Le azioni europee continuano a viaggiare su livelli record. Questa settimana l’indice Stoxx Europe 600 ha toccato il suo massimo storico a 630 punti, aggiungendo ulteriori guadagni a quelli da inizio anno e al 17% messo a segno nel 2025. Nel 2026 le Borse europee hanno sovraperformato Wall Street grazie alla fuga degli investitori dalle Big Tech (e dai loro enormi piani di spesa sull’intelligenza artificiale), ai tassi di interesse mantenuti bassi dalla Banca Centrale Europea e agli ottimi risultati trimestrali delle aziende europee.
Tuttavia, le valutazioni cominciano a diventare elevate. Attualmente lo Stoxx 600 scambia a circa 16 volte i profitti attesi, a fronte di una media degli ultimi vent’anni pari a 13,3 volte. Il rischio di delusioni aumenta soprattutto in riferimento alla seconda parte dell’anno, poiché le aspettative sulla stagione delle trimestrali per quel periodo sono particolarmente positive.
"Continuiamo a vedere rischi legati alle aspettative di crescita degli utili a doppia cifra per il 2026, in particolare nella seconda parte dell’anno", ha dichiarato Roland Kaloyan, strategist di Societe Generale, che ha definito l’attuale stagione degli utili positiva ma non eccezionale. "Questo potrebbe spingere gli indici azionari leggermente al di sotto dei livelli attuali, soprattutto considerando che il mercato sta applicando multipli di valutazione elevati a queste aspettative".
Gerry Fowler, responsabile della strategia azionaria europea di UBS Group AG, ritiene che l’Europa sia "un mercato di forti divergenze, guidate da valuta, dazi, stimoli fiscali e dall’abilitazione, adozione e disruption legate all’intelligenza artificiale". In tale contesto, "i rialzi degli indici restano lenti a causa dell’ampia dispersione dei titoli, ma la pressione all’acquisto da parte degli investitori internazionali continua a sostenere le valutazioni".
Azioni europee: comprare o vendere?
Il dubbio che in questo momento alberga nella mente degli investitori è se le azioni europee abbiano o meno raggiunto il picco. Su questo aspetto emerge una certa inclinazione verso una risposta affermativa, secondo quanto riportato da un sondaggio di Bloomberg. Lo studio rileva che la media di 17 previsioni raccolte ritiene lo Stoxx Europe 600 ormai arrivato al capolinea, in quanto a corto di ulteriori catalizzatori in grado di sostenere il rally. In pochi si aspettano una grande correzione, ma dai livelli attuali il benchmark non dovrebbe salire ulteriormente.
La view maggiormente rialzista è quella di HSBC Holdings, che prevede una potenziale crescita dell’indice azionario europeo di quasi il 7%; sul fronte opposto, i maggiori ribassisti sono Bank of America e TFS Derivatives, che stimano una flessione di almeno il 10%.
"Le azioni europee hanno registrato un forte rally e si stanno rapidamente avvicinando al nostro target di fine anno, mentre le revisioni degli utili per azione continuano a essere negative, spinte dai titoli con maggiore esposizione internazionale", ha affermato Beata Manthey, responsabile della strategia azionaria globale ed europea di Citigroup. "Monitoriamo segnali di un’inversione diffusa degli EPS. Per ora, preferiamo nettamente i titoli domestici rispetto a quelli orientati ai mercati internazionali".
Christian Stocker, strategist di UniCredit, ha una visione nel complesso positiva, pur vedendo margini limitati per ulteriori rialzi nel 2026. L’esperto vede lo Stoxx Europe 600 a 630 punti, con un aumento degli utili di circa il 10% per le società, sostenuto da un graduale miglioramento della crescita del PIL in Europa.
"Ci aspettiamo le migliori performance nel 2026 da settori come materie prime di base, telecomunicazioni, chimica e beni industriali", ha detto. "Il settore tecnologico, invece, sarà probabilmente penalizzato dalle preoccupazioni legate alle distorsioni disruptive e avrà un andamento molto più selettivo rispetto agli ultimi due anni".