Il rally delle azioni Nokia sembra inarrestabile. Solo quest'anno il titolo della società finlandese ha guadagnato oltre il 140%, mentre negli ultimi tre anni ha più che triplicato il suo valore. Attualmente si trova ai livelli più alti dal 2008. Di conseguenza, sono cambiati radicalmente anche i multipli. Oggi il rapporto price/earnings a 12 mesi di Nokia è pari a 36 volte, più del doppio rispetto alle circa 17 volte di inizio 2026.
Che cosa ha generato questa metamorfosi nel modo in cui il mercato valuta le azioni? L'entusiasmo attorno alla società di telecomunicazioni è esploso dopo l'acquisizione, avvenuta nel 2024, di Infinera, azienda specializzata in reti ottiche e tecnologie per la trasmissione ad alta velocità dei dati nei data center e nelle telecomunicazioni.
Le azioni Infinera volano a Wall Street, Nokia acquista la società
Questo business è strettamente legato ai temi del momento: cloud e intelligenza artificiale. Gli investitori sono alla ricerca di titoli di aziende che producono componenti ottici o che, più in generale, abbiano esposizione all'AI, come dimostra il forte rally registrato quest'anno da Lumentum Holdings e Coherent negli Stati Uniti, e da Soitec e Aixtron in Europa.
Nokia: un'azienda in trasformazione?
Fino a pochi anni fa, Nokia era il simbolo di un settore, quello dei vecchi cellulari, in totale declino. L'avvento degli smartphone ha fatto crollare le azioni Nokia, che dal picco raggiunto a inizio millennio hanno perso circa l'80% del loro valore.
Nel 2014, l'azienda ha compiuto un passo decisivo, vendendo l'attività dei telefonini a Microsoft e concentrandosi sulle infrastrutture per telecomunicazioni, in particolare sullo sviluppo delle reti 5G in molti Paesi. Tuttavia, il settore è visto in crescita lenta per i prossimi dieci anni, motivo per cui l'azienda sta cercando di rafforzarsi nei segmenti con maggior potenziale di espansione.
L'acquisizione di Infinera ha aiutato Nokia a consolidare il proprio posizionamento nel networking ottico, proprio mentre il crescente utilizzo degli strumenti AI richiede una trasmissione dati più rapida ed efficiente. Nel primo trimestre, le vendite di Nokia legate all'intelligenza artificiale hanno registrato un balzo del 49% su base annua, segnale evidente che l'azienda ha imboccato una direzione promettente.
Il punto, però, è che il business legato ad AI e cloud ha rappresentato appena l'8% delle vendite del gruppo nei primi tre mesi dell'anno. Questo alimenta dubbi sul fatto che la crescita futura dell'azienda possa giustificare gli attuali prezzi di Borsa. "La vera domanda interessante è se ci sarà una seconda fase del rialzo", ha affermato Amanda Lyons, responsabile della ricerca presso Energy Group Capital.
Azioni Nokia: cosa stanno vedendo gli investitori
La storia di Nokia è interessante perché mette insieme tre elementi da non trascurare: profitti in calo nell'ultimo anno, fondamentali discreti e un'azione in forte rialzo.
Nel 2025 Nokia ha registrato un netto peggioramento della redditività, con un utile operativo crollato di un terzo su base annua e l'utile netto praticamente dimezzato. Tuttavia, alcune precisazioni sono necessarie.
Una parte significativa delle perdite è derivata dalla debolezza del dollaro statunitense nei confronti dell'euro. Nokia realizza infatti molti ricavi in dollari e ha subito un effetto cambio negativo nel momento in cui ha convertito i profitti in euro.
Il business Mobile Networks è risultato più debole, con alcuni contratti e riconoscimenti di ricavi meno favorevoli rispetto al 2024. Inoltre, l'integrazione con Infinera ha comportato maggiori spese in ricerca e sviluppo, costi amministrativi, oneri di ristrutturazione e investimenti strategici.
Al di là di tutto, la Borsa guarda avanti. Da un lato, il mercato ritiene che il ciclo delle telecomunicazioni abbia raggiunto il punto più basso e sia pronto a invertire la rotta. Dall'altro, sta iniziando a valorizzare Nokia come fornitore di infrastrutture AI, capace di beneficiare del boom della nuova tecnologia.
Gli analisti di Morgan Stanley ritengono che sia più corretto adottare un approccio che attribuisca "maggiore peso ai flussi di cassa futuri". Viceversa, fissare target price basandosi principalmente sugli utili del prossimo anno "rischia di far perdere di vista il quadro generale, qualora la domanda legata all'AI dovesse sostenere la crescita nel lungo periodo", hanno aggiunto.
Sondre Solvoll Bakketun, portfolio manager di Skagen Vekst, è invece molto più cauto. A suo avviso, la componente AI del business è già prezzata per una forte crescita. Il rischio, quindi, è che "nel tempo il mercato finisca in eccesso di offerta, come accaduto in altri cicli di investimenti del passato".
Alla luce di tutto ciò, "come investitori fondamentali, vediamo un rapporto rischio/rendimento meno interessante ai prezzi attuali del titolo e abbiamo ridotto significativamente la nostra posizione negli ultimi mesi", ha concluso.