Le azioni SpaceX sono sotto i riflettori oggi a Wall Street, poiché la società spaziale americana entrerà ufficialmente nell'indice Nasdaq 100. Si tratta di un ingresso record, avvenuto a poche settimane da quella che è stata la più grande IPO della storia, con una raccolta di 85,7 miliardi di dollari. Le nuove regole del Nasdaq, introdotte quest'anno, consentono alle società appena quotate di entrare più rapidamente nell'indice rispetto al passato.
Lo scorso mese anche FTSE Russell ha inserito il titolo nei propri indici azionari statunitensi, consentendo a fondi come iShares Russell 1000 ETF di offrire già esposizione alle azioni del colosso fondato e guidato da Elon Musk.
Diversa, invece, la posizione di S&P Global, che a giugno ha deciso di non introdurre una procedura accelerata. Ciò significa che SpaceX dovrà attendere almeno un anno prima di essere inclusa nell'indice azionario più seguito al mondo.
SpaceX: perché è importante l'inclusione nel Nasdaq 100
Il Nasdaq 100 è il principale indice tecnologico del mondo e farne parte equivale a beneficiare di un potenziale flusso di miliardi di dollari di acquisti passivi. In sostanza, i fondi indicizzati e gli ETF che replicano il Nasdaq 100 dovranno acquistare le azioni SpaceX per adeguare la composizione dei propri portafogli a quella dell'indice. Inoltre, anche i gestori attivi che seguono da vicino il benchmark potrebbero effettuare un ribilanciamento che tenga conto della presenza di SpaceX nel benchmark tecnologico. JP Morgan Chase stima che l'inclusione nel Nasdaq 100 potrebbe generare circa 4,3 miliardi di dollari di afflussi passivi.
SpaceX: cosa aspettarsi per il titolo in Borsa
Tutto questo scatenerà un'impennata del titolo? Nelle contrattazioni pre-market a Wall Street, le azioni SpaceX cedono lo 0,60% al momento in cui si scrive. Da quando è diventata una società quotata, SpaceX ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di circa 2.100 miliardi di dollari e il titolo guadagna circa il 19% rispetto al prezzo di collocamento di 135 dollari, sebbene in un contesto caratterizzato da elevata volatilità.
Gli investitori puntano sul fatto che SpaceX possa diventare un grande fornitore di infrastrutture per l'intelligenza artificiale, anche grazie al progetto di costruire data center nello spazio. Inoltre, il mercato scommette sul potenziale di crescita di Starlink, la costellazione di satelliti che fornisce connettività Internet a livello globale.
Tuttavia, al momento l'azienda è ancora in perdita, poiché gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale e nello sviluppo dei razzi riutilizzabili stanno assorbendo molta liquidità.
CFRA, società indipendente di ricerca e analisi finanziaria, consiglia di vendere le azioni SpaceX, ritenendo che la valutazione attuale dell'azienda "dipenda sempre più da iniziative ancora non dimostrate". Gli analisti di Morningstar, invece, stimano il valore intrinseco della società in circa 780 miliardi di dollari, citando le incertezze legate alle attività nel campo dell'intelligenza artificiale.
Una notizia molto importante per il titolo è la fine del cosiddetto "quiet period", ossia il periodo di silenzio imposto alle banche d'affari che hanno curato l'IPO. Da oggi gli analisti di Goldman Sachs, Morgan Stanley, BofA Securities e JPMorgan Chase possono pubblicare i propri report assegnando una valutazione alla società.
Sia Morgan Stanley sia Goldman Sachs hanno già avviato la copertura del titolo con il giudizio più positivo. Morgan Stanley ha definito SpaceX "l'ultima frontiera dell'intelligenza artificiale", mentre Goldman Sachs ha affermato che la società è "ben posizionata per ampliare i propri vantaggi competitivi nei settori dello spazio, della connettività e dell'intelligenza artificiale".
Quanto l'IPO di SpaceX è stata importante per le banche
La maxi IPO di SpaceX potrebbe aver avuto un impatto molto rilevante anche sui risultati delle grandi banche statunitensi, in particolare attraverso l'attività di trading. La quotazione in Borsa ha infatti aumentato i volumi di negoziazione tra gli operatori di mercato, facendo crescere le commissioni incassate dagli intermediari finanziari.
La prova sarà la prossima settimana, quando le principali banche statunitensi pubblicheranno i risultati trimestrali. Cinque dei sei maggiori istituti americani - JP Morgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo e Goldman Sachs - presenteranno i conti il 14 luglio. Morgan Stanley, invece, scenderà in campo il 15 luglio.
"Ci aspettiamo che i ricavi delle attività di mercato aumentino di almeno il 15% su base annua per le principali banche globali", ha dichiarato Angad Chhatwal, responsabile del fixed income, valute e materie prime (FICC) di Coalition Greenwich.
Secondo Jamie Vickers, responsabile della ricerca azionaria di Coalition Greenwich, "l'IPO di SpaceX avrà generato ricavi significativi sia per le divisioni di investment banking sia per alcune attività di cash equity nel corso del trimestre".
Tuttavia, Sean Dunlop, analista di Morningstar, ha avvertito che, pur rimanendo su livelli elevati, i ricavi da trading del secondo trimestre potrebbero rallentare rispetto al primo, quando la volatilità dei mercati era stata eccezionalmente elevata a causa dello shock iniziale provocato dalla guerra in Medio Oriente.
Al di là dell'attività di trading, i giganti di Wall Street hanno incassato commissioni molto consistenti grazie al collocamento dell'IPO di SpaceX. Secondo quanto riportato da Reuters, le banche che hanno curato la quotazione hanno percepito commissioni complessive per circa 500 milioni di dollari.