Apple avrebbe iniziato a testare i chip di memoria DRAM prodotti da ChangXin Memory Technologies (CXMT) destinati ai dispositivi venduti sul mercato cinese. La notizia, riportata dal Financial Times citando persone vicine alla vicenda, rappresenta un possibile cambiamento nella strategia della società di Apple rispetto alla propria catena di approvvigionamento.
L’azienda starebbe inoltre facendo pressione sul governo degli Stati Uniti per ottenere il permesso di utilizzare più ampiamente i prodotti CXMT. La scelta arriva in un momento particolarmente delicato, in cui il settore dei semiconduttori è diventato uno dei principali terreni di confronto tra Washington e Pechino.
L’obiettivo di Apple sarebbe quello di garantire maggiore flessibilità produttiva per i dispositivi destinati alla Cina, uno dei suoi mercati più importanti al mondo.
Apple e CXMT: nodo geopolitico per Washington e Pechino
Il possibile coinvolgimento di CXMT nella filiera Apple si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Cina sulla tecnologia avanzata. Negli ultimi anni Washington ha introdotto diverse restrizioni per limitare lo sviluppo cinese nei semiconduttori e nell’intelligenza artificiale, considerate aree strategiche per la sicurezza nazionale.
CXMT è sostenuta dallo Stato cinese ed è considerata una delle aziende chiave nel progetto di Pechino per costruire una catena di approvvigionamento tecnologica più autonoma.
Secondo il Financial Times, la società potrebbe diventare una delle aziende tecnologiche più redditizie tra quelle destinate alla quotazione sulla borsa di Shanghai, con un’offerta pubblica iniziale che potrebbe raccogliere almeno 29,5 miliardi di yuan, circa 4,3 miliardi di dollari.
CXMT punta a sfidare i giganti globali della memoria
Nel mercato delle memorie DRAM, CXMT sta rapidamente aumentando la propria presenza internazionale. Secondo i dati citati da SemiAnalysis, l’azienda cinese è oggi il quarto produttore mondiale di DRAM e potrebbe raggiungere una quota di mercato del 15% entro il 2028, rispetto a circa l’11% dell’anno precedente.
La crescita sarà sostenuta dall’apertura di nuove linee produttive nelle città cinesi di Hefei, Shanghai e Pechino. Il settore delle DRAM è dominato attualmente da tre grandi concorrenti internazionali: Samsung Electronics, SK hynix e Micron Technology. L’espansione di CXMT rappresenta quindi una potenziale modifica degli equilibri in un mercato finora controllato soprattutto da aziende sudcoreane e statunitensi.
Apple e Cina: il precedente del 2022 e le preoccupazioni negli USA
Il rapporto tra Apple e i fornitori cinesi di memoria non è privo di precedenti controversi. Nel 2022 l’azienda aveva già ricevuto forti critiche da alcuni esponenti politici statunitensi dopo aver valutato la possibilità di collaborare con produttori cinesi di chip di memoria. Tra coloro che avevano espresso preoccupazione c’era anche Marco Rubio, oggi Segretario di Stato USA.
Secondo il Financial Times, almeno 15 azionisti statali cinesi detengono complessivamente il 36% di CXMT, mentre numerosi fondi privati della società ricevono finanziamenti indiretti da investitori collegati allo Stato. Questo legame con il governo cinese è uno degli elementi che alimentano i timori di Washington sull’utilizzo di tecnologie considerate strategiche.
Cina e chip: timore di una nuova guerra dei prezzi nei semiconduttori
L’espansione di CXMT non dovrebbe però provocare nell’immediato un’ondata di chip DRAM a basso costo sul mercato globale. Secondo Ray Wang, analista delle memorie presso SemiAnalysis, gran parte della produzione futura dell’azienda cinese sarebbe già stata assegnata a clienti specifici.
Tuttavia, gli operatori del settore guardano con attenzione alla crescita della capacità produttiva cinese. Il timore è che possa ripetersi uno scenario simile a quello osservato in altri comparti industriali, come i pannelli solari e i veicoli elettrici, dove il forte sostegno statale alla produzione cinese ha portato nel tempo a una riduzione dei prezzi globali e a una pressione significativa sui concorrenti stranieri.
Per il mercato dei semiconduttori, questa prospettiva potrebbe trasformare CXMT da semplice nuovo concorrente a protagonista della competizione globale.
Apple-Broadcom: accordo da 30 miliardi per rafforzare produzione chip negli USA
Parallelamente ai test sui chip di memoria cinesi di CXMT, Apple ha annunciato un importante investimento negli Stati Uniti, ampliando la partnership con Broadcom attraverso un accordo pluriennale del valore di oltre 30 miliardi di dollari.
L'intesa prevede la produzione di oltre 15 miliardi di chip realizzati negli USA e un'espansione da 1,5 miliardi di dollari dello stabilimento Broadcom di Fort Collins, in Colorado. I nuovi componenti saranno destinati alle future generazioni di dispositivi Apple e comprenderanno chip personalizzati per la connettività cellulare, Wi-Fi e Bluetooth, oltre ad ASIC utilizzati anche per applicazioni di intelligenza artificiale.
L'operazione rappresenta il più grande impegno manifatturiero di Apple negli Stati Uniti e si inserisce nel piano di investimenti da 600 miliardi di dollari annunciato nel 2025 per rafforzare la filiera nazionale dei semiconduttori. L'annuncio evidenzia come Apple stia perseguendo una strategia di diversificazione della supply chain, investendo contemporaneamente nella produzione domestica americana e valutando nuovi fornitori per il mercato cinese.
Azioni Apple: le indicazioni del Forecaster

Le azioni Apple restano impostate al rialzo nel breve termine, dopo il forte rimbalzo registrato nelle ultime settimane dopo il test di area 274 dollari. I prezzi ieri hanno stornato dopo aver quasi raggiunto la resistenza a 317 dollari e un proseguimento del ritracciamento potrebbe consentire l’implementazione di strategie in linea con la tendenza di breve.
Per quanto riguarda la stagionalità - analizzata con la piattaforma Forecaster - gli archi temporali selezionati mostrano una possibile fase rialzista fino a intorno il 20 luglio, seguita da una possibile fase ribassista che potrebbe estendersi fino a metà agosto.


Il tool “Pattern” della piattaforma Forecaster, con orizzonte temporale a 1 mese, evidenzia nello scenario “long” (linea verde) dapprima un possibile arrivo in area 295 dollari e successivamente un rimbalzo verso zona 342 dollari, prima di un eventuale storno. Nello scenario “best match” (linea blu), il tool stima invece un possibile ribasso significativo verso area 243 dollari, prima di un eventuale rimbalzo (Qui trovi una serie di Tutorial su Forecaster Terminal).

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