Nvidia, Microsoft, Meta, Palantir e altre 21 società tecnologiche statunitensi hanno chiesto ai policymaker di evitare “restrizioni premature” sui modelli di AI open-weight, sostenendo che misure troppo stringenti potrebbero frenare la concorrenza e spingere l’innovazione fuori dagli Stati Uniti.
I modelli open-weight possono essere scaricati, modificati e utilizzati dagli utenti sulla propria infrastruttura, a differenza dei sistemi proprietari e chiusi sviluppati da società come OpenAI e Anthropic. Secondo le aziende firmatarie, limitare questa tecnologia rischierebbe di concentrare le capacità avanzate di AI nelle mani di pochi operatori. La diffusione di modelli open-weight, al contrario, favorirebbe una maggiore competizione e permetterebbe di distribuire più ampiamente i benefici dell’AI.
AI: cosa sono i modelli open-weight
I modelli open-weight sono sistemi di AI i cui pesi, cioè i parametri che ne determinano il funzionamento, vengono resi disponibili agli utenti. Possono quindi essere scaricati, eseguiti su infrastrutture proprie e adattati alle esigenze di aziende e sviluppatori, a differenza dei modelli proprietari accessibili principalmente tramite piattaforme o API.
L’apertura dei pesi favorisce concorrenza, innovazione e maggiore controllo sulla tecnologia, ma può anche aumentare i rischi di utilizzi impropri. Inoltre, open-weight non significa necessariamente open source: codice, dati di addestramento e licenze possono restare soggetti a restrizioni.
AI open-weight: il confronto con la Cina
La questione è diventata particolarmente delicata per gli Stati Uniti alla luce dei progressi dei modelli open-weight cinesi. Tra questi figura Kimi K3, sviluppato dalla startup Moonshot AI, che secondo alcune metriche di settore ha superato modelli statunitensi avanzati. Il risultato ha alimentato il dibattito sull’opportunità di limitare negli USA l’accesso ai modelli cinesi, anche alla luce dei timori relativi alla possibile sottrazione di proprietà intellettuale americana.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che l’amministrazione Trump valuterà se società cinesi abbiano utilizzato illegalmente proprietà intellettuale statunitense, mentre il consigliere della Casa Bianca Michael Kratsios ha accusato Moonshot AI di aver sviluppato Kimi K3 attraverso la distillazione della tecnologia di Anthropic. La distillazione consiste nell’utilizzare gli output di un modello più potente per addestrarne uno più piccolo.
AI open-weight, le aziende: sì all’apertura, ma contro gli abusi
Le società firmatarie non chiedono però di ignorare i rischi legati alla tecnologia. Nella lettera sostengono che eventuali pratiche illegali di distillazione dovrebbero essere affrontate attraverso strumenti legali e commerciali mirati, evitando restrizioni generalizzate su tecniche considerate importanti per l’innovazione nel settore.
Il gruppo mette inoltre in discussione l’idea che i modelli proprietari siano necessariamente più sicuri. Secondo le aziende, anche i sistemi chiusi possono essere violati, utilizzati impropriamente o presentare problemi difficili da individuare dall’esterno. Concentrare le capacità avanzate di AI in pochi modelli proprietari potrebbe quindi, a loro giudizio, aumentare anziché ridurre alcuni rischi.
AI open-weight: OpenAI e Anthropic restano fuori
Tra i firmatari non figurano OpenAI e Anthropic, due delle principali società statunitensi impegnate nello sviluppo di modelli proprietari e attualmente valutate quasi 1.000 miliardi di dollari. Entrambe si stanno inoltre preparando a possibili IPO, che potrebbero arrivare già quest’anno.
OpenAI ha comunque assunto una posizione meno distante da quella espressa nella lettera. Il presidente Greg Brockman ha sottolineato l’importanza di democratizzare l’accesso all’AI, mentre il CEO Sam Altman ha affermato di voler vedere gli Stati Uniti prevalere sia nel segmento open-weight sia in quello dei modelli proprietari.
AI open-weight: il nodo della sicurezza
Il dibattito resta comunque complesso. Un episodio recente ha mostrato infatti come i modelli open-weight possano avere anche applicazioni difensive. Hugging Face ha utilizzato un modello open-weight cinese di Z.ai per contenere un attacco informatico condotto da modelli di OpenAI.
Secondo la società, un precedente tentativo con un modello di Anthropic non aveva funzionato perché i suoi sistemi di sicurezza non avevano riconosciuto che il modello veniva utilizzato per difendersi dall’attacco.
La vicenda alimenta così una delle principali argomentazioni a favore dell’accesso aperto: la possibilità di modificare e utilizzare autonomamente i modelli può consentire anche a soggetti esterni di sviluppare rapidamente applicazioni di sicurezza e nuove soluzioni.
USA e Cina: la sfida per la leadership AI
La contrapposizione tra modelli open-weight e proprietari si inserisce quindi nella più ampia competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Le aziende firmatarie sostengono che la leadership americana non dovrebbe essere misurata esclusivamente sulla capacità di sviluppare il singolo modello AI più avanzato, ma sulla costruzione di un ecosistema aperto capace di diffondere la tecnologia in diversi settori dell’economia.
Per Washington, la sfida sarà dunque trovare un equilibrio tra tutela della proprietà intellettuale e sicurezza nazionale da un lato e apertura, concorrenza e innovazione dall’altro. Un eccesso di restrizioni, secondo le big tech, rischierebbe di compromettere proprio quei fattori che hanno contribuito alla leadership USA nel settore dell’intelligenza artificiale.