Il calo del prezzo del petrolio, e conseguentemente una minor pressione su prospettive inflattive e tassi di interesse, continua a sostenere la propensione al rischio degli investitori in questo inizio di ottava.
Con il proseguimento degli acquisti in Asia, dove il Kospi grazie al sostegno dei titoli tech ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,38%, partono in territorio positivo anche i principali indici di Borsa del Vecchio Continente.
Con i futures di Wall Street che si muovono nei pressi della parità, il FTSE Mib apre la seduta in rialzo dello 0,3% nei pressi dei 52.500 punti.
Con un quadro grafico che è tornato a rafforzarsi sull'indice italiano, il superamento delle aree sopra menzionate dovrebbe favorire ulteriori allunghi. I prossimi target sarebbero posti a 52.750-52.800 punti e successivamente la soglia dei 53 mila punti.
Tra le azioni da seguire oggi a Piazza Affari troviamo Azimut, grazie anche a una nuova operazione messa in campo dal Gruppo negli Stati Uniti. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.
Azimut sale al 100% di KCM
Il Gruppo guidato da Pietro Giuliani ha comunicato di aver raggiunto tramite la controllata statunitense Azimut US Holding, un accordo per salire al 100% di Kennedy Capital Management.
L'operazione segue l'investimento iniziale del 35% effettuato il 16 novembre del 2022 e il successivo consolidamento nel febbraio 2025 e conferma l'importanza del mercato americano nella strategia di sviluppo della società. Il closing dell'operazione è atteso entro la fine dell'anno in corso.
Kennedy Capital Management, nata nel 1980, è una boutique di investimento specializzata nella gestione di prodotti azionari statunitensi a piccola e media capitalizzazione e gestisce a oggi circa 5 miliardi di dollari di AUM.
La società gestisce anche portafogli dedicati alla responsabilità sociale, forte di un'esperienza ultraventennale in questo campo.
Con l'acquisizione da parte di Azimut, KCM continuerà a operare come boutique di investimento all'interno di Azimut NSI. Quest'ultima è una piattaforma integrata di asset management e distribuzione nata in seguito all'acquisizione di North Square Investments nel 2025.
Dal suo consolidamento a inizio 2026, Azimut NSI ha visto le proprie masse in gestione crescere rapidamente, passando dagli iniziali 18,3 miliardi di dollari a superare i 20 miliardi di dollari.
Oltre a essere presente nell’Asset Management tradizionale, il Gruppo guidato da Pietro Giuliani è presente oltreoceano anche nel Wealth Management, attraverso la sua partecipazione in Sanctuary Wealth, e negli investimenti Alternativi, tramite Azimut Alternative Capital Partners.
Azioni Azimut: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora ad analizzare la situazione tecnica e grafica presente sulle azioni Azimut e quali sono le prospettive nel breve e medio termine. Con volumi leggermente superiori alla media giornaliera mensile è stato un inizio di settimana positivo per il titolo che, con un guadagno dell'1,36%, ha chiuso sui massimi assoluti a 39,58 euro.
Con un quadro grafico in deciso rafforzamento, scopriamo i vari scenari che si potrebbero delineare nel corso delle prossime giornate.
Scenario rialzista
Con tutti gli indicatori di forza che sono impostati al rialzo, le attese sul titolo Azimut sono di una continuazione del trend ascendente. In questo caso il prossimo obiettivo sarebbe situato a 41 euro e a seguire la soglia dei 42 euro.
Nell'evetualità che tali aree dovessero essere lasciate alle spalle, si assisterebbe a ulteriori apprezzamenti dapprima sui 43,5 euro e successivamente verso i 45 euro.
In questo contesto eventuali prese di beneficio verso i 37,40 euro, dove transita l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Scenario ribassista
Per contro la perdita delle aree sopra menzionate, dovrebbe innescare nel breve termine una fase correttiva più marcata. Inizialmente il primo target ribassista sarebbe posto sui 36,5 euro, dove transita la trendline ascendente che parte dai minimi di marzo 2026.
La violazione di questi sostegni andrebbe poi a mettere sotto pressione la media mobile di lungo periodo che transita a 35,98 euro.
La discesa sotto tali aree indebolirebbe la struttura grafica di medio periodo, con prossimi obiettivi i 34,42 euro e successivamente il bottom degli ultimi 6 mesi in area 33,18 euro.
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