Le azioni del lusso terminano la settimana in grande spolvero, con guadagni diffusi fino a circa il 5%. Gli investitori hanno acquistato massicciamente i titoli dei leader europei del settore, come LVMH, Kering e Hermès. A dare impulso alle quotazioni è stata l'aspettativa che la guerra in Iran sia ormai vicina alla conclusione.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato sui social di aver raggiunto "un grande accordo" tra le parti per porre fine al conflitto, precisando però che si attende ancora la "finalizzazione dei documenti".
L'intesa include l'impegno di Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz, il canale strategico del Golfo attraverso il quale transita circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas. La sua chiusura ha provocato uno shock energetico tale da minacciare seriamente l'economia globale.
Cosa ha rappresentato la guerra
La guerra è stata una pesante battuta d'arresto per il settore del lusso, che stava lentamente riprendendosi dopo anni di rallentamento. Con lo scoppio delle ostilità, a fine febbraio 2026, uno dei principali motori di crescita delle aziende del comparto, il Medio Oriente, è venuto meno. Questo nonostante la regione rappresenti mediamente una quota relativamente contenuta del fatturato complessivo del settore.
Il problema è che il rallentamento delle attività nell'area mediorientale si è accompagnato ad altri due fattori negativi generati proprio dal conflitto. Da un lato, si è registrata una riduzione dei flussi turistici, con una conseguente diminuzione della spesa per beni di lusso da parte dei visitatori provenienti dalla regione. Dall'altro, la guerra ha aumentato l'incertezza sulle prospettive economiche globali, inducendo molti consumatori a rinviare gli acquisti di beni discrezionali.
Ad aprile, il presidente e amministratore delegato di LVMH, Bernard Arnault, aveva avvertito del rischio di "una catastrofe per l'economia mondiale" qualora il conflitto in Medio Oriente non fosse stato risolto in tempi brevi. Nello stesso periodo, il gruppo francese aveva comunicato che la guerra tra Stati Uniti e Iran aveva dimezzato la crescita organica trimestrale, vanificando in larga parte i miglioramenti operativi registrati fino a quel momento.
Ci sarà un rally delle azioni del lusso?
Con la guerra in via di risoluzione, molti si chiedono se le azioni del lusso possano riprendere il percorso rialzista interrotto a fine febbraio. Nei prossimi giorni sarà importante capire se l'ultimo sprint in Borsa sia stato il risultato di un semplice rimbalzo tecnico oppure se poggi su fondamenta sufficientemente solide da sostenere un trend più duraturo.
Berenberg mantiene una visione prudente sul settore e ha tagliato in modo significativo i target price di LVMH, Hermès e Kering. La banca ritiene che il lusso europeo difficilmente tornerà ai tassi di crescita storici del 6-7% annuo e prevede una crescita strutturale più vicina al 3-4%, a causa della debolezza della domanda cinese e del rallentamento dei consumatori cosiddetti "aspirazionali".