Il mancato accordo tra USA e Iran per cercare di porre fine al conflitto in Medio Oriente indebolisce le principali Borse europee, che inaugurano la nuova settimana sotto la parità. In questo contesto tornano a salire i prezzi del petrolio, mentre i listini asiatici si avviano a terminare le contrattazioni in ordine sparso.
Con il Nikkei che scende dello 0,2% corre invece il Kospi coreano che, grazie alla promozione arrivata da JP Morgan sul miglioramento del ciclo dei semiconduttori, chiude la giornata in rialzo del 4,7%. Con i futures statunitensi in calo dello 0,2%, il FTSE Mib apre la giornata in discesa dello 0,2% in area 49.200 punti.
Rispetto agli ultimi aggiornamenti non cambia la view sull'indice italiano, dove fondamentale rimane sempre la tenuta dei 49 mila punti. Dal punto di vista operativo, sopra questi livelli è probabile una ripresa degli acquisti, con un primo obiettivo i 49.500-49.550 punti e a seguire i 49.700-49.750 punti. Al contrario, segnali di indebolimento del trend rialzista si avrebbero solo con la perdita dei 47.130 punti, minimi delle ultime settimane e dove transita l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni che a Piazza Affari dovrebbero vedere una volatilità in aumento troviamo Diasorin, con il gruppo della diagnostica che ha comunicato i dati dei primi 3 mesi del 2026. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Diasorin: ricavi trimestrali in calo del 3%
La debole stagione influenzale ha impatto sui conti del primo trimestre di Diasorin, risultati in calo rispetto allo stesso periodo del 2025. Il gruppo della diagnostica ha chiuso il primo trimestre con ricavi in discesa del 3% a 287 milioni di euro.
Il settore immunodiagnostica è cresciuto dell'1% a 196 milioni di euro, la diagnostica molecolare è scesa del 12% a 48 milioni di euro, mentre il segmento Licensed Technologies ha registrato una contrazione del 7% a 42 milioni di euro.
Il Nord America ha visto vendite in calo del 5% 139 milioni di euro, l'Europa si è attestatasugli stessi livelli del 2025 a 108 milioni di euro, mentre il resto del Mondo ha registrato un calo del 3% a 40 milioni di euro. In calo del 5% a186 milioni di euro è risultato il margine lordo Adjusted, con un'incidenza sui ricavi del 65%.
L'Ebitda Adjusted è diminuito del 13% a 90 milioni di euro, con un'incidenza sui ricavi al 31%. In discesa del 17% l'Ebit Adjusted con un'incidenza sui ricavi al 23%. In questo contesto l'utile è diminuito del 25% a 49 milioni di euro.
Durante il primo trimestre l'indebitamento è passato da -580 milioni di euro a -711 milioni di euro, mentre il Free Cash Flow è sceso del 23% a 32 milioni di euro.
Durante la presentazione dei dati trimestrali il management ha confermato la guidance sul 2026. I ricavi dovrebbero crescere tra il 5%-6%, mentre l'Ebitda Adjusted Margn collocarsi tra il 32%-33%. Da sottolineare che questi numeri non tengono conto di potenziali impatti negativi provenienti dal conflitto in Medio Oriente.
Azioni Diasorin: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a scoprire cosa ci suggerisce l'analisi tecnica nel breve e medio periodo sulle azioni Diasorin. Nonostante la debolezza registrata nella seduta di venerdì scorso è stata una settimana all'insegna del rimbalzo per il titolo Diasorin che, con un guadagno di quasi il 9%, ha chiuso le contrattazioni a 63,2 euro.
Con un'impostazione primaria che rimane però confermata al ribasso, nel breve periodo la tenuta dei 63 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che la trendline discendente partita dai massimi di febbraio 2026, dovrebbe favorire una continuazione del recupero.
In questo caso il prossimo target sarebbe posto a 65 euro, top della passata settimana, e a seguire i 67,5-68 euro.
Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere messe alle spalle dovremmo assistere a una continuazione degli acquisti con prossimi obiettivi i 70 euro e successivamente i 71,5 euro.
Il superamento di questi ultimi livelli, dove transita la media mobile di lungo periodo, andrebbe a rafforzare il quadro grafico di medio periodo con possibili allunghi verso i 75 euro e a seguire i top del 2026 posti sui 77 euro.
Al contrario la discesa dei corsi sotto i 62 euro dovrebbe aprire la strada a una nuova fase correttiva.
Il primo obiettivo ribassista sarebbe situato sui 60 euro e a seguire i 58,5 euro. La perdita di questi sostegni dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, dovrebbe far proseguire la discesa verso i 56 euro e a seguire i minimi degli ultimi 9 anni a 52,34 euro.
Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi livelli si avrebbe un ulteriore indebolimento della struttura grafica, con prossimi target situati sulla soglia dei 50 euro.
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