L’intelligenza artificiale è diventata croce e delizia di Wall Street. Da qualche tempo, gli investitori stanno abbandonando le azioni delle Big Tech, che continuano a investire pesantemente nella nuova tecnologia, puntando invece sui titoli delle società specializzate nei chip di memoria, una componente essenziale di questo ecosistema.
Quest’anno, società come Sandisk, Western Digital Corp. e Seagate Technology Holdings sono tra le migliori performer dell’S&P 500, poiché l’elevata spesa nell’intelligenza artificiale ha innescato una domanda insaziabile di memoria e storage. Al contrario, i grandi hyperscaler come Amazon, Meta Platforms, Alphabet e Microsoft hanno rallentato la loro corsa a Wall Street, poiché gli investitori temono che gli ingenti investimenti nell’AI non producano i ritorni sperati.
"L’infrastruttura è il posto giusto su cui puntare", ha dichiarato Rob Thummel, senior portfolio manager di Tortoise Capital, che detiene azioni di Western Digital, Seagate, Sandisk e Micron Technology nel suo ETF Tortoise AI Infrastructure. "La parte venduta sono state le Big Tech a grande capitalizzazione, che non hanno performato bene", ha detto. "La parte acquistata è stata invece infrastrutture, memoria e archiviazione dati".
Tra l’altro, le aziende specializzate nei chip di memoria dispongono ora di un enorme potere sui prezzi. Ciò suggerisce che il tradizionale modello ciclico del settore potrebbe dover essere ripensato. "Si osserva semplicemente un livello diverso di potenziale rialzo nella memoria, insieme a un enorme potere sui prezzi", ha affermato Jamie Zakalik, senior research analyst di Neuberger Berman. "Quindi, anche se ‘sicuro’ non è il termine giusto, queste aziende sembrano più facili da valutare rispetto ad altre parti del trade sull’AI".
Wall Street: azioni chip di memoria continueranno a dominare?
Quello dei chip è, di norma, un settore ciclico. Quindi, anche se la domanda di memoria è attualmente molto elevata e i prezzi sono alle stelle a causa della carenza di offerta, la situazione potrebbe riequilibrarsi. Questo perché prezzi molto elevati spingono le aziende ad aumentare la produzione, ma allo stesso tempo rallentano la domanda. Di conseguenza, con un maggiore equilibrio del mercato, i prezzi tendono a scendere, riducendo il vantaggio iniziale dei produttori. "L’offerta sta ancora cercando di recuperare terreno", ha dichiarato Ann Miletti, responsabile degli investimenti azionari di Allspring Global Investments. "Col tempo questo si risolverà. Credo sia più una questione di tempistiche che altro".
Ciononostante, gli investitori vedono ancora margini di crescita per le azioni dei produttori di chip di memoria, poiché le grandi aziende tecnologiche continuano a investire nell’intelligenza artificiale. "Ci sono molte ragioni per essere positivi sulla memoria in questo momento", ha detto Zakalik. "L’AI è un mercato molto diverso, con esigenze di memoria molto diverse rispetto all’hardware tradizionale. Si può sostenere che la domanda sarà più strutturale". Thummel vede ancora potenziale rialzo "finché continueranno gli investimenti degli hyperscaler e lo sviluppo di nuove applicazioni di AI".