Tesla prova a riaccendere la domanda per il Cybertruck con una doppia mossa di prezzo negli Stati Uniti: debutta una nuova variante più accessibile e, allo stesso tempo, viene ridotto in modo significativo il listino della versione più potente, il Cyberbeast. La strategia riflette un contesto di mercato più competitivo e una domanda meno brillante rispetto alle attese iniziali.
La società guidata da Elon Musk ha fissato il prezzo del nuovo Cybertruck a doppio motore con trazione integrale a 59.990 dollari, rendendolo il modello più accessibile della gamma. Parallelamente, il prezzo del Cyberbeast è stato abbassato a 99.990 dollari, rispetto ai precedenti 114.990 dollari.
Tesla: addio al “Luxe Package” e riposizionamento della gamma
La riduzione di prezzo del Cyberbeast sembra accompagnarsi alla dismissione del cosiddetto “Luxe Package”, che includeva la Guida Autonoma Supervisionata e l’accesso gratuito alla rete di Supercharger. Il pacchetto era stato introdotto lo scorso agosto contestualmente a un aumento dei prezzi del pickup.
Il nuovo posizionamento suggerisce un cambio di impostazione: meno enfasi su bundle premium inclusi nel prezzo e maggiore attenzione all’accessibilità del prodotto base, in un momento in cui la sensibilità al prezzo appare determinante per sostenere i volumi.
Tesla: prezzi più bassi nel 2026 come leva strategica
I tagli di prezzo stanno diventando un elemento centrale della strategia Tesla per il 2026. L’obiettivo è ampliare la platea di potenziali acquirenti senza attendere il lancio di un nuovo modello di massa.
All’inizio del mese, l’azienda aveva già introdotto una nuova variante a trazione integrale del SUV più venduto, il Tesla Model Y, con un prezzo di 41.990 dollari, posizionata sopra la versione “Standard” a trazione posteriore, più economica. Queste mosse indicano una segmentazione più fine della gamma: più versioni intermedie per intercettare fasce di domanda diverse, in un contesto di rallentamento del mercato.
Veicoli elettrici USA: domanda in calo e pressione sui margini
Il mercato dei veicoli elettrici negli Stati Uniti ha mostrato segnali di rallentamento da settembre, quando l’amministrazione Trump ha posto fine ai crediti d’imposta federali da 7.500 dollari. A ciò si aggiunge una concorrenza globale sempre più intensa, che rende più difficile difendere quote di mercato senza intervenire sui prezzi.
Gli analisti sottolineano però un rischio: una maggiore incidenza di modelli a prezzo più contenuto potrebbe comprimere i margini, a meno che Tesla non riesca a compensare con riduzioni dei costi produttivi o con un incremento dei ricavi da software e servizi.
Nel frattempo, Musk ha annunciato che la produzione del SUV Model X e della berlina Model S sarà progressivamente terminata, liberando capacità produttiva nello stabilimento californiano per concentrarsi anche sullo sviluppo di robot umanoidi.
Azioni Tesla: cosa dice il Forecaster

Le azioni Tesla rimangono all’interno dell’ampia struttura laterale in atto da fine settembre scorso, che vede come supporto area 387 dollari e come resistenza area 470-500 dollari. La violazione della linea di tendenza che collega i massimi segnati da dicembre scorso, ora transitante a 420 dollari, muterebbe il quadro di brevissimo a favore dei compratori.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase di debolezza che potrebbe estendersi fino alla fine della seconda decade di marzo, seguita da una potenziale ripartenza al rialzo.


Il tool “Projection” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a un mese, evidenzia – nello scenario “best match” (linea blu) e “long” (linea verde) segnali contrastanti. Nello scenario “best match” il modello stima un ribasso fino in area 337 dollari, mentre lo scenario long un rialzo fino in zona 482 dollari, prima di un eventuale storno (PREVEDERE I MERCATI CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: la nuova funzionalità di Forecaster Terminal).

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