 20 dollari, potrebbero essere sfruttati per aprire posizioni ribassiste.
Al contrario il superamento delle aree sopra menzionate, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, dovrebbe aprire la strada a un recupero almeno nel breve periodo. In questo caso il primo obiettivo è posto sui 21 dollari, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 22,5 dollari.
Il superamento di questi ultimi livelli, che rappresentano i massimi degli ultimi 2 mesi, farebbe proseguire il recupero prima verso i 23 dollari a successivamente in direzione dei 25 dollari, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo. Sarà solo lasciandosi alle spalle tali aree che si avrebbe un ulteriore rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i top degli ultimi 3 mesi situati sui 26,5 dollari.
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