AI e semiconduttori: perché rally delle memorie spaventa alcuni fondi | Investire.biz

AI e semiconduttori: perché rally delle memorie spaventa alcuni fondi

27 mag 2026 - 07:00

Il boom dell’AI spinge i titoli memory, ma gli investitori avvertono: il settore resta ciclico e vulnerabile a brusche inversioni

Il boom dell’intelligenza artificiale continua a sostenere con forza il settore dei chip di memoria, ma cresce il numero di investitori che invita alla prudenza. Nonostante il mercato scommetta su una trasformazione strutturale dell’industria, diversi gestori ritengono che il comparto resti ancora fortemente esposto ai tradizionali cicli di boom e bust tipici del settore semiconduttori.

Negli ultimi mesi, la domanda legata all’AI generativa e ai large language model ha spinto le quotazioni dei principali produttori di memorie ad alte prestazioni, soprattutto nel segmento HBM (High Bandwidth Memory), utilizzato nei data center dedicati all’intelligenza artificiale.

 

Rally record per i produttori di memorie AI

Dal lancio di ChatGPT a fine 2022, il comparto memory è entrato in una nuova fase espansiva grazie all’aumento della domanda di infrastrutture AI. Tra i principali beneficiari figurano le coreane Samsung Electronics e SK Hynix, leader nella produzione di chip HBM. Nel 2026 i due titoli hanno registrato rialzi rispettivamente del 114% e del 186%.

Negli Stati Uniti, anche Micron Technology e SanDisk hanno mostrato performance molto forti, con guadagni superiori al 140% da inizio anno. Il mercato continua a premiare le società maggiormente esposte alla crescita dei data center AI, sostenute da una domanda che al momento supera l’offerta disponibile.

 

Settore memoria: il mercato scommette sulla fine della ciclicità

Una parte degli investitori ritiene che il settore abbia superato il tradizionale modello ciclico che storicamente ha caratterizzato il business delle memorie, spesso soggetto a forti oscillazioni tra eccesso di domanda ed eccesso di offerta. Secondo questa visione, l’intelligenza artificiale starebbe creando una carenza strutturale di chip avanzati, destinata a sostenere prezzi e margini elevati per diversi anni.

Tuttavia, non tutti condividono questo scenario. William de Gale, portfolio manager di BlueBox Asset Management, ha sottolineato come il settore abbia storicamente attraversato “enormi alti e bassi”, avvertendo che ogni volta che il mercato sostiene che “il ciclo delle memorie è finito”, spesso poco dopo emerge una nuova fase di debolezza.

 

Settore memoria: nuove tecnologie potrebbero ridurre la domanda

A preoccupare gli investitori sono anche i progressi tecnologici che potrebbero ridurre il fabbisogno di memoria nei sistemi AI. A marzo Alphabet-Google ha presentato TurboQuant, una nuova tecnologia di compressione che, secondo la società, consentirebbe di ridurre fino a sei volte la quantità di memoria necessaria per eseguire modelli linguistici avanzati.

Se queste soluzioni dovessero diffondersi rapidamente, la domanda di chip HBM potrebbe rallentare rispetto alle attese attualmente incorporate nelle valutazioni di mercato. Secondo Deutsche Bank, gli investitori devono prepararsi a “continue disruption legate all’AI”, sottolineando come l’annuncio di TurboQuant abbia già provocato forti correzioni nei titoli del comparto memory.

 

Valutazioni elevate e rischio correzione

Molti gestori ritengono che le attuali quotazioni incorporino aspettative molto aggressive sulla crescita futura del settore. Jon Cunliffe, head of investment office di JM Finn, ha evidenziato che nei prossimi anni la capacità produttiva potrebbe aumentare in modo significativo, soprattutto se la crescita della domanda AI dovesse normalizzarsi.

Secondo l’analista, le attuali valutazioni presuppongono che: i prezzi delle memorie restino elevati a lungo, le aziende mantengano disciplina sugli investimenti, i margini rimangano strutturalmente superiori rispetto al passato. Uno scenario che il mercato considera possibile, ma che resta esposto a rischi di esecuzione e a eventuali rallentamenti della domanda.

 

Corea del Sud particolarmente esposta al settore memory

Il rally dei produttori di memorie sta avendo un impatto significativo anche sul mercato azionario coreano. Samsung Electronics e SK Hynix rappresentano infatti oltre il 50% dell’indice Kospi, aumentando la dipendenza della Borsa sudcoreana dall’andamento del settore semiconduttori.

Alcuni strategist iniziano quindi a suggerire una maggiore diversificazione geografica dei portafogli. Steve Brice, CIO globale di Standard Chartered, ha dichiarato che l’ottimismo sulle azioni coreane potrebbe avvicinarsi a un picco nel breve termine.

Nonostante questo, diverse banche d’investimento continuano a mantenere una view positiva sul comparto. Nomura, ad esempio, stima ulteriori rialzi nei prossimi 12 mesi sia per Samsung sia per SK Hynix, sostenuti dalla continua espansione degli investimenti globali nell’intelligenza artificiale.

 

 

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